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Gillian Seton condivide la sua esperienza con Richard Hart, sabato, 4 luglio 2015. [Foto © 2015 Adventist Review / ANN /Tor Tjeransen]
La Chiesa Avventista rende omaggio ai missionari in prima linea

G. Wahlen, AR/ANN/Maol – Restare aperti e correre enormi rischi oppure chiudere le porte dell’ospedale a coloro che necessitano disperatamente di cure mediche?
Era questa la domanda alla quale hanno dovuto rispondere la dott.ssa Gillian Seton e la sua squadra del Cooper Adventist Hospital in Liberia, nel bel mezzo della crisi di Ebola.

Seton, laureatasi nel 2008 alla Facoltà di medicina della Loma Linda University, era appena arrivata in Liberia quando la crisi è cominciata.

“Vi erano già alcuni focolai in diversi villaggi,” ha detto difronte a diverse migliaia di persone nell’Alamodome durante il programma del Sabato pomeriggio organizzato da Adventist Mission, della Conferenza generale. “Gli ospedali avevano chiuso a nord e a sud rispetto a dove eravamo noi, ed è stato a quel punto che abbiamo capito che non ce l’avremmo fatta a resistere da soli,” ha detto la Seton.

La dottoressa e il suo staff si sono riuniti per diverse ore, per discutere delle opzioni disponibili e hanno preso la difficile decisione di tenere l’ospedale aperto, nonostante il rischio estremamente alto di essere contagiati dal virus dell’Ebola, perché qualcuno doveva pur fornire assistenza medica.

Nel ricordare i rischi corsi, la dott.ssa Seton ha detto: “Immaginate che qualcuno vi dia in mano una pistola e un giubbotto e che vi dica ‘Facciamo che adesso ti sparo, ma non preoccuparti, questo giubbotto di proteggerà.’ ” Nondimeno, la dottoressa e la sua squadra hanno continuato a curare le migliaia di pazienti che inondavano l’ospedale.

Sebbene la Seton sia sopravvissuta all’Ebola, negli anni molti missionari hanno dato le proprie vie nel servire. Sabato è stato reso omaggio ai 12 missionari —compresi giovani e bambini — che sono morti in terra straniera negli ultimi cinque anni.

È stato mostrato un video speciale in memoria del pilota missionario Bob Roberts, morto in un incidente aereo in Indonesia. Durante un momento molto toccante, la vedova Roberts, Jan Roberts, insieme a sua figlia Stephanie e a suo figlio Gary, sono saliti sul palco e hanno ricevuto una standing ovation dalle migliaia di persone presenti nell’Alamodome. Gary e suo fratello Eric continuano il lavoro di aviazione missionaria cominciato in Indonesia dal padre.

Il Pastore Mark Finley ha condiviso una storia affascinante, tenendo in mano una Bibbia aperta. L’antico libro è stato macchiato dal sangue di un martire missionario, assassinato da un killer professionista. Più di 70 anni dopo l’assassinio, il figlio della vittima e il figlio del killer si sono incontrati a un incontro evangelistico tenuto dal Pastore Robert Costa in Colombia. Entrambi erano diventati Avventisti del Settimo Giorno e grazie al loro esempio, più di 100 persone appartenenti alle loro famiglie si sono altresì battezzati nella chiesa Avventista.

“La missione ha un prezzo,” ha detto Finley. “Una Bibbia macchiata di sangue ci dice che il sacrificio che affrontiamo nella missione ne vale la pena!”

Per tutta la durata del programma, l’enfasi è stata posta ancora sulla missione grazie a storie e musica di ispirazione.

Particolare attenzione è stata data altresì al Programma ufficiale della Chiesa Avventista del Settimo Giorno “Global Mission”. Il programma, che si concentra su giovani chiese e gruppi avventisti in zone inesplorate, è stato lanciato in occasione della sessione della Conferenza generale del 1990 ad Indianapolis, nell’Indiana.

Negli ultimi 25 anni, per grazia di Dio e sotto la guida di Michael Ryan, un vicepresidente della Conferenza generale, Global Mission si è esteso a tutto il mondo, impiantando numerose nuove chiese, centri di influenza e altro ancora.

“Venticinque anni fa, non c’erano centri Global Mission, né pionieri Global Mission,” ha affermato Gary Krause, direttore di Adventist Mission presso la Conferenza generale. “Ma a Ryan stava a cuore una missione globale.”

Krause ha presentato Ryan, che va in pensione quest’anno, consegnandogli una targa che porta l’iscrizione, “A Michael Ryan, per aver gettato il seme di una missione globale, contribuendo a coltivare un raccolto mondiale per la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.”

Durante il programma del Sabato pomeriggio, Ryan e il nuovamente rieletto presidente della Conferenza Generale Ted N. C. Wilson hanno incoraggiato i membri a dedicarsi alla missione in base al continuo impegno della chiesa di raggiungere il mondo con il piano strategico della chiesa “Tendi le braccia verso Dio, stendi la mano con Dio e raggiungi gli altri insieme a Dio.”

“Ogni membro laico deve impegnarsi, investito di piena autorità, lavorando fianco a fianco coi pastori. . . Mi elettrizza il fatto che ognuno di noi possa trovare un posto nella grande opera di Dio,” ha detto Wilson.

“Ognuno di noi qui ha ricevuto un dono spirituale,” ha detto Ryan ai presenti nell’Alamodome. “Ponetevi questa domanda, ‘Cosa posso fare perché la missione della Chiesa Avventista del Settimo Giorno progredisca?’ ”