Luigi Caratelli
– Per André Reis,1 articolista della rivista avventista Spectrum, non è il caso di usare l’artificio letterario dell’interrogativo. Per lui di Orione non si dovrebbe proprio parlare. È così grave? Per quale motivo?

In realtà Reis se la prende, giustamente, con la moltitudine di profeti e profetesse che stanno tormentando la nostra Chiesa e creando caos e divisioni ormai da troppo tempo. Lo seguo pienamente, e con lui pienamente concordo.

Nella pagina di Spectrum l’editorialista stigmatizza, giustamente, gli sprovveduti che si dilettano a profetizzare scenari improbabili e vere proprie bufale; il più delle volte con l’ausilio dei social. Il campionario di stupidaggini fatte prontamente rimbalzare su Facebook è sconcertante: si va dalle corna sataniche di papa Francesco a Manila, all’improvvida affermazione di un Trump promulgatore della legge domenicale, all’ormai sempre più gettonato microchip; senza farsi mancare accuse a dirigenti e pastori di ogni estrazione. Come nel caso del presidente della nostra Conferenza generale, Ted N. C. Wilson, indicato come un gesuita travestito allo scopo di distruggere la nostra Chiesa. Comprendo Reis, e solidarizzo con lui, dato che anch’io, per nulla presidente di niente, mi sono beccato l’epiteto di massone travestito. Per questa accusa, via Facebook, ho perso alcune amicizie. Qui in Italia, non in America.

Poi, il fratello di Spectrum, se la prende anche con chi profetizza scenari da fine del mondo, distorcendo profezie bibliche a ogni eclisse o evento climatico. Perché proprio questo era il pretesto per denigrare quanti parlano di Orione. E qui, non seguo più Reis.

Non so in America che tipo di persone parlino di Orione né con quali argomentazioni sostengano le loro tesi. In Italia, senza che me ne giunga alcun vanto e tantomeno delle lodi, di Orione parlo quasi soltanto io. Quindi, non rischio di essere annoverato tra i massoni e i gesuiti, ma tra gli allucinati che perdono tempo a guardare le stelle.

Ritengo che una, seppur secondaria e minima, teologia «orionica» non faccia sfigurare nessuno. Anzi. Mi piace pensare alla teologia avventista come a una stupenda corona, tempestata da ogni sorta di gemme. In essa spiccano i diamanti delle grandi verità salvifiche, proprio sulla cima. Poco più sotto, altri gioielli indispensabili: le opere sociali, quelle di misericordia; le iniziative sanitarie, ecc. In maniera defilata, ma utili allo stupendo ornamento di questa Chiesa, compaiono qua e là degli «impreziosimenti»: per esempio «anche» Orione. Gli elementi indispensabili alla salvezza dominano; quelli che impreziosiscono il cammino della salvezza, fanno da supporto. Potrebbero non esserci, poiché Orione e altre perle minori non sono necessarie alla salvezza. Ma ci sono, e ravvivano lo sguardo.

Non solo lo sguardo.

Una bambina di 7 anni, avendo sentito parlare in campeggio – non da me – delle peculiarità e del messaggio che la costellazione di Orione veicola, è tornata a casa entusiasta; non per le stelle in sé, ma per il riferimento al ritorno di Gesù che di quel messaggio è il tono più importante. Ha contagiato tutti; soprattutto il nonno, che si sarebbe ammalato di lì a poco. Lei, con l’ingenuità (che spesso è teologia allo stadio iniziale) e la freschezza che tutti i fanciulli sanno esprimere, ha riempito di speranza la testa e il cuore del nonno, parlandogli di un Salvatore che un giorno varcherà proprio la porta cosmica della regione di Orione. Lei ci credeva. Il nonno l’ha seguita nel sogno, e proprio a pochi momenti dalla morte la sua mano si è alzata puntando il dito in direzione del cielo. Lui, non solo per far contenta la nipotina, indicava con fede Orione.

L’ultimo giorno di una serie di conferenze, ho illustrato il messaggio intrinseco di Orione; con tante immagini. Quel giorno le persone non finivano più di entrare. Riempirono una grande sala. Il pastore del luogo mi disse che una gran parte di intervenuti erano tutti membri di una congregazione locale di avventisti della Riforma. Al termine della conferenza, molti di loro mi chiesero, anch’essi stupiti dalle peculiarità di Orione, materiale di ogni genere. Quella conferenza, piccola gemma di un più importante e grande insieme, permise a una quindicina di quei fratelli di riprendere il cammino all’interno della chiesa madre.

Al termine di un campeggio per i giovani, nel quale – stavolta proprio io – parlai, tra le tante cose, anche di Orione, dei ragazzi tornarono a casa carichi di sorprese teologiche; ci fu chi chiese studi biblici e si battezzò subito dopo. Non erano stati proiettati tra le nuvole, ma avevano aderito alla terra per essere testimoni di Gesù.

Solo una leggenda?
Certo, come disquisisce Reis, che definisce Orione la «leggenda avventista», si può ragionare come lui il quale si dice convinto, non si sa da chi, che: «Per quanto riguarda la tradizione avventista su Orione, le basi dell’astronomia negano che ci sia un posto nella linea degli eventi della fine dei tempi. La sua nebulosa da sola potrebbe contenere 60 milioni di sistemi solari; la sua luce viaggia per 1.500 anni prima di raggiungere la terra. Per essere visibile in qualunque parte all’interno di Orione, l’entourage di Gesù dovrebbe avere un’ampiezza tale da poter essere notato da questa distanza inconcepibile e, tuttavia, dovrebbe rimanere all’interno della velocità della luce per essere effettivamente visto lì. Ma questo crea un enigma: a quella velocità, ci vorrebbero 1.500 anni per raggiungerci! Per non parlare della nozione piuttosto incredibile di Gesù e degli angeli che viaggiano realmente nel tempo-spazio».

Tutto qui l’armamentario per dissolvere le illusioni su Orione?

La bambina e suo nonno invece credevano, senza porsi problemi astronomici, che Gesù risolve il dilemma in questione, con uno «schioccar delle dita»; senza che la luce, con la sua misera velocità, possa essergli di ostacolo.

Insomma, c’è chi sa vedere anche le più piccole gemme.

Quello che mi fa impressione, invece, è come certo intellettualismo e certo liberalismo possano fare tanto male quanto le esagerazioni dei profeti improvvisati che i primi tentano di combattere.

Prossimamente, vorrei parlare solo di Orione. Nel giusto modo; perché nessuno dica «basta» nel modo sbagliato.

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1 – Reis André, “Shaking the Powers of Heaven: A Total Solar Eclipse and Adventist Eschatology, Spectrum, 18 agosto 2017

Luigi Caratelli, produttore radiofonico, mette a disposizione di quanti ne faranno richiesta il suo materiale (video, audio, pdf, power point) all’unica condizione che non venga modificato. I temi trattati sono: l’archeologia biblica, fenomeni paranormali alla luce della Bibbia, i segni dei tempi secondo gli studi più recenti, tutti gli studi sui libri di Apocalisse e Daniele, riflessioni prettamente spirituali,  materiale su argomenti vari come, per esempio, uno studio approfondito storico-teologico del perché i magi giunsero a Betlemme fidandosi dell’antica profezia di Balaam e del profeta Daniele in Babilonia. Quest’ultimo studio (per ora solo in audio, poi sarà anche in power point) può essere richiesto subito, dato che racconta la vera storia del Natale. Queste risorse possono essere utilizzate per cultura personale, per essere distribuite a parenti, amici e interessati, o per tenere in casa delle vere e proprie riunioni, come alcuni già fanno. Tutto il materiale è gratuito, basta richiederlo a l.caratelli@avventisti.it

 

(Immagini: https://pixnio.com/space/orion-nebula-space-galaxy)