Maol
– Con la riapertura delle scuole ormai alle porte, Roberto Iannò, direttore dei dipartimenti Educazione e Ministeri avventisti della Famiglia, e Ignazio Barbuscia, direttore del dipartimento Ministeri avventisti per la Gioventù, hanno dedicato un messaggio di buon anno scolastico agli studenti, ma non solo.

«Cari studenti, a breve inizierà per voi un altro anno scolastico, carico di aspettative, gratificazioni e, forse, anche di qualche rimpianto.

Aspettative, per quello che troverete: una nuova classe, dei nuovi professori e, soprattutto, dei nuovi amici.

Gratificazioni, per i successi realizzati fino ad ora. Dopotutto, la gioia della promozione non si è ancora smaltita e vi accompagnerà fino all’ingresso nella classe successiva.

Rimpianti, per quello che avreste potuto, o dovuto, fare e non ci siete riusciti. Il passato può comunque servirvi da “fidato amico” perché vi dirà esattamente la verità, non vi adulerà, ma così facendo vi aiuterà a migliorare e crescere.

Un sentito augurio anche ai genitori che saranno chiamati, come sempre, ad essere accanto e affianco ai propri figli. Che il Signore vi aiuti perché li possiate aiutare, senza però eliminare loro ogni difficoltà, perché è solo così che li aiuterete a diventare uomini e donne completi.

Ringraziamo anche tutti quei membri di chiesa impegnati professionalmente nell’ambito educativo. Agli insegnanti, in particolare, rivolgiamo un ringraziamento per la passione e l’impegno nella formazione delle nuove generazioni, del loro contributo allo sviluppo intelligente, ma anche, laddove possibile, allo sviluppo di una coscienza morale che li renderà cittadini responsabili sia in questo mondo sia in quello che aspettiamo dall’alto.

Un pensiero anche a tutte le comunità avventiste nel cui seno nascono e crescono le nuove generazioni. Sarebbe bello se questo sabato, 9 settembre, ritagliassero un piccolo spazio da dedicare ai loro ragazzi e avere un momento di preghiera durante la liturgia sabbatica. Potrebbero dedicare loro questo messaggio, o altro se volessero essere più personali. Sicuramente un momento del genere farà sentire i ragazzi ancora di più parte integrante della grande famiglia chiamata “chiesa”, e li metterà nelle condizioni di percepire l’interesse sincero per il loro futuro.

Che nessuno si scoraggi di fronte alle sfide che questo nuovo anno porrà. Siate coraggiosi e resilienti. Per tutti voi abbiamo pensato a un testo della parola di Dio che dice: “dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio [accademico ma soprattutto] della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Fl 3:13,14)».

 

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