M5-Le dieci parole(asseret hadibberot)

«Il Signore disse a Mosè: “Ecco, io verrò a te in una fitta nuvola, affinché il popolo oda quando io parlerò con te, e ti presti fede per sempre”. E Mosè riferì al Signore le parole del popolo» (Es 19:9). «Il Signore disse a Mosè: “Parlerai così ai figli d’Israele: Voi stessi avete visto che io vi ho parlato dai cieli”» (20:22).

«Allora Dio pronunziò tutte queste parole…» (v.1). «Tutte queste parole» sembra un’aggiunta inutile; si poteva dire semplicemente: «Allora Dio parlò dicendo…». In riferimento a «tutte queste parole», il commento di Rachi, rabbino del medioevo, spiega che Dio avrebbe pronunciato le dieci parole con un unico suono, e solo a partire dal versetto 2 le avrebbe ripetute una a una. «Io sono Hashem [il Signore lett. il Nome], il tuo Dio…». In ebraico, il pronome «io» si dice «ani», ma qui troviamo la forma «anochi» che ne sottolinea l’unicità e l’autorevolezza. Riconoscere il Signore come proprio Dio è il requisito indispensabile per osservare la sua legge.