Maria D’Amico Bastari/Maol – Con la preghiera di Franca Zucca e le note dell’inno «Con Gesù farem delle prodezze», si è chiuso il corso di formazione alla leadership, IV livello, organizzato dai Ministeri Femminili dell’Uicca.

Sorrisi, abbracci e qualche lacrimuccia di gioia, grati a Dio per questo fine settimana, passato a Vallegrande dal 10 al 12 novembre.

Abbiamo fatto il pieno di emozioni spirituali e di nozioni. Gesù Cristo, il Leader per eccellenza, è nostra guida, fratello, capo, amico e servitore. Come Cristo, dobbiamo avere la capacità di comunicare, collaborare, capire, amare e aiutare il prossimo.

Un leader deve avere empatia per gli altri e l’abilità di attingere il meglio di ognuno. Dio non ha praticato differenze e ha chiamato donne come Miriam, Debora, Mical, Priscilla e tante altre. Donne mentori di altre donne e che a loro volta hanno mentori che le aiutano. Non è mancato il momento di ilarità.

 

 

Testimonianza della dott.ssa Alfia Milazzo

Giacimenti d’amore
La filosofa María Zambrano ha scritto: «La mia vera vocazione è stata quella di essere, non di essere qualcosa». Ed è proprio questo il significato che ritengo di poter dare al corso di Leadership femminile organizzato dalla Chiesa avventista in due giorni di full immersion nella tenuta «Le Sorgenti» di Vallegrande.

Essere leader per una donna è stato ed è un compito estremamente arduo e fortemente avversato oggi come nel passato e nella storia umana. Tuttavia noi donne abbiamo ricevuto un dono molto importante, che è quello della capacità di metterci a servizio degli altri. Forse grazie al nostro essere madri siamo disponibili a strutturare obiettivi che richiedono fatica, perseveranza, determinazione, gioia di fare, ambizione etica, resilienza. Talvolta riusciamo a guidare cambiamenti epocali in silenziose attività, a partire da una decostruzione dei nostri propri interessi individuali.

Noi donne, senza saperlo, siamo intrise di leadership funzionale al bene della comunità. In ogni angolo della terra, siamo il punto di maggiore vulnerabilità e di crescita delle società umane. Ma cosa accade se questa leadership viene consapevolmente promossa dalla donna in una prospettiva trascendente e in particolare nella più sublime e «rinnovatrice» delle prospettive, ovvero in quella cristiana? Accade che questo ruolo di guida diventa un giacimento d’amore incommensurabile. Un giacimento ontologico essenziale per dare spinta a tutte quelle attività grazie alle quali il mondo continua ad esistere, nonostante la presenza di forze distruttive del male. Le centrali produttive dell’amore, che sono le chiese e le comunità intessute di amore cristiano, sono continuamente rinnovate dall’instancabile impegno femminile nel sostenere i deboli, curare le persone bisognose di aiuto, diffondere e proiettare nella società il messaggio materno dello Spirito Santo e di salvezza di Cristo.

Ne ho avuto prova ascoltando le testimonianze di donne straordinarie non solo nella leadership, ma anche nella profondità della relazione con Dio e con le altre persone. Non dimenticherò mai il calore umano dei loro sguardi, l’intelletto d’amore nei loro discorsi, la lucida onestà delle loro testimonianze, la loro sapienza intrisa di dolce umiltà. Questa potente energia di fiducia e di speranza, di visione attiva dell’essere, in queste 48 ore di rigenerazione cognitiva e spirituale, mi ha disintossicata, mi ha nutrita di confortante condivisione femminile, mi ha rivestita di slancio ardente verso un nuovo, più alto impegno a migliorare la mia organizzazione di vita e il mio rapporto con la missione che Dio mi ha chiamato a svolgere, la missione della Città invisibile.

Per ora ho iniziato a mettere in fila gli obiettivi principali di questa crescita, devo studiare e scegliere per focalizzare meglio il dettaglio di ognuno e lo farò nei prossimi giorni. Ciò che conta è che ho ricevuto un grande dono attraverso le «sorelle» che ho conosciuto: la loro disponibilità. Ognuna di loro infatti mi ha offerto il proprio contatto telefonico per un sostegno a distanza.

Ringraziamenti
Che cosa dire di più? Un grazie innanzitutto alla mia dolcissima amica Daniela Piazza che mi ha invitato a questo corso; alla dottoressa Giusy Catalano, grazie alla cui energia vitale e intellettiva ho imparato a sollevare montagne; alle docenti Franca Zucca, Maria Fortunato, Mirela Pascu, Santa Abiusi; alla scoppiettante Katia; e poi alla saggezza femminile in persona che è Franca Sordo; al mio modello vivente ed entusiasmante, trascinante di life long learning, che è Rita Marrocco; alla dolce Giusi Gulino; alla morbida lucida colta Emanuela Genovese. E infine alla gentilissima gioiosa Melissa, a Daniela, artista di paesaggi dell’anima adolescenziale. Un abbraccio affettuoso a tutte le altre amiche leader con le quali ho meditato e pregato intensamente, soavemente, appassionatamente, commuovendomi e ragionando ad un tempo. L’elettivamente affine amica di Canicattì. Poi la serafica Paola, la buonissima Cristin, la simpatia in formato bellezza di nome Hermon, e tutte le altre giovanissime donne presenti verso le quali, benché non citi qua i nomi, rassicuro, serbo un indelebile stima e affetto.

(La dott.ssa Alfia Milazio, laureata in filosofia, presidente dell’associazione «La città invisibile» e creatrice dell’orchestra infantile «Falcone-Borsellino», collabora con la radio Rvs di Catania)