Helen Pearson/tedNews/Maol
– Nella settimana in cui i «Paradise Papers» hanno rivelato gli investimenti di alcune delle persone più ricche del mondo, nell’ultima «Diversity Lecture» del 2017, nel Seminario avventista di Newbold, in Inghilterra, si è parlato di cristianesimo e capitalismo.

Tenutasi martedì 8 novembre, è stata molto partecipata, nonostante la pioggia battente. La conferenza della dott.ssa Eve Poole, economista e teologa, ha chiaramente stuzzicato l’immaginazione dei presenti con il titolo “Cristianesimo e capitalismo. Perché le donne e lo shopping sono importanti”. Utilizzando diversi oggetti, tra cui un pupazzo, un guanto da forno a forma di pesce e un Babbo Natale giocattolo, la dott.ssa Poole ha invitato il pubblico a riflettere sull’essenza del sistema capitalista in cui viviamo e su «7 ipotesi tossiche» prodotte da banche e aziende, ipotesi probabilmente condivise da alcuni cristiani e forse dagli studenti di economia di Newbold, presenti tra il pubblico.

La prima ipotesi tossica è che il mercato si mantiene in salute perché incoraggia tutti alla competizione; un’ipotesi basata, per la dott.ssa Poole, sull’importanza del comportamento alimentato dal testosterone nelle imprese dominate dagli uomini. Il comportamento è tossico perché significa che qualcuno deve perdere. Scusandosi con gli uomini del pubblico, la relatrice ha citato le ricerche che dimostrano come le società gestite da Consigli di amministrazione di genere misto sono migliori di quelle i cui CdA sono composti da soli uomini. Questa è stata la prima ragione per cui le donne sono importanti in un approccio cristiano al capitalismo.

Ciò che gli economisti chiamano «mano invisibile» è la seconda ipotesi tossica del capitalismo: l’idea che se tutti, individualmente, perseguono l’interesse personale, la mano invisibile del mercato condurrà al benessere della società e, quindi, di tutti. Questa ipotesi è tossica perché ignora il fatto che se sei ricco hai più opportunità di ottenere quello che vuoi. Quindi, il mercato è modellato da persone che lo usano di più, mentre le persone più povere sono emarginate.

L’idea della «mano invisibile» è strettamente legata all’ipotesi di «utilità»,  ovvero che i consumatori «massimizzeranno l’utilità personale per trovare una soluzione a come ottenere un buon risultato dalle cose». Questa nozione è tossica, secondo la dott.ssa Poole, perché presuppone che gli individui prendano sempre decisioni completamente razionali e socialmente consapevoli. «I banchi di merluzzo bianco al largo dell’isola di Terranova si esaurirono perché tutti inseguivano la propria utilità» ha affermato «I mezzi di sussistenza di un’intera generazione furono esauriti da questo tipo di “pensiero atomistico”».

Le successive due ipotesi tossiche sono legate ai rapporti commerciali tra coloro che stabiliscono le mansioni lavorative e coloro che effettivamente le svolgono. La cosiddetta «teoria dell’agenzia» suggerisce di far lavorare le persone per te incentivandole o «corrompendole» con il diritto di possedere parte delle azioni dell’azienda. Per la dott.ssa Poole, descrivere in questo modo le relazioni tra proprietari di capitale e lavoratori è una «visione veramente dubbia dell’umanità, che deve molto a Sigmund Freud!». L’importanza di far possedere azioni ai dipendenti, come mezzo per creare armonia tra loro e l’imprenditore dell’azienda, rientra in un’altra ipotesi tossica che la relatrice ha definito «il mito del valore degli azionisti». Ha quindi stupito il pubblico con un dato sorprendente: «In media le azioni sono ora tenute per un tempo che va tra gli 11 e i 22 secondi… Il valore degli azionisti è un mito (come Babbo Natale), usato per mettere a rischio le persone». Il perpetuarsi di questo mito nega l’importanza dell’insieme delle parti interessate nelle aziende e la necessità di valutare attentamente il loro sostegno.

L’ultima ipotesi tossica è «lo status di responsabilità limitata» detenuto da oltre il 90% delle aziende. Inizialmente era un piano aziendale utile, in realtà questo accordo impedisce che l’impresa abbia successo e abdica le responsabilità che dovrebbero essere esercitate sia dai datori di lavoro sia dai dipendenti.

Avendo identificato le varie tossicità nel nostro mondo finanziario, la dott.ssa Poole ha concluso informando che controlla il proprio estratto conto ogni mese e i comportamenti etici delle aziende. Questo è solo uno dei suoi suggerimenti per un rimedio di tutti i giorni, che lei ha paragonato alla storia biblica di Naaman: per guarire si lavò nel fiume Giordano sette volte. Ha consigliato al pubblico di imparare tutto ciò che è possibile sulle pratiche etiche delle aziende di cui utilizzano i beni e i servizi. Il suo consiglio, durante la relazione e nella sessione di domande e risposte dopo la conferenza, è stato di ampio respiro: esplorare siti web e pubblicazioni etiche di consumatori; notare le pratiche di assunzione ingiuste e quando le organizzazioni esercitano un’indebita pressione per vincere; notare chi emargina le donne abbastanza coraggiose da parlare delle disuguaglianze. «Sono azioni silenziose e ponderate», ha affermato.

Gli studenti di economia di Newbold riflettono sulle loro opzioni di acquisto etico. E qui entra in gioco lo shopping. «Dobbiamo tutti analizzare meglio da chi compriamo», ha dichiarato. Ha quindi incoraggiato il pubblico a conoscere il mercato, la banca se è etica, ad acquistare prodotti localmente, a utilizzare denaro contante che rimarrà nell’economia locale e a trovare alternative a quei commercianti immorali che non pagano le tasse. Chiediti sempre: «esiste un equivalente etico» al tuo shopping o al tuo commercio? Potrebbe sembrare strano andare in un piccolo negozio locale invece che in un grande supermercato … o più facile fare clic su Amazon invece di andare in una libreria locale. Cerca di fare più scelte possibili in favore delle persone che non hanno voce o scelta nel mercato.