Adventist Mission/EudNews/Maol – Quando il sedicenne Vincenzo Mazza tornò a casa, nel suo paese siciliano, e annunciò che era stato battezzato nella Chiesa Cristiana Cristiana Avventista del Settimo Giorno, suo padre esplose dalla rabbia. E la collera crebbe quando il figlio adolescente dichiarò di voler diventare un pastore.

«Se vai via, non ti darò neanche una lira», gli disse il padre, veterano della seconda guerra mondiale che, dopo essere stato liberato da un campo di prigionia negli Stati Uniti, aveva allevato in modo rigoroso i suoi cinque figli. «Se te ne vai, non tornare più».

Non immaginava che un giorno Vincenzo avrebbe guidato la Chiesa avventista in Italia e avrebbe studiato la Bibbia con il Presidente della nazione.

Le minacce del padre non scoraggiarono il ragazzo, che era stato battezzato durante un lungo soggiorno presso un suo fratello maggiore, anche lui da poco avventista. Vincenzo salutò il papà e andò nel Seminario avventista di Firenze.

A «Villa Aurora» apprese subito che non poteva iscriversi se non aveva i soldi e non era disponibile nessun programma di lavoro per pagare la retta scolastica.

Deluso, camminò senza meta nel giardino del seminario. Non voleva tornare in Sicilia perché suo padre gli avrebbe chiesto di rinunciare alla sua fede per vivere a casa. Pregò disperatamente.

Un sussurro all’orecchio
All’improvviso, sentì una voce bisbigliargli all’ orecchio: «Guarda nella tasca della camicia». Vincenzo si frugò in tasca e trovò un foglio con l’indirizzo di una famiglia tedesca che aveva incontrato per caso al suo arrivo a Firenze. La famiglia lo aveva invitato a visitarli a Karlsruhe, in Germania.

Ricordava che la Chiesa avventista aveva un seminario in Germania, nella città di Darmstadt. Contò le monete e si rese conto che aveva appena i soldi per comprare un biglietto di sola andata sul treno per Karlsruhe, a circa 100 chilometri a sud di Darmstadt.

Vincenzo prese quel treno, soggiornò una notte presso la famiglia tedesca e le raccontò del suo desiderio di studiare in seminario. La famiglia gli comprò un biglietto del treno per Darmstadt.

Il ragazzo arrivò in città senza soldi, senza conoscere il tedesco e senza sapere come raggiungere il seminario. Ma non si scoraggiò; camminò per diverse ore, in cerca della scuola. Raggiunse una piccola foresta, continuò a camminare e presto si accorse di essersi perso. Il sole stava tramontando, aveva freddo e aveva anche paura.

Non sapeva cosa fare e iniziò a piangere. Con le lacrime che gli rigavano le guance, pregò Dio di aiutarlo.

Una voce nella foresta
«Ehi, giovane!» disse una voce all’improvviso, facendo sobbalzare il ragazzo «Cosa stai cercando?».

Vincenzo, che non aveva sentito nessuno avvicinarsi, aprì gli occhi sorpreso e vide una persona anziana, piccola, con i capelli bianchi. Ancora più sorpreso, Vincenzo si rese conto che il vecchio parlava in tedesco e lui poteva capire tutto ciò che diceva. «Sto cercando il seminario avventista» rispose Vincenzo in italiano. «Ok, ti dirò come arrivarci» rispose l’anziano, parlando ancora in tedesco.

Ricevute le indicazioni dettagliate, Vincenzo iniziò a camminare. Dopo pochi passi, si girò per ringraziare il gentile signore. Il vecchio era sparito.

«Mio padre è felice e commosso per aver vissuto quella esperienza» ha detto il figlio, Andreas Mazza, che ha ascoltato la storia molte volte «Quando racconta questa storia, dice sempre: “Era un angelo di sicuro!”».

Vincenzo finalmente raggiunse il seminario e spiegò la sua situazione agli insegnanti. Il Seminario accettò di dargli lavoro per pagare la retta scolastica.

Vincenzo, che prima dovette imparare il tedesco e poi finire il liceo, divenne pastore e ha servito per tutta la vita varie chiese in Germania e in Italia. È stato anche presidente dell’Unione italiana (Uicca) dal 1995 al 2000.

Ha mantenuto contatti regolari con suo padre nel corso degli anni. Dopo molto tempo, il papà ha chiesto a Vincenzo di perdonarlo. «Sono stato un padre autoritario», gli ha detto una volta «Lo riconosco e sono molto triste per ciò che ho fatto ai miei figli».

L’incontro con il Presidente della Repubblica
In quanto leader della Chiesa avventista in Italia, Vincenzo scrisse una lettera per esprimere apprezzamento all’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, per le sue dichiarazioni pubbliche a sostegno dei protestanti nel Paese.

Pochi giorni dopo aver spedito la lettera, nel 1997, Vincenzo fu interrotto dalla sua segretaria durante un comitato, nella sede dell’Uicca a Roma.
«Pastore Mazza, il Presidente della Repubblica è al telefono!» esclamò, irrompendo nella stanza «Vuole parlare con lei!». Il presidente Scalfaro ringraziò Vincenzo per la sua lettera e lo invitò a visitare il Quirinale.

«Dopo la prima visita, sono diventati buoni amici» ha affermato Andreas «Il presidente Scalfaro lo ha invitato diverse volte e ogni volta gli diceva “Pastore Mazza, legga la Bibbia con me; preghi con me”».

Un momento culminante di questa amicizia è stato quando il capo di stato ha accettato l’invito di Vincenzo a partecipare all’inaugurazione della casa di riposo avventista «Casa Mia» a Forlì, nel 1998. La presenza del presidente Scalfaro ha trasformato un evento locale in notizia nazionali. Alla cerimonia si sono presentati anche il sindaco della città e altri politici. Giornalisti televisivi e della carta stampata hanno parlato della Chiesa avventista.

Persone in tutta Italia, che non avevano mai sentito parlare degli avventisti, ora sapevano della chiesa e dell’importanza del sabato.

Oggi, Vincenzo ha 70 anni ed è affetto dal morbo di Parkinson. Ma mantiene sempre il suo cuore di pastore, infatti pubblica brevi sermoni sulla sua pagina Facebook, con l’aiuto di Andreas, 42 anni, assistente del direttore delle Comunicazioni presso la Regione Intereuropea della Chiesa, il cui territorio comprende l’Italia.

Andreas è grato a Dio per la fedeltà di suo padre, da quando aveva 16 anni. «La sua storia è per me fonte d’ispirazione» ha affermato «Parla di fede, coraggio e amore per Dio e la missione. Dio è sempre stato la massima priorità di mio padre».

(Foto credit: Vincenzo Mazza, Facebook)