Lina Ferrara
– Chi ha seguito la rubrica del telegiornale regionale della Lombardia, Buongiorno Regione, andata in onda il 29 settembre su Raitre, ha potuto vedere in studio Sara Mosca, dottoranda di ricerca in fisica al Politecnico di Milano e figlia di Franco Mosca, segretario dell’Associazione Pastorale dell’Uicca e pastore della chiesa di Torino, intervistata dalla conduttrice del programma.

Proprio quel venerdì si apriva «Meet me tonight», la versione milanese dell’iniziativa «La notte dei ricercatori» promossa dalla Commissione europea. Si tratta di un evento in cui «gli operatori della scienza scendono in piazza per far conoscere a piccoli e grandi il loro lavoro e le loro scoperte. Sono momenti di divulgazione che vogliono smorzare gli stereotipi secondo cui lo scienziato è lontano dalla realtà di tutti i giorni», ha spiegato Sara, raggiunta al telefono dal Messaggero Avventista online.

Nella due giorni milanese (29-30 settembre) sono stati allestiti oltre 44 stand, con circa 500 ricercatori, nei Giardini Indro Mondanelli, mentre presso il Museo della scienza e della tecnologia si sono tenuti laboratori interattivi.

Sara ha partecipato, insieme ad altri ricercatori, alla tavola rotonda «Parla con me», in cui ha spiegato la figura del ricercatore e ha risposto alle domande dei cittadini. «Mi sono presentata e ho raccontato la mia esperienza di dottoranda, le motivazioni che mi hanno portato a questa scelta e ho invitato i giovani a seguire questo percorso», ha aggiunto Sara, che nei suoi studi si occupa in particolare di fotonica dei beni culturali in cui si «usa la luce per capire i materiali che costituiscono un’opera d’arte».


Non poteva mancare, tra le domande, il discorso della fuga dei cervelli dall’Italia. È vero che il precariato spinge molti ricercatori ad andare all’estero, ma è anche vero che ciò è possibile grazie alla qualità della formazione ricevuta. «Per il tipo di finanziamenti che abbiamo in Italia, la ricerca è molto produttiva», ha affermato Sara, «Si pubblicano molti articoli scientifici e innovazioni riconosciuti in Europa. Comunque qualcosa si muove anche qui verso il cambiamento, anche se le dinamiche in Italia sono più lente. Per esempio, ho conosciuto una dottoressa che era all’estero ed è tornata in Italia per continuare il suo lavoro di ricerca».

Sull’esperienza vissuta durante la tavola rotonda, la giovane ha proseguito: «Sono contenta perché la gente era interessata a comprendere che cosa ci spingeva e aveva la voglia di conoscere e capire che siamo vicini alla realtà. Ho conosciuto diverse persone e condiviso il mio pensiero. Sono venuti anche i ragazzi dell’Aisa della chiesa di Milano, che hanno visitato gli stand sulla salute ed è stato bello anche per loro. È infatti da qui che deve partire il cambiamento e interessare alla ricerca quelli che saranno gli studenti del futuro».

Alla domanda sul suo futuro, Sara ha risposto: «Sto terminando il dottorato, penso di rimanere qui e l’idea è di provare a fare la ricercatrice e trovare un altro polo universitario».

Sara frequenta la chiesa di Milano e fa parte del gruppo giovani. Il Signore sicuramente la guiderà ancora nel suo percorso di vita personale e professionale, così come ha fatto finora.

Segui qui la puntata di Buongiorno Regione Lombardia del 29 settembre. .

 

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