Maol – Il quotidiano il Resto del Carlino, edizione di Cesena, ha pubblicato un articolo sui quattro giovani nigeriani di un centro di accoglienza di Cervia, diventati membri della chiesa cristiana avventista di Cesena con la cerimonia battesimale del 7 luglio.

Ecco la notizia della giornalista Elide Giordani.

Dal viaggio sui barconi al battesimo nella fede degli Avventisti L’odissea di quattro giovani nigeriani.

Che abbiano percorso in bicicletta per un anno, quasi ogni sabato, i 40 chilometri (tra andata e ritorno) che separano Cervia da Cesena non è un elemento secondario della storia che vede al centro quattro nigeriani trasferiti dalla Sicilia in un centro di accoglienza di Cervia. Ci vuole abnegazione e un forte desiderio di condivisione per abbracciare una fede, magari lontana dal proprio mondo culturale. I quattro giovani, infatti, hanno avviato in tal modo il loro percorso per entrare a far parte della Chiesa Cristiana Avventista di Cesena e oggi riceveranno il battesimo per immersione nell’edificio di culto di via Gadda.

«Si tratta di quattro giovani approdati in Italia con i barconi, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 – spiega Giovanni Benini, anziano della Chiesa Avventista – Uno di loro aveva già una vicinanza con la nostra Chiesa in Nigeria, su loro richiesta abbiamo accompagnato nello studio della Bibbia quelli che non conoscevano il messaggio evangelico». «Lo scambio li ha anche motivati e stimolati a seguire le lezioni di italiano proposte dal centro in cui erano ospiti» aggiunge Benini. Un passo dopo l’altro si sono appassionati alla lettura delle Scritture e alla loro interpretazione ed hanno maturato il desiderio di diventare cristiani. Un incontro che ha rappresentato anche un modo per favorire la loro integrazione.

«Si tratta – commenta il pastore della Chiesa Avventista di via Gadda Giuseppe Cupertino – di una storia di umanità che, in questo 7 luglio, coincide con un’iniziativa promossa dalla cooperativa Libera: fermare ‘l’emorragia di umanità’ alla quale stiamo assistendo, con l’invito a indossare una maglietta rossa, indumento portato da molti bambini migranti, per ricordare simbolicamente che libertà, uguaglianza, fratellanza sono valori ai quali si ispira anche questo nostro Paese e questa Europa, che la paura sta rendendo irriconoscibili». (Il Resto del Carlino, ed. Cesena, del 7 luglio 2018)
 

(Foto pervenute dalla comunità di Cesena)