EudNews/Maol
– Gli avventisti in Messico sono ancora alle prese con la devastazione del terremoto di magnitudine 8,2, che ha colpito la costa meridionale del Paese, lo scorso 7 settembre. 98 i morti al momento, centinaia i feriti, oltre 50 mila le case distrutte.

L’epicentro del sisma, il più forte da un secolo a questa parte, è stato individuato vicino agli stati di Chiapas e Oaxaca, ma è stato avvertito fino alla capitale, Città del Messico.

I leader della chiesa nelle regioni colpite hanno riferito che quattro membri sono morti e molti altri sono stati ricoverati in ospedale.

La Regione del Chiapas
«È scioccante vedere tanta distruzione dappertutto», ha affermato il past. Ignacio Navarro, presidente della chiesa cristiana avventista in Chiapas, «Sono molti gli abitanti rimasti senza casa».

Tra le persone in difficoltà ci sono anche 7.000 avventisti in Chiapas, le cui case sono state distrutte o gravemente danneggiate dal terremoto. La mattina dell’8 settembre, Navarro ha iniziato a visitare le comunità colpite di Paredón, Tonala, Pijijiapan, ecc. Dopo quattro giorni di viaggio e oltre 2.500 chilometri percorsi, è ancora scosso da tutto quello che ha visto.

Ha consolato la famiglia di Alejandro Arreola Pineda, uno dei due membri di chiesa in Chiapas, deceduto a causa delle ferite riportate. Ha officiato il servizio funebre il 9 settembre, evidenziando la fedeltà di Arreola. «Svegliato dal terremoto, si era inginocchiato per pregare, ma è stato colpito dal crollo di un muro e non ha mai ripreso coscienza, dopo il ricovero in ospedale”, ha affermato Navarro, «Sappiamo che aveva fede nel Signore».
Quella stessa fede e fiducia nel Signore che mi ha commosso, ha detto Navarro, «quando ho visto la forza incredibile dei nostri fratelli e sorelle rimasti saldi al fianco del Signore, anche dopo aver perso le loro case».

La chiesa distribuisce acqua, cibo, coperte e vestiti alle famiglie, avventiste e non, colpite dal disastro. Intanto gli amministratori della denominazione in Chiapas valutano attentamente le necessità immediate delle persone e offrono incoraggiamento spirituale. Saranno anche fornite lamiere di metallo per riparare i tetti delle case dei membri e cemento per ricostruire i muri.

Sono 50 le chiese distrutte. «I nostri membri continueranno a riunirsi per il culto nei loro piccoli gruppi fino alla ricostruzione delle chiese», ha informato Navarro. La scuola avventista di Tuxtla Gutiérrez ha subito danni estesi alla struttura e rimarrà chiusa finché non sarà di nuovo agibile per i 450 studenti, dalle elementari alle superiori, che la frequentano.

«Le nostre chiese in Chiapas sono impegnate nella raccolta di prodotti alimentari e di abbigliamento da distribuire alle famiglie nelle aree più colpite del nostro territorio e del vicino stato di Oaxaca», ha concluso Navarro.

L’Unione interoceanica messicana
«Siamo tristi per la morte di due avventisti a Oaxaca», ha affermato il past. Moisés Reyna, presidente dell’Unione interoceanica messicana della chiesa. Molti membri sono ancora ricoverati in ospedale. 127 famiglie avventiste hanno le case distrutte o parzialmente danneggiate. «Molti dormono all’aperto, altri nei rifugi», ha aggiunto.

La chiesa ha attivato fondi di l’emergenza per aprire quattro centri nelle comunità colpite, che servano pasti caldi ogni giorno ai membri di chiesa e alla popolazione. Le comunità avventiste raccolgono alimenti da distribuire a chi ha bisogno.
«Stiamo facendo tutto quello che possiamo per aiutare le persone», ha spiegato Reyna, «Vogliamo che non si sentano sole. Dio è con loro e anche la famiglia della chiesa del Messico e di tutto il mondo si preoccupa per ciascuno di loro».

Una chiesa del territorio è stata distrutta e altre 14 hanno subito danni. Inoltre, i dirigenti devono decidere dove trasferire i 260 studenti della scuola avventista «Benito Juarez» di Asuncion Ixtaltepec, nello stato di Oaxaca, praticamente rasa al suolo dal terremoto. Ciò che rimane dell’edificio dovrà essere demolito e poi si procederà alla ricostrzione.

Gli interventi di Adra Messico
Adra in Messico lavora con gli enti locali, statali e federali per la distribuzione di beni a 4.250 famiglie nelle zone più colpite del Chiapas e di Oaxaca.
«I nostri volontari hanno imballato pacchi di alimenti che saranno distribuiti nei Comuni di Tonala, Arriaga e Cintalapa, in Chiapas; e Juchitan e Ixtaltepec, in Oaxaca”, ha affermato César Hernández, di Adra Messico.

«Famiglie come i Perez Mendoza di Ixtaltepec, in Oaxaca, che per due lunghi minuti hanno visto la loro casa andare in pezzi sotto le scosse del terremoto, riceveranno pacchi contenenti prodotti alimentari per una settimana, tra cui farina di mais, riso, pasta, avena, salsa di pomodoro, fagioli, lenticchie, olio e sale», ha aggiunto Hérnandez.

David Poloche, direttore di Adra Inter-America, pianifica gli interventi per le persone colpite. «Consapevole della nostra responsabilità come chiesa, Adra ha intrapreso azioni immediate per aiutare ciascuna delle comunità colpite e  in difficoltà».

«Grazie ai fondi di Adra International, Adra Inter-America e Adra Mexico, oltre 20.000 persone in Chiapas e Oaxaca riceveranno aiuti nelle prossime settimane», ha aggiunto Poloche.

Guatemala occidentale
Nel Guatemala occidentale, le comunità di San Marcos, città vicina alla costa meridionale del Messico, hanno anche subito danni dal sisma. Sono oltre 20.000 le persone interessate, secondo i funzionari governativi.

Otto chiese avventiste sono state danneggiate e più di 114 case di membri di  chiesa sono state distrutte o lesionate.
«Gli uffici della Federazione e della Missione si sono subito adoperati per dare aiuto e hanno fornito pacchi di alimenti alle famiglie colpite, mentre i Ministeri a favore dei bambini hanno raccolto coperte per i giovani e le loro famiglie», ha affermato il past. Gustavo Menéndez, direttore delle Comunicazioni della chiesa in Guatemala.

Entro la fine della settimana, Adra Guatemala distribuirà pacchi di cibo, abbigliamento e coperte alle comunità terremotate di San Marcos.

(Foto: Adra Messico)

 

CONDIVIDI SUI SOCIAL
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page