Luigi Caratelli – Concludo questa carrellata di articoli, decisamente inusuali, ma incredibilmente attuali, sul tema del paranormale nell’ambito religioso.

Gli autori del libro Regina di tutti1 si dicono convinti che le apparizioni della «madonna» stiano «veramente riunendo un seguito di fedeli in tutto il mondo provenienti da ogni religione e da ogni razza… un mondo che sta cercando una Madre celeste che sia tenera, misericordiosa, che non giudica, con il potere e l’influenza per risolvere i nostri problemi. Questa è la ragione comune per l’attrattiva universale suscitata dalle apparizioni mariane».2

Quando queste apparizioni cominciavano a divenire epidemiche e universali, cioè dalla prima metà dell’800, Ellen G. White, naturalmente con gli strumenti interpretativi limitati del suo tempo, aveva avvertito che: «A mano a mano che ci avviciniamo alla fine dei tempi ci saranno manifestazioni (apparizioni, ndr) (che) faranno apparire il loro potere… e si manifesteranno alle grandi città di tutto il mondo»3. Quindi, in altro luogo, accennando implicitamente al grande risveglio religioso avvenuto proprio a metà dell’800, aveva specificato: «Quando una vita, una luce e una potenza nuove scendono dall’alto… sale anche dal basso un’energia malefica… Il principe del male… si traveste da angelo di luce per presentarsi alle moltitudini che danno ascolto a “spiriti seduttori e dottrine di demoni”»4; e aveva concluso che quanti «considerano i miracoli come segni certi della vera chiesa, saranno facilmente sedotti da questa potenza operatrice di miracoli».5

Circa 150 anni dopo, gli stessi autori di Regina di tutti affermano: «Oltre al suo fascino materno, le apparizioni attirano milioni di persone grazie ai numerosi segni, prodigi e miracoli riportati… Questa combinazione di qualità che le apparizioni evidenziano – una Madre presente, un potente intercessore, una “costruttrice di ponti” e un’operatrice di miracoli – è riuscita a riunire masse di individui che normalmente non si assocerebbero. In questi giorni difficili, mentre i nostri problemi globali sembrano insormontabili, un numero crescente di persone si sta rivolgendo alla Regina di Tutti forse come al migliore difensore al mondo».6.

Anche lo studioso cattolico Massimo Introvigne ha notato come perfino negli ambienti New Age, che lui definisce affascinati da una sorta di «millenarismo ottimistico», si stia recuperando, non sempre in linea con le ufficiali posizioni del Vaticano, una devozione mariana; più correttamente un ritorno alla figura della Dea Madre che, in un certo senso e secondo l’ottica particolare dei New Ager, è sovrapponibile alla madonna delle apparizioni. «La trama generarle» precisa Introvigne «è di tipo femminista», poiché «le religioni, si afferma, hanno rappresentato Dio con accenti maschilisti e patriarcali, mentre una spiritualità equilibrata dovrebbe comprendere anche un riferimento al “sacro al femminile” e a una Dea Madre… la devozione cattolica alla madonna è appunto un deposito inconsapevole di riferimenti alla Dea Madre».7

La rinascita della dea
Forse Introvigne pensava anche a Carol P. Christ, autrice del libro Rebirth of the Goddess (La rinascita della dea), per la quale: «Uno degli sviluppi più inattesi dello scorso ventesimo secolo, è stata la rinascita nelle culture occidentali della religione della Dea».8

Oppure, lo studioso cattolico pensava agli autori di La via di Maria, anch’essi New Ager, per i quali: «La Madonna di Luce…la Divina Madre, la parte femminile di Dio conosciuta in tutte le epoche con mille nomi diversi… Oggi sta portando un messaggio urgente rivolto a persone di ogni ambiente, ogni credo e ogni fede nel mondo intero. Sta rivelando che il mondo, così come noi lo conosciamo, sta per giungere al termine».9

Non dimentichiamo che molte religioni, soprattutto le orientali, venerano una figura femminile, una dea. Come, con soddisfazione, ha notato l’arcivescovo cattolico Fulton Sheen: «La statua (della madonna di Fatima, ndr) veniva trasportata attraverso l’Oriente. Al confine del Nepal, trecento cattolici furono raggiunti da tremila indù e musulmani, (vi erano anche) ministri di stato e ufficiali di governo d’alto rango non-credenti… Per dodici ore una folla, composta quasi esclusivamente da non-cristiani, gremì la chiesa, mentre venivano celebrate messe che si protrassero dalle due fino alle nove e mezzo del mattino. Un vecchio indiano disse: “Lei ci ha mostrato che la vostra religione è sincera, non è come la nostra. La vostra religione è una religione d’amore, la nostra è di paura”».10

Sheen cita come esempi di preparazione alla venerazione di Maria nelle varie religioni non-cristiane la dea cinese della misericordia Kwan-yin e la dea Kwanon del Giappone: «venerata per secoli. È interessante notare che i buddisti, i quali già conoscono questa dea di misericordia e che sono venuti a conoscenza della Benedetta Madre, hanno visto la prima come preparazione alla seconda».11

Altre religioni venerano ugualmente dee di misericordia (forse, non a caso, papa Francesco ha voluto far leva su questa qualità cristiana, dedicando un intero anno alla sua comprensione). Per cui, citando ancora da Regina di tutti: «Molti credono che si tratti della stessa dea, una dea dai molteplici titoli, che è stata chiamata con diversi nomi attraverso le varie epoche. Dalla Bibbia apprendiamo che il popolo di Dio venerò ripetutamente la Regina dei Cieli – conosciuta ai tempi biblici anche come Astarte, Ashtoreth, Asherah Ishtar, Venere o Diana».12

Uniti sotto il manto di Maria?
Don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano, e continuamente in contatto con l’entità mariana tramite, dice lui, locuzioni interiori, ha diffuso questo messaggio: «Una vera riunificazione dei Cristiani non è possibile, a meno che non avvenga nella perfezione della verità. E la verità è stata mantenuta intatta solo nella Chiesa Cattolica, che deve preservarla, difenderla e proclamarla a tutti senza paura».13

Io credo che non si debba avere paura a predicare il Cristo, non una chiesa in particolare. Secondo il vangelo, che riunifica sempre gli opposti (vedi Gesù con le immagini della colomba e del serpente), il vero cristiano deve essere sia sale che fortezza. Sale perché deve sapere accogliere tutti indistintamente, e fortezza perché deve, come la luce posta sul moggio o la città svettante sul monte, essere pronto a rispondere della sua fede e, secondo il mandato di Gesù, far conoscere, con tatto e rispetto di tutti, la verità. Perché solo la verità salva.

Il cristiano è, per volere divino, un «ponte». È uno che accoglie; ma anche uno che dice la verità.

E la verità è che Gesù, non sua madre, o chi si spaccia per essa nelle innumerevoli manifestazioni mariane, è l’unico ponte su cui transitare fiduciosi.

 

Ringraziando tutti coloro che hanno fatto richiesta del PDF gratuito sui fenomeni paranormali e quanti hanno inviato consigli e modifiche da apportare al testo, Luigi Caratelli, oltre a rinnovare l’invito a richiedere il precedente PDF, invita quanti lo volessero, a richiedere i capitoli del suo nuovo libro Dove comincia il cielo, tutto imperniato sulla disamina dei vari segni dei tempi biblici alla luce delle più recenti scoperte nei diversi campi d’indagine. Tutto è gratuito. Basta farne richiesta a l.caratelli@avventisti.it.

 

Note
1 J. Tetlow, R. Oakland, B. Myers, Regina di tutti. Il piano delle apparizioni mariane per unificare tutte le religioni…, Eternal Productions, Fairport, NY, 2010.
2 Ivi, p. 20.
3 E. G. White, Testimonies to Ministers, pp. 11, 118.
4 Idem, Gesù di Nazareth, Edizioni Adv, Impruneta, FI, 2007, p. 182.
5 Idem, La grande speranza, Edizioni Adv, Firenze, 2012, p. 503.
6 J. Tetlow, R. Oakland, B. Myers, Op. cit., p. 20.
7 www.cesnur.org /Fatima nella nuova religiosità e nel cattolicesimo di frangia
8 C. P. Christ, Rebirth of the Goddess, Addison-Weslwy Publishing, 1997, dalla prefazione.
9 M. Rios Rice Hennelly, R. Kevin Hennelly, Mary’s Mother: Romantic Love as a Path to God, Our Lady of Light Publications, Santa Fe, 2004.
10 F. J. Sheen, The World’s First Love. Mary Mother of God, Ignatius Press, 1996, p. 190.
11 Ivi, p. 193.
12 J. Tetlow, R. Oakland, B. Myers, Op. cit., p. 59.
13 Citato in J. Tetlow, R. Oakland, B. Myers, Op. cit., p. 33.