Photo: Dominik Zeh AR/ANN
Photo: Dominik Zeh AR/ANN

Riunioni spirituali ad hoc per le donne alla sessione della Conferenza Generale.

Wilona Karimabadi, AR/ANN/Maol – Questa settimana, alla sessione della Conferenza Generale (CG), si è tenuto un mini-ritiro per le donne.

Le donne vi hanno partecipato per molte ragioni. Forse si trovavano a San Antonio perché i loro mariti erano delegati, o forse perché desideravano da sempre partecipare a una sessione della CG e questa è stata la loro prima esperienza, o magari erano delle veterane e questa era la loro quarta o quinta sessione della CG.

Le ragioni sono state tanto diverse, quanto le donne presenti. La cosa più importante però è che in molte hanno partecipato alle riunioni organizzate dai Ministeri femminili e dall’Associazione pastorale della Conferenza Generale, per ricevere un messaggio speciale da Dio, per loro.

“Abbiamo offerto alle donne un mini-ritiro, dove potevano raccogliersi in disparete al mattino e godersi un buon sermone pensato appositamente per loro, mentre nel pomeriggio abbiamo organizzato alcuni seminari nei quali abbiamo fornito alle donne nuove informazioni,” ha detto Heather-Dawn Small, direttrice dei Ministeri femminili della Conferenza Generale. Per queste riunioni è stato offerto il servizio di interpretazione in cinque lingue: francese, spagnolo, portoghese, russo e coreano.

“Le conferenze della mattina erano basate sul tema generale della sessione, ‘Sorgi! Risplendi! Gesù ritorna! ’ mentre i seminari pomeridiani si sono concentrati in particolare sullo sviluppo personale e sull’evangelizzazione,” ha aggiunto.

Janet Page, segretario aggiunto dell’Associazione pastorale, nella sua meditazione mattutina mercoledì, ha parlato del bisogno della donne di pregare e di prepararsi per le sfide della vita con speranza, nell’affrontare il matrimonio, la maternità e la carriera. Page ha utilizzato un linguaggio pratico e molto personale, con il quale molte delle donne presenti potessero relazionarsi. “Quando pregate insieme e le cose cominciano a peggiorare, ringraziate Dio per il fatto che è all’opera. Fate il salto della fede, ringraziatelo e credeteci,” ha detto.

Molte delle partecipanti hanno trovato grande incoraggiamento nella sorellanza delle credenti di questo nostro movimento multiculturale. “È stato davvero toccante poter conoscere così tante donne della chiesa provenienti da tutto il mondo e trascorrere del tempo con loro, sentendo profondamente quest’armonia fra le figlie di Dio,” ha affermato Lanieflor Malabad, delle Filippine. “I momenti di preghiera in particolare, nei quali ci si stringeva in un unico abbraccio con donne provenienti da altri paesi, sono stati un’esperienza rigenerante.”

Internazionalità e condivisione delle idee sono state parti integranti della programmazione, in quanto ogni giorno abbiamo previsto rapporti dei Ministeri femminili delle diverse divisioni.

“Ogni divisione ha presentato un rapporto video,” ha detto Small. “Le donne hanno potuto vedere cosa accade in diverse parti del mondo ed è stato per loro fonte di ispirazione venere altre donne fare cose diverse, accrescendo la loro motivazione, il loro entusiasmo e incoraggiandole a dire: ‘Ma è fantastico! Usciamo là fuori e facciamo qualcosa’.”

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Raquel Arrais, Direttore associato Ministeri Femminili. Photo: Dominik Zeh AR/ANN

Le nostre sorelle di chiesa — mogli, madri, nonne, zie, figlie e amiche — sono pilastri nelle loro famiglie e comunità. Polivalenti, premurose ed educatrici, le donne che hanno frequentato questi incontri ne sono uscite ispirate e ricaricate da quanto hanno visto e sentito. “Ti dirò, gli incontri sono stati fantastici,” ha detto Caroline Sutton, originaria dell’Alabama, negli Stati Uniti d’America. “Mi hanno dato il rinnovamento, il ristoro e l’incoraggiamento di cui avevo bisogno. Ho apprezzato molto che si siano messi a fuoco la centralità del Cristo e il sostegno reciproco. Noi donne abbiamo così tante cose in comune e non dobbiamo permettere alle distrazioni di distoglierci da ciò che conta davvero.”

Small auspica che le sue sorelle in Cristo possano ripartire portandosi via qualcosa di grande dalle riunioni frequentate. “Spero portino con sé le informazioni ricevute ai seminari e che rientrando nelle loro chiese, le condividano,” ha detto. “Spero abbiano potuto riaccendere la passione per i ministeri femminili stando a contatto con altre donne da diversi paesi e ascoltando i loro rapporti. E spero si sentano ispirate e che abbiano energia a sufficienza per i prossimi cinque anni, per dirsi: ‘Wow, quando torneremo nelle nostre chiese, faremo in modo che
accada qualcosa.’”