Ann/Maol
Pubblichiamo il messaggio di augurio che Ted N. C. Wilson, presidente della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno mondiale, ha rivolto a tutti i membri alla fine del 2017.

Un altro anno volge al termine e vorrei inviare i miei più calorosi saluti alla famiglia della chiesa avventista in tutto il mondo, ma anche riflettere su questo momento unico, in cui il vecchio anno è alle spalle ed entriamo nel nuovo.

Certo, abbiamo potuto tutti vedere che la vita su questa terra è spesso un misto di bene e non bene, di gioia e tristezza, di trionfo e, a volte, tragedia. Noi che amiamo il Signore e lo seguiamo abbiamo, tuttavia, la meravigliosa promessa della sua continua presenza nell’affrontare ogni evento. Egli dice: «Non ti lascerò e non ti abbandonerò» (Eb 13:5). Inoltre, ci ha donato la beata speranza del suo imminente ritorno e di un’eternità piena di gioia e felicità (cfr. Ap 21:4).

Nondimeno, alla fine del vecchio anno, è bene riflettere sui bei tempi trascorsi, ricordare le lezioni apprese nei momenti più difficili, chiarire ogni malinteso con gli altri, offrire e ricevere perdono e poi archiviare il vecchio anno nel passato, mentre ci incamminiamo verso il futuro. La Bibbia dice: «… non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù» (Fl 3:13-14).

Altri buoni consigli su questo punto si trovano nella Lettera agli Ebrei: «… deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio» (12:1,2).

Questi testi biblici sono ricchi di significato per il 2018. Entrambi indicano Gesù, l’autore e il perfezionatore della nostra fede. È guardando a lui che siamo in grado di mettere da parte ogni peso, lasciare il passato alle spalle e andare avanti con fiducia e perseveranza. E nulla lo illustra più chiaramente del bellissimo servizio nel santuario, delineato in modo molto chiaro nella Lettera agli Ebrei, in cui Cristo è raffigurato come il nostro «sommo sacerdote dei beni futuri, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d’uomo… è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurare la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!» (9:11-14).

Il messaggio del santuario è centrale per comprendere la nostra relazione con il Signore. Ci ricorda che dobbiamo tutto a Cristo. Egli è il nostro sacrificio, il nostro sacerdote, il nostro Redentore che viene.

Il santuario mostra la potenza salvifica di Dio e ci ricorda ciò che Cristo ha fatto per noi nel passato e ciò che fa per noi ora. Pentimento, perdono, risveglio, nuovo inizio, testimonianza, missione, ognuna di queste cose è presente nel servizio del santuario. Se lo studiamo riceveremo informazioni preziose.

Nel libro Il gran conflitto leggiamo: «Le ore più preziose invece di dedicarle ai piaceri, al lusso o alla ricerca del guadagno, dovrebbero essere consacrate alla preghiera e allo studio costante della Parola di verità. Il popolo di Dio dovrebbe comprendere chiaramente il soggetto del santuario e del giudizio investigativo. Tutti hanno bisogno di conoscere personalmente la posizione e l’opera del loro grande Sommo Sacerdote. Diversamente, non potranno esercitare quella fede indispensabile per la nostra epoca od occupare la posizione loro assegnata da Dio… Il santuario del cielo è il centro dell’opera di Cristo in favore degli uomini» (p. 488 dell’edizione inglese).

Nell’iniziare il nuovo anno, è importante avere un’immagine nuova di chi siamo e in quale fase della storia viviamo. Il 2017 ha portato molteplici aree di cambiamento in tutto il mondo e realizzazioni straordinarie della profezia biblica. Mentre ci incamminiamo nel 2018, confidiamo completamente nel Signore e permettiamo alla sua fedele potenza di controllare i nostri pensieri e le nostre azioni, perché ci guidi nella testimonianza verso gli altri, in questo tempo cruciale.

Possa il Signore benedirvi, fortificarvi e incoraggiarvi nel nuovo anno iniziato insieme con lui. Maranatha!

(Foto: Getty Images)

 

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