m37-non-e-solo-un-giocoAdventist Parenting/Maol – I genitori cristiani conoscono da tempo i pericoli della tavola Ouija, ma molti non sono consapevoli del suo uso crescente tra gli adolescenti di oggi. Non c’è mai stata una generazione più esperta nell’uso dei media e tecnologicamente alfabetizzata di quella attuale, e queste capacità modellano profondamente il panorama culturale in cui vivono i ragazzi e le ragazze. Questo è vero anche per i giovani cristiani.

In un recente sondaggio condotto dal Barna Group, «una realtà spirituale che stravolge [questa] generazione è l’esposizione e la sperimentazione della stregoneria e delle attività psichiche. Il 73 per cento degli adolescenti si sono dedicati ad almeno una di queste attività, compresi gli adolescenti convertiti (69 per cento). In tutto, la metà ha esplorato la stregoneria, tra cui… giocare con videogame che hanno elementi di stregoneria, con una tavola Ouija… o fare un incantesimo».

La scorsa settimana è uscito negli Stati Uniti il film «Ouija: Origine del Male», un horror a sfondo soprannaturale che ha incassato 22 milioni di dollari nei primi tre giorni di proiezione nei cinema. L’uscita nelle sale di tutto il mondo è previsto per lunedì 31 ottobre. Il famoso critico cinematografico americano, Roger Ebert, ha affermato che «il 2016 è stato un anno molto buono per i film horror». E il suo sito web osserva che questa «tendenza ci sta riportando all’horror che usa la violenza in modo realistico e preoccupante… Il successo finanziario… potrebbe portare a una nuova ondata di violenza brutale nei film horror, e accadrà prima di quanto si pensi».

Un fatto allarmante evidenziato nella ricerca del Barna è che «gli adolescenti ricevono poco feedback costruttivo dai genitori o dai dirigenti delle chiese su come devono capire il mondo soprannaturale. Nonostante la [loro] diffusa partecipazione agli incontri nelle chiese, solo 1 su 5 adolescenti ricorda un insegnamento qualsiasi della sua chiesa, ricevuto nell’ultimo anno, che ha contribuito a plasmare il suo punto di vista sul soprannaturale».

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Il Messaggero Avventista online (Maol) ha chiesto un commento a Luigi Caratelli.

«Il fascino per l’occulto non è passato di moda; anzi sta risuscitando alla grande sotto diverse forme. Persistono, dicevo, quelle antiche: solo quindici giorni fa ho ricevuto l’email di un ragazzo che mi chiedeva materiale da far leggere ad alcuni suoi amici che si stavano entusiasmando per la tavola Oujia.

Gli ho semplicemente scritto che a mettere in guardia i curiosi dal pericolo insito in tali esperienze, sono addirittura gli stessi occultisti. Fernand Divoire dice: “La ‘tavola’ (Oujia) non agisce né come alcol né come uno stupefacente; essa non turba come farebbe alla lunga una passione (il gioco per esempio), al contrario, la ‘tavola’ può rendere pazzi in quindici giorni”.

Le stesse iniziatrici dello spiritismo moderno, le sorelle Fox, rimasero intrappolate dalle presenze evocate dai loro giochetti medianici. Lea, la maggiore delle tre sorelle, volle narrare in un libro la storia delle prime manifestazioni spiritiche e scrisse che le consideravano: “Come una grande sciagura, come un’afflizione abbattutasi su di noi…Tentammo di resistere, di lottare contro le influenze misteriose pregando costantemente per essere liberate da esse, mentre tuttavia uno strano fascino ci attirava verso queste… manifestazioni imposte a noi contro la nostra volontà da potenze invisibili che non potevamo né combattere, né controllare, né comprendere”.

La “tavola” fa male? Sì… parola di spiritisti».

 

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