Francesco Mosca
– Carmelo Di Maggio, originario di Piazza Armerina, era stato battezzato nel 1951 quando aveva 18 anni e per questa sua decisione fu cacciato di casa. Emigrato al nord dal 1965, faceva parte della chiesa di Torre Pellice.

Fin da giovane era stato pronto a combattere per restare fedele al Signore e ai suoi comandamenti. Mentre era soldato di leva, per osservare il sabato si rifiutò di partecipare alle esercitazioni militari e fu sottoposto al Cpr (Camera punizioni di rigore) nella prigione militare. Intervenne il past. Gianfranco Rossi (allora responsabile del dipartimento della libertà religiosa) che parlò con le autorità militari, e il caso fu risolto positivamente.

Grande lavoratore, Carmelo non perdeva occasione per testimoniare la sua fede ai colleghi di lavoro e agli amici. Il primo diacono della chiesa di Torino è uno dei frutti della testimonianza di Carmelo. Porterò con me un ricordo particolare di Carmelo soprattutto nell’ultimo anno e mezzo nel quale ha dovuto combattere la malattia. Non l’ho mai sentito lamentarsi, ha sopportato con pazienza e sempre con la fede in Dio. Carmelo si è addormentato nel Signore con quella serenità che i fedeli figli di Dio sanno vivere.

Sabato 13 gennaio è stata officiata la cerimonia funebre, nel tempio valdese dei Coppieri di Torre Pellice. Il tempio era gremito, come testimonianza dell’affetto che lui e la sua famiglia hanno seminato intorno a loro.

Ci siamo lasciati con la promessa fatta da Gesù del suo ritorno e della risurrezione.

 

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