M11-Editoriale_fiducia-AVincenzo Annunziata – Grazie (o per colpa) della rivoluzione digitale  sta cambiando quasi tutto. La trasformazione avviene non solo a motivo della grande crisi economico-finanziaria, ma anche a causa delle difficoltà nel sistema comunicativo e motivazionale alla base degli orientamenti di scambio e di rappresentazione sociale. I nuovi media e lo tsunami digitale favoriscono sempre più le relazioni e i contatti «digitali» (cfr. Facebook, Twitter) e non più quelli che eravamo abituati a usare nel passato.

Questo nuovo scenario porta anche ad avere mancanza di fiducia nelle istituzioni e perfino nella chiesa. Da ultime statistiche Eurisko (marzo 2014) è diminuita la fiducia nelle forze dell’ordine (65%), chiesa cattolica (54%), magistratura (45%), sindacati (27%) e partiti politici (11%).

«I miei pensieri non sono i vostri pensieri», dice il Signore (Is 55:8). Dio e noi non abbiamo lo stesso modo di agire, di pensare. Possiamo distinguere due modi: umano, che ci vede come protagonisti, con tutta la nostra impazienza, con l’impeto che a volte spinge ad agire non sempre per il meglio; divino, un piano che ci aiuta a comprendere come Dio ha cura di noi.

Dio farà grandi cose per coloro che confidano in lui. Abbiamo noi fiducia nella nostra chiesa o alimentiamo anche noi queste statistiche?

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