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– In Finlandia, un pastore avventista in pensione attribuisce alla potenza della preghiera, al suo cane fedele e a una brava coppia di «samaritani» il motivo per cui può ancora raccontare la sua storia. Mika Forsman è stato salvato da una coppia e dal personale dell’ambulanza dopo essersi fratturato l’anca, il 25 febbraio, in seguito a una caduta fuori dal suo isolato cottage, e aver rischiato il congelamento.

«Abbiamo un Dio vivente, che ascolta le preghiere. Questa esperienza ha sicuramente rafforzato la mia fede» ha dichiarato Forsman al canale televisivo finlandese Mtv e al The Evening Paper, il principale quotidiano della Finlandia.

Una brutta caduta, nessuno da chiamare
È successo tutto poche settimane fa. Era domenica mattina, l’ultimo giorno delle Olimpiadi invernali, e Forsman, 70 anni, seguiva la squadra finlandese di sci in tv. Sua moglie e sua figlia si erano recate a Londra per qualche giorno, ma lui aveva deciso di rimanere nel piccolo cottage, nei pressi di Myllylampi Pond. È una zona che si anima d’estate. In inverno, invece, è raro trovare persone in giro.

Dopo che la Finlandia aveva conquistato una medaglia nella gara, Forsman è uscito per un minuto. Indossava pantofole, pantaloni e una maglietta. Ben presto è scivolato giù per le scale a faccia in giù e si è fratturato l’anca. «Il dolore mi toglieva il fiato e ho lanciato un urlo» ha aggiunto al quotidiano «Le gambe erano immobilizzate, potevo muovere appena una mano».

La temperatura era sotto zero e il pastore ha capito di trovarsi in una situazione preoccupante. All’inizio, non ha gridato per chiedere aiuto, era assai improbabile che qualcuno fosse tanto vicino al suo cottage da sentirlo. «Non ho chiesto immediatamente aiuto  per un senso di disperazione» ha raccontato «Dovevo conservare le energie e vedere se c’era un modo per stare al caldo».

Ha iniziato a pregare, mentre il suo corpo si raffreddava rapidamente e i vestiti congelavano. Poi ha cominciato a gridare aiuto. «Ho urlato: “Aiuto! Per favore aiutatemi!”». Ma non ha avuto nessuna risposta.

Un amico fedele
Quando Forsman era uscito di casa, il suo cane, Senni, lo aveva seguito. Inizialmente l’animale era sconcertato dallo strano comportamento del padrone e aveva cominciato a girargli intorno e a leccarlo perplesso. Senni, un meticcio di 10 anni, era rimasta vicino al suo padrone in silenzio. «Cercavo di alzarmi appoggiandomi sulle dita, ma non riuscivo a muovermi. Il cane aveva intuito che era successo qualcosa di insolito. Si era messa accanto a me e cercava di farmi compagnia», ha aggiunto Forsman al giornalista del quotidiano.

Quando il suo padrone ha iniziato a urlare, Senni ha cominciato ad abbaiare forte. «Abbaiava furiosamente e ha continuato a farlo» ha detto il pastore avventista «Ovviamente sapeva fare bene il suo lavoro». Ha poi spiegato che, da quando Senni era entrata a far parte della famiglia (era solo un cucciolo) non aveva mai agito in quel modo.

Preghiera esaudita
Forsman continuava a pregare e a gridare, e Senni seguitava ad abbaiare. Dopo molti minuti e quando stava per perdere i sensi per il gelo, l’uomo ha notato che il cane fissava qualcosa mentre continuava ad abbaiare. Una coppia si avvicinava al cottage, attraversando il ghiaccio dalla sponda opposta. Il cane li aveva visti e Forsman, che giaceva dietro un terrapieno, ha raccolto le forze ed è riuscito ad alzare una mano e a chiamare.

La coppia ha coperto il pastore con alcuni vestiti e ha chiamato subito l’ambulanza. Appena arrivati, i soccorritori hanno tagliato gli abiti congelati di Forsman e lo hanno avvolto in una coperta termica. La sua temperatura corporea era scesa a 30 gradi centigradi, dato che era rimasto a terra per circa 40 minuti. L’ambulanza lo ha portato di corsa al vicino ospedale di Lohja. Forsman ha ringraziato i soccorritori per le loro capacità professionali. L’uomo è stato operato la sera stessa e ora ha due bulloni piantati nell’anca e un lungo periodo di guarigione davanti.

Fede più forte
Nonostante abbia seriamente rischiato la vita, il pastore può ancora scherzare sull’intera faccenda. «Quando la testa si comporta da incosciente, tutto il corpo ne soffre», scherza con un sorriso.

Parlando più seriamente, il pastore desidera rimettersi presto in modo da andare a ringraziare le due persone che lo hanno soccorso. «È chiaro che senza quella coppia non sarei vivo», afferma.

È infatti sorpreso che, nonostante il freddo di quella domenica, qualcuno sia arrivato al suo cottage e lo abbia salvato all’ultimo momento dal congelamento e dalla morte. «Per quale ragione erano lì quel weekend?», si chiede.

«Senza dubbio, abbiamo un Dio vivente che ascolta le preghiere!» continua a dire a coloro che lo vogliono ascoltare.

(Foto credit: Fia Forsman)