M16-Editoriale_santi senza aureolaGiuseppe Marrazzo – L’effetto mediatico suscitato dalla canonizzazione dei due papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, ha raggiunto l’apoteosi con una magnificente coreografia e spettacolarità, studiata nei minimi dettagli e gesti.

Come avventisti e come protestanti, benché proviamo amore e rispetto per i nostri fratelli cattolici, ribadiamo che la «venerazione dei santi» (doulia) è estranea alla Parola di Dio e che il culto dei santi si giustifica solo se si accetta la sopravvivenza dei defunti. Se, come afferma l’Ecclesiaste, i morti non sanno nulla e non possono influire, dirigere gli eventi che accadono tra i viventi o fare miracoli, meglio sarebbe lasciarli riposare fino al giorno in cui dovranno comparire dinanzi al giusto Giudice per ottenere il premio o la condanna, in base a come hanno agito da vivi. Mentre, coloro che sono in vita possono ancora ascoltare l’appello del Signore, cambiare vita e accettare la sua volontà e così diventare tutti «santi» da vivi, ma senza aureola.

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