foto  © Joseph Kissinger
foto © Joseph Kissinger

G. Cupertino/Maol – È una tradizione ormai consolidata quella di far coincidere la conclusione dell’Assemblea mondiale della Chiesa Avventista con un sabato. E quello dell’11 luglio scorso non ha fatto eccezione. I 2.566 delegati, che per 10 giorni si sono confrontati con le tematiche amministrative e teologiche della chiesa, dal venerdì sera sono stati raggiunti dai membri provenienti da tutte le chiese presenti nello Stato americano del Texas e da molti altri paesi del mondo.

Il sabato mattina sono stati contati oltre 65.000 presenze nell’Alamodome di San Antonio. Un folla colorata e festante che è stata ospitata con un’organizzazione impeccabile, per quello che è stato l’evento con il maggior numero di partecipanti della storia della città.

Il pastore Ted N. C. Wilson, presidente rieletto della chiesa, si è rivolto ai fratelli e alle sorelle con una predicazione fondata sul testo di Giosuè 1:1-7. «Attraversa il Giordano… Non tornare indietro».  (N.d.R. Stiamo traducendo il sermone che verrà pubblicate per intero)

«Viviamo in un mondo difficile, e vogliamo tornare a casa. Si realizzano le profezie sotto i nostri occhi. Il Signore sta per tornare».

Il presidente Wilson ha anche invitato allo studio della Bibbia e dei libri di Ellen G. White. «Che libro prezioso. Nella Sacra Parola di Dio troviamo la sua legge, le sue profezie, le sue indicazioni per la vita, il suo Vangelo, le sue lettere d’amore per noi. Potete fare affidamento sulla Parola di Dio».

Poi ha fatto una proposta: «Durante questo quinquennio, partecipate insieme, tutti i membri della chiesa nel mondo, alla lettura quotidiana di un capitolo della Bibbia e di due pagine dei libri della serie “Il conflitto dei secoli” di Ellen G. White».

Inoltre ha focalizzato l’attenzione della chiesa anche sulla sua missione, ricordando le aree del mondo non ancora raggiunte dal messaggio del Vangelo.

Prima della predicazione il presidente Wilson ha voluto dedicare un momento per salutare i suoi predecessori, in particolare il pastore Jan Paulsen, il pastore R. Folkenberg e il pastore Clyde O. Franz, presidente della Conferenza Generale dal 1970 al 1980, che a 102 anni si è collegato via Skype per dare e ricevere i saluti.
Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione di numerosi progetti ed esperienze evangelistiche nel mondo.

Il grande appuntamento serale è iniziato con l’intervento del sindaco di San Antonio, la signora Ivy R. Taylor, che è intervenuta per salutare i partecipanti: «La vostra presenza è stata particolarmente positiva per la città, in particolare il progetto sanitario della scorsa primavera sarà ricordato per anni dai miei concittadini. Vi ringrazio e il Signore vi benedica». Il presidente Wilson le ha regalato una copia del libro di Ellen G. White La via migliore.

L’incontro era stato concepito come un momento dedicato alla storia degli avventisti, in quanto persone che si sono dedicate al suo servizio e in quanto missione.

Le persone sono quelle che gli amministratori esecutivi della chiesa, attualmente in carica, hanno voluto salutare perché andavano in pensione. Oltre 38 pastori, amministratori della chiesa e missionari sono stati presentati al pubblico ed hanno ricevuto l’omaggio per una carriera in alcuni casi particolarmente lunga: ben 49 anni di servizio.

La missione invece era rappresentata dalla tradizionale parata delle nazioni, a cui è stato cambiato il nome e data una nuova impostazione. «Mission on the move» (la missione in marcia) è stata concepita come la presentazione dell’avanzamento della missione avventista nel mondo, ripercorrendo le tappe con cui, negli anni, la chiesa si è insediata nei 227 paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite. Partendo dal 1874, anno in cui John N. Andrews, il primo missionario avventista che lasciò gli Stati Uniti, giunse in Svizzera; e arrivando al 1996, in cui la chiesa è stata organizzata nelle Maldive, i rappresentati delle chiese nazionali sono sfilati con le bandiere delle nazioni di provenienza tra le acclamazioni del pubblico plaudente, dopo una breve presentazione del contesto storico relativo al periodo in cui il messaggio le ha raggiunte.

A fine serata, il deflusso della folla è stato come in tutte le altre occasioni ottimamente indirizzato e guidato da una schiera di poliziotti particolarmente attenta e paziente. In questi dieci giorni hanno assicurato la tutela di oltre 100.000 visitatori senza incidente significativo e anche questa è stata una testimonianza. Dopo la preghiera finale, il presidente Wilson ha congedato i presenti con: «Arrivederci nel 2020 a Indianapolis».

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