Lina Ferrara – Ci sono stati sviluppi sul caso della falsa notizia diffusa su un blog del Fatto Quotidiano il 15 maggio scorso. Il giornalista affermava che la Chiesa avventista impiega l’8xmille per finalità di culto.

L’Unione italiana ha reagito inviando una richiesta di rettifica al direttore del giornale e chiedendo ai membri di chiesa di smentire le affermazioni del giornalista intervenendo nei commenti sotto l’articolo.

Qualche giorno fa è arrivata la comunicazione del Fatto Quotidiano: «D’accordo col blogger abbiamo proceduto ad eliminare il riferimento alla Chiesa avventista. Ci scusiamo per l’errore».

Una soluzione che però non ha soddisfatto. «Eliminarci dal pezzo significa tacere sulla nostra partecipazione all’8xmille. Quindi non forniscono un’informativa errata ma non ci tengono più in considerazione: come se non esistessimo. E questo è comunque un danno», commenta Giuseppe Cupertino, responsabile dell’Opera Sociale Avventista (Osa) che si occupa della gestione dell’8xmille.

Oltre alla Chiesa cattolica che è il soggetto dell’articolo, nella notizia si menzionano diverse altre chiese e confessioni religiose che partecipano alla ripartizione dell’8xmille, avendo firmato un’intesa con lo Stato italiano. Ma noi non siamo più menzionati. Avremmo preferito di sicuro una soluzione meno drastica: tra affermare il falso e non dire nulla, c’è spazio per una corretta informazione.

A ogni modo, il responsabile Osa si è detto contento di quanto scritto dagli avventisti intervenuti sul blog incriminato. «Abbiamo comunque trasmesso un messaggio e chi ha seguito i commenti ha ricevuto l’informazione» ha affermato «Inoltre abbiamo dato un’immagine positiva intervenendo con nome e cognome, senza nasconderci dietro pseudonimi».

Cupertino ha infine ringraziato «tutti per il contributo di idee e il lavoro svolto».