Maol – Il Dipartimento dei Ministeri per la Gestione Cristiana della Vita (Gcv) ha pubblicato sul suo sito il consiglio di aprile. L’attenzione è su un testo del Nuovo Testamento, che afferma: «Dia ciascuno secondo che ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore allegro» (2 Co 9:7).

«Se noi agiamo secondo lo spirito di questo consiglio, possiamo invitare Dio a controllare il bilancio dei nostri affari. Possiamo renderci conto che in fondo offriamo perché attingiamo a quanto ci ha dato il Signore.

Tutte le nostre offerte dovrebbero essere presentate con gioia; esse infatti sono il frutto di quei beni che il Signore ci ha affidato per far progredire la sua opera nel mondo, affinché la verità sia proclamata ovunque.

Se tutti coloro che hanno accettato il messaggio della salvezza restituissero al Signore una parte di ciò che gli appartiene, sotto forma di decime e offerte, l’opera di Dio disporrebbe dei mezzi necessari.

La solidarietà nei confronti dei bisognosi non dipenderebbe più da una generosità frutto di un impulso momentaneo, variabile in base ai mutevoli sentimenti umani.  Gli appelli di Dio sarebbero considerati legittimi e la sua opera beneficerebbe regolarmente di una parte dei capitali che abbiamo in gestione. Ogni fedele amministratore desidererà accrescere la proporzione delle proprie offerte e non ridurle, anche soltanto di un centesimo. Per chi lavora? Per chi sta preparando la sua offerta? Per colui dal quale egli dipende per tutto ciò che ha. Che nessuno di noi beneficiari della sua grazia, offra agli angeli l’opportunità di vergognarsi di noi e a Gesù di arrossire nel chiamarci fratelli.

Manifesteremo ingratitudine offrendo con avarizia per l’opera di Dio? No. Abbandoniamo il nostro egoismo offrendo noi stessi come sacrificio vivente a Gesù Cristo.  Noi apparteniamo a lui perché ci ha riscattati.  Quanti hanno ricevuto la sua grazia, contemplando la croce del Calvario, non si chiederanno quanto devono dare perché si renderanno conto che anche l’offerta più consistente è fin troppo modesta, del tutto sproporzionata al grande dono di Dio nella persona del Figlio.  Mediante lo spirito di sacrificio anche la persona più povera riuscirà a trovare qualcosa da restituire a Dio» – E.G. White, Consigli sull’economato cristiano, Ed. Adv.

Ricordiamo che sul sito dei Ministeri Gcv sono presenti anche altre risorse.