Maol – Il terremoto di magnitudo 7.5 che ha colpito l’isola di Sulawesi, in Indonesia, venerdì 28 settembre, e il conseguente tsunami hanno causato la morte di 1.200 persone, ma il bilancio è destinato ad aumentare. Cresce anche il numero di feriti e dispersi. Settantadue ore dopo il sisma, le autorità sono impegnate a recuperare i corpi sotto detriti e macerie, mentre ricerca e soccorso continuano. Più di due milioni di persone sono coinvonte in questo disastro naturale, conferma l’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri (Indma).

Il sisma ha fatto tremare la provincia del Sulawesi centrale e provocato uno tsunami, con onde alte tre metri, che ha sfigurato le coste di Donggala, Palu e Mamuju. In seguito, sono state registrate oltre 130 scosse di assestamento. Una scossa di magnitudo 6.3 è stata registrata stamattina al largo dell’isola di Sumba, nella parte meridionale del Paese. Negli ultimi tre mesi, l’Indonesia ha subito vari terremoti, tra cui quello di agosto, di magnitudo 6.9, sull’isola di Lambok.

I dirigenti locali della chiesa informano che tra i morti nella città di Palu ci sono anche diversi avventisti. Alcuni si sono salvati correndo verso una zona più alta, non raggiunta dallo tsunami.

In un messaggio, il past. Alvian Sadondang ha espresso dolore per le vittime e per la devastazione causata da questa calamità naturale ai cittadini di Palu, inclusi gli avventisti.

«La mia famiglia ed io stiamo cercando i membri della nostra chiesa che risultano ancora dispersi. Cinque dei nostri fratelli sono stati vittime dello tsunami e ce ne sono alcuni che stiamo ancora cercando» ha affermato Sadondang.

Alcune strutture della denominazione hanno subito danni. «L’ufficio centrale della Missione Sulawesi è gravemente danneggiato così come le nostre chiese a Setia Budi e Parigi. La maggior parte dei residenti ha bisogno di cibo e del necessario di base» ha aggiunto Sadondang.

La chiesa avventista nella Regione Asia-Pacifico del sud invita a pregare per tutte le famiglie colpite da questo terremoto, e si adopera per offrire assistenza ai sopravvissuti. L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra) in Indonesia collabora strettamente con le autorità locali nell’emergenza e valuta come assistere gli oltre 350.000 civili di Palu colpiti dalla tragedia.

Adra Indonesia lavora anche a stretto contatto con le agenzie locali di gestione delle catastrofi per condurre valutazioni rapide e determinare i bisogni primari delle persone. Intanto servono prodotti alimentari, anche per infanzia, rifugi di emergenza, teloni impermeabili, coperte e acqua potabile. Servono anche medici volontari per l’assistenza ai sopravvissuti. Dopo la valutazione, l’agenzia avventista ha in programma di distribuire cibo, vestiti e ripari di fortuna agli abitanti dell’isola di Sulawesi. Al momento è difficile spostarsi all’interno delle aree colpite; strade e ponti sono distrutti e manca l’energia elettrica.

Adra International ha infine lanciato un appello a tutte le sue sezioni del mondo per contribuire nell’emergenza, in attesa di organizzare un piano d’azione e ricevere altre informazioni sui luoghi colpiti.

Adra Italia ha aderito all’appello con un contributo di 5.000 euro, per le prime spese di campo.

Chi desidera dare una mano a far crescere questa cifra, può donare nei seguenti modi:

– Conto corrente bancario IBAN: IT 95 E 01030 03203 000000866909

– Conto Corrente Postale n. 160 800 04 intestato a Adra Italia, Lungotevere Michelangelo, 7 – 00192 Roma

Specificare nella causale: Emergenza Indonesia.

 

[Fonte e foto: Southern Asia-Pacific Division]