csm_csm_women-in-action-2014-2013x02x25-webbanner-980-links_60122fb319_dc324d872dEUDNews/Maol – All’incontro di metà 2016, il Comitato esecutivo della Regione Intereuropea (EUD) della Chiesa, tenutosi a Freudenstadt in Germania lo scorso 22 e 23 maggio, ha votato la seguente dichiarazione:
«Votato da trovare, in conformità con le politiche esistenti, diversi modi per formare le donne, metterle in condizione di svolgere il ministero pastorale e di coinvolgerle maggiormente in tutte le aree e livelli possibili nella vita e nel servizio della Chiesa».

Secondo Denise Hochstrasser, responsabile dei Ministeri Femminili presso l’EUD, il voto ha lo scopo di incentivare la leadership nella nostra Chiesa e nelle sue istituzioni, e di trovare modi per rafforzare e promuovere le donne in due modi: iniziando un viaggio nel ministero pastorale ed essendo più coinvolte nelle attività ecclesiali a tutti i livelli possibili.

«La Chiesa cristiana avventista è chiamata a rappresentare Cristo nel mondo», ha affermato D. Hochstrasser, «Essa è in crescita a livello globale e vi è grande necessità di leader. Abbiamo bisogno di uomini e donne che rappresentino pienamente l’immagine di Cristo».

Pensando ad alcune delle 28 dottrine fondamentali della Chiesa (6, 7, 11, 14) in cui si afferma la parità tra uomini e donne, D. Hochstrasser ha citato le parole di E. G. White, co-fondatrice della denominazione: «Quando si deve realizzare un lavoro grande e decisivo, Dio sceglie uomini e donne per questa opera e ci sarebbe una privazione se i talenti di entrambi non fossero combinati insieme» (Evangelism, p. 469).

Cristo, infatti, ha sempre trattato le donne con giustizia e parità. Gli uomini e le donne devono poter coltivare e alimentare il potenziale di cui Dio li ha dotati. «Desideriamo motivare le giovani donne a essere guidate dallo Spirito Santo e a entrare nel ministero pastorale della nostra Chiesa. La maggior parte dei nostri membri è costituita da donne e quindi sono convinta della necessità di avere più pastore», ha affermato D. Hochstrasser.

«Quando diciamo che siamo delusi per la decisione presa a San Antonio (in occasione dell’Assemblea mondiale della Chiesa avventista, nel luglio 2015, in cui fu votato di non lasciare alle singole Divisioni della Chiesa la libertà di consacrare le donne pastore nelle loro Unioni e Federazioni) e che vogliamo sostenere le donne», ha aggiunto D. Hochstrasser, «dobbiamo stare attenti a quali segnali potremmo inviare quando non  consideriamo il pari trattamento del personale femminile».

Nella società, la discussione sulla disparità di genere è all’ordine del giorno ancora oggi, per questo “vogliamo sostenere il concetto di un altro tipo di società che tratti il lavoro delle donne in base al loro impegno. Donne e uomini in posizione di leader devono essere trattati allo stesso modo nel lavoro, nei compensi e nelle responsabilità», ha concluso D. Hochstrasser.

La speranza è che questa dichiarazione votata dal Comitato esecutivo EUD invii un segnale alla Chiesa affinché colmi il gap esistente per quanto riguarda la disuguaglianza tra uomini e donne.