Vi proponiamo il voto preso dal Comitato Esecutivo dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno che si è tenuto a Firenze il 25-26 settembre 2018, trasmesso alla Divisione Intereuropea (Eud) e letto dal Presidente, past. Stefano Paris, al Consiglio annuale della Conferenza Generale domenica 14 ottobre 2018, a Battle Creek (Stati Uniti).

Conferenza Generale – Voto sui Comitati per la verifica dell’adesione alle norme ecclesiastiche

Forti dell’esperienza derivante dal confronto quotidiano con la cultura religiosa maggioritaria del nostro paese che si richiama all’autorità clericale e magistrale per affermare il diritto e l’unità nella chiesa attraverso forme di imposizione centralizzate che, nella storia, hanno dato luogo a soprusi e azioni persecutorie alle quali, in quanto protestanti e avventisti, ci siamo opposti e ci opponiamo;

Considerata l’iniziativa posta in essere dal Comitato amministrativo (Adcom) della Conferenza Generale (CG) riguardante la proposta di istituire cinque Comitati destinati a vigilare sull’adesione alle norme ecclesiastiche da parte delle organizzazioni ecclesiali avventiste;

Considerato l’atteggiamento di sospetto che tale iniziativa presuppone circa la normale dialettica interna alle chiese nazionali e ai sinodi regionali, sospetto che riteniamo ingiustificato e infondato;

Considerato che l’attuale organizzazione della chiesa contempla adeguati organismi di rappresentanza e di governo che esercitano con piena responsabilità la propria funzione di controllo e persuasione nei confronti dei rispettivi corpi ecclesiali;

Considerate, non da ultimo, le modalità non corrette in cui l’Adcom della GC ha ritenuto di dover procedere su tale proposta;

Il Comitato esecutivo dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno che si è tenuto in data 25-26 settembre 2018:

  1. Ritiene che quello proposto e predisposto non sia lo strumento adeguato a preservare e promuovere l’unità della Chiesa avventista nel mondo, che va ricercata invece nel quadro di una normale e irriducibile pluralità di sensibilità teologiche e culturali che non per questo minano un comune e solido sentimento di appartenenza alla chiesa;
  2. Esprime profondo disappunto e timore verso una tendenza via via più esplicita di compressione della dialettica interna alla chiesa mondiale, e di coazione all’uniformità teologica, lesiva di un vero sensus ecclesiae e della natura sinodale (assembleare) della chiesa;
  3. Esprime altresì sconcerto per lo scarso rispetto che l’Adcom della GC ha ritenuto di evidenziare verso gli organismi ecclesiali esistenti facenti capo alle Unioni, Federazioni, Divisioni;
  4. Esorta perciò a ritirare la proposta, lesiva della libertà interna delle Federazioni, Unioni, Divisioni nei loro sinodi, e della responsabilità ivi connessa, e a promuovere una maggiore capacità di ascolto e di reciproca comprensione all’interno di una chiesa globale e multiculturale, in paziente ascolto della Scrittura, come la Chiesa Avventista si pregia di essere;
  5. Esprime, da ultimo, confermando la massima fiducia negli organismi rappresentativi della Chiesa, solidarietà con qualsiasi gesto e iniziativa la Divisione Intereuropea (Eud) vorrà compiere per esprimere preoccupazione e sostenere l’inappropriatezza di questa scelta e per qualsiasi azione intraprenderà per rimediare a questa proposta, che secondo noi costituisce un accentramento delle facoltà di controllo e di giudizio che potenzialmente delegittima le istituzioni rappresentative esistenti.