Filippo Alma – Con questo motto, inizia il nuovo anno accademico 2018-19 dell’Istituto Avventista di Cultura Biblica Villa Aurora, a Firenze. «Il male e la paura sono gemelli siamesi. Nessuno s’incontra mai senza l’altro» (Zygmunt Bauman). Effettivamente, la paura è una cosa molto seria. Un sentimento, un’emozione, uno stato d’animo, un istinto, un campanello d’allarme talvolta persino necessario alla sopravvivenza.

Negli ultimi anni, la società occidentale, in particolare, ha conosciuto un’escalation di paura e di paure: paura dello straniero, dell’immigrato, del diverso, paura del terrorismo e del fanatismo anche religioso, paura del futuro, paura dell’incognito, paura della povertà, paura della malattia e del dolore, della morte. Chi, in tutta sincerità, può affermare: io non ho paura.

Ecco allora la necessità di esorcizzare, di gestire, la paura in tanti modi. Con il pensiero razionale (la scienza) o con il suo contrario (oroscopi, paranormale, misteri…), con l’anestesia effimera e precaria dell’alcol e delle droghe, con l’acquisto di sistemi di sicurezza o di polizze assicurative, con il restringimento dei diritti e delle libertà fondamentali, con la tentazione di proteggere se stessi e i propri cari in una sorta d’isolamento egoistico e omertoso («se non tocca me, non mi riguarda…»), con una religiosità fideistica e superstiziosa sotto la quale trovare riparo.

Nella Bibbia, il sentimento della paura compare per la prima volta in relazione alla nudità dell’essere umano, ovvero alla sua fragilità e alla sua inadeguatezza riguardo al progetto ideale di Dio: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto» (Ge 3:10). La paura appare come un frutto amaro dell’allontanamento dell’essere umano da Dio, come un effetto della sua mancanza di fiducia e del suo ripiegamento egolatrico nel desiderio.

Senza facili ricette, né false illusioni, in questo nuovo anno accademico, studenti e docenti, volontari e personale dell’Istituto, rifletteranno insieme sulla paura e sulle paure che sfidano e sollecitano il vivere quotidiano, individuale e collettivo, a partire da uno sguardo cristiano sulla vita.

«Nel giorno della paura, io confido in te. […] In Dio ho fiducia e non temerò; che potrà farmi l’uomo?» (Sl 56:3,11).

Nel «giorno della paura», nonostante l’ineluttabilità e le insidie che ne derivano, continueremo ad affidarci a Dio, senza riserve.

A ognuno dei sette nuovi studenti della Facoltà avventista di teologia (Fat), abbiamo chiesto: Perché hai deciso di studiare teologia?

Ecco in sintesi le loro risposte:

Junior D. Camilo Da Silva (Brasile): Vengo da una famiglia avventista brasiliana e sin dalla mia infanzia sono stato attivo nella chiesa. […] A otto anni di età ho avuto il privilegio di predicare il mio primo sermone. Da allora, il mio sogno è stato quello di servire nel ministero pastorale, anche se, per ragioni economiche e grazie a una borsa di studio specifica, mi sono prima laureato in pedagogia. Oggi, qui a Villa Aurora, ricomincio a inseguire il mio vero sogno…

Rafaela T. De Araujo (Brasile): Quando riceviamo qualcosa di bello, vorremmo farlo conoscere al mondo intero. Per due anni sono stata una volontaria a Villa Aurora, ed è stato qui che ho potuto conoscere veramente Dio. È questo desiderio, di conoscerlo sempre di più e di farlo conoscere anche agli altri, che mi ha fatto scegliere di studiare teologia.

Elisa Ghiuzan (Romania): Molti mi domandano perché ho scelto di studiare teologia e spesso non mi è facile rispondere, perché reputo la risposta molto intima. Tuttavia, ora direi che ho scelto di studiare teologia perché il Signore mi ha chiamata e io ho scelto di seguirlo.

Deborah Giombarresi (Italia): Sono una psicologa e, a dicembre, anche psicoterapeuta. Avrei voluto studiare teologia appena terminato il liceo, ma per varie vicissitudini decisi di intraprendere altri percorsi formativi. Nonostante gli anni che passavano, mi rendevo sempre più conto che i miei desideri rimanevano immutati e il mio sogno era sempre lo stesso: studiare teologia, lavorare per Dio a tempo pieno e aiutare gli altri. Non so dove il Signore vorrà portarmi; so che ho nel cuore il desiderio forte di servirlo e di essere solo un suo umile strumento. Di conseguenza, dopo un periodo di preghiera, ho fatto la mia tanto desiderata scelta, ho deciso di lasciare tutto (lavoro incluso) e di lasciarmi guidare totalmente da Dio, sicura che egli non mi deluderà.

Nicholas Schiano (Italia): Personalmente non credo di aver scelto semplicemente la sola facoltà di teologia. Credo, infatti, che in un contesto come Villa Aurora, risulterebbe riduttivo affermare di aver scelto solo il «lato teologico» di questo posto. Credo di aver scelto di studiare e di vivere qui essenzialmente perché mi sembrava il posto più congeniale per poter crescere, formarmi, non solo dal punto di vista accademico, ma anche umano e spirituale. Devo ammettere di essere venuto qui con più domande che risposte. E ora, posso solo sperare e confidare che questo obiettivo venga raggiunto nel migliore dei modi.

Julio C. Silva Queiroz (Brasile): Ho scelto di studiare teologia perché desidero servire il Signore, nella maniera che io considero più bella: fare il pastore. Crescendo in un ambiente avventista, mi è sempre piaciuta la figura del pastore.

Lindemberg Vasconcelos De Magalhães (Brasile): Ho scelto di studiare teologia per capire meglio la volontà di Dio per la mia vita, e per prepararmi meglio per la sua opera. È un’eccellente opportunità per imparare a vedere la vita nel modo in cui Dio desidera che noi la vediamo, e per essere pronti a servire. Credo che Dio abbia operato nel mio cuore e che mi abbia portato qui per prendere quella che considero la più grande decisione della mia vita. È una risposta alla mia preghiera: «Signore, come posso esserti più utile?».

Oggi, martedì 18 settembre, ha avuto inizio anche l’anno accademico per gli studenti del Dipartimento di Lingua, Cultura e Arte Italiana (DiLcai), con 29 studenti (alcuni sono ancora in arrivo…). A tutte e a tutti un caloroso benvenuto in Italia, per una nuova esperienza culturale, sociale e spirituale.