Maol – La XXVI Assemblea Amministrativa (Milano, 24-27 febbraio) ha approvato la proposta della Commissione Piani e Delibere di creare un Dipartimento dei Ministeri in favore dei Bambini (Mib) che sia già operativo «a partire da questa Assemblea». Per motivi di tempo, l’incarico di direttore del Mib non è stato assegnato all’Assemblea e il dipartimento è al momento in stand by, così come è accaduto anche per altri dipartimenti o servizi.

Per capire meglio, abbiamo rivolto alcune domande a Mariarosa Cavalieri, responsabile uscente dei Ministeri in favore di Bambini.

Maol: Come è nata l’idea di questa proposta?
Mariarosa Cavalieri: La proposta, quest’anno presentata all’Assemblea dal direttore del Dipartimento Ministeri Avventisti per la gioventù (Mag), past. Ignazio Barbuscia, nasce da lontano, infatti erano già state fatte delle raccomandazioni nelle Assemblee Amministrative Uicca, in particolare del 2010 e 2014, in quanto si era ravvisata una configurazione diversa dei Ministeri in favore dei Bambini e della Scuola del Sabato bambini tra la Conferenza Generale e l’Italia. In sostanza, il Children’s Ministries è un dipartimento a tutti gli effetti, rappresentato nel Comitato della Chiesa mondiale, e lo stesso accade a livello della nostra Divisione; la Scuola del Sabato (SdS) bambini, poi, si trova all’interno del Dipartimento Ministeri Personali e Scuola del Sabato. In Italia, invece, il Mib comprende la SdS bambini ed era fino a ieri un servizio, non rappresentato direttamente nel Comitato esecutivo dell’Uicca; il responsabile dei Mib figurava come direttore aggiunto del Dipartimento Mag per questo servizio, mentre ora è direttore di dipartimento.

Maol: Era quindi solo un bisogno di adeguamento?
M. C.: Questo voto non lo vedo solo come avvicinamento al modello mondiale proposto per la nostra chiesa, ma penso sia un allineamento allo spirito che ha determinato tale caratterizzazione; infatti, la forma delle cose nasce dall’idea, dalla direzione in cui si pensa sia giusto andare: essere presenti agli incontri nazionali del Comitato, potere interagire direttamente e non solo su iniziativa personale del responsabile, nella progettualità della chiesa italiana, sicuramente è un fattore che determina differenza sulle linee spirituali e d’azione che possiamo seguire.

Maol: Quali possibilità apre questo voto?
M. C.: Crea maggiore sinergia e unità fra le esigenze delle varie generazioni che compongono la nostra stupenda famiglia di Dio, la chiesa; ha il potenziale di creare nuove collaborazioni e nuovi linguaggi per annunciare il vangelo alla chiesa, che va oltre i nomi scritti nel registro dei membri battezzati. Penso che questo voto apra nuove possibilità che spero si riusciranno a cogliere e che si irradieranno sino a raggiungere le realtà locali.
Continuiamo a pregare, perché possiamo lasciarci illuminare dal Signore sulle scelte migliori che possiamo fare in questo periodo di azione e veglia, in attesa del ritorno di Cristo.