Il Messaggero Avventista online – Avrebbe dovuto presiedere un comitato a Colombo la mattina di domenica 21 aprile, ma l’incontro era stato inaspettatamente rinviato. Così, il presidente della Missione avventista in Sri Lanka, Delbert Pearman, aveva deciso di dedicare del tempo all’esercizio fisico. Mentre correva lungo il suo solito percorso, si era avvicinato al campo dove gioca a calcio quando si trova nella capitale cingalese.
«Sono andato a correre alle 8.00. Normalmente mi fermo a giocare a calcio con i ragazzi al Galle Face [parco urbano] ma ho scelto di non farlo quel giorno» ha raccontato il presidente.

Il past. Pearman aveva continuato a correre ed era passato davanti alla chiesa di Sant’Antonio, un santuario cattolico nazionale. Arrivato a casa, pensava di vivere una domenica tranquilla, ma in pochi istanti quella calma era stata distrutta da sette bombe esplose quasi simultaneamente, poco dopo le 8.45, in varie parti del Paese. Il bilancio delle vittime è di 253 morti accertati, secondo gli ultimi dati del Ministro della Salute, e di oltre 500 feriti.

Tre chiese e quattro hotel sono stati presi di mira, e un’ulteriore bomba era stata successivamente fatta esplodere nell’incursione della polizia nell’alloggio dei sospettati.

Colombo
Durante la sua corsa quella domenica mattina, il past. Pearman era passato davanti ad alcuni dei siti attaccati. L’Hotel Shangri-La si trova nel parco dove di solito va a giocare a calcio, e aveva superato la chiesa di Sant’Antonio pochi minuti prima che fosse devastata dall’esplosione.

«Solo quando sono rientrato a casa e ho sentito la polizia e le ambulanze, ho appreso che tre delle esplosioni si erano verificate lungo la strada che avevo appena percorso» ha affermato il presidente «Se mi fossi fermato a giocare a calcio, sarei stato coinvolto nella deflagrazione avvenuta nell’Hotel Shangri-La, dato che giochiamo all’ombra dell’albergo per non avere il sole negli occhi».

il past. Pearman è presidente della Missione avventista da ottobre 2018, ma aveva già servito in Sri Lanka 22 anni fa, durante la guerra civile. «Allora i bombardamenti erano frequenti, ma non di questa portata e in un solo giorno» ha osservato.

Lunedì 22 aprile, l’allerta nel Paese è rimasta alta dopo la scoperta di 87 detonatori nella stazione principale degli autobus a Colombo. Il governo ha dichiarato il lutto nazionale e lo stato di emergenza a partire dalla mezzanotte di martedì. Le comunicazioni dei social media sono state sospese per evitare la diffusione di false informazioni.

Un gruppo ha rivendicato gli attentati ma non ci sono prove a supporto; intanto 40 persone sono state arrestate. Secondo le dichiarazioni governative, le esplosioni sono opera di estremisti locali che hanno avuto aiuto internazionale.

Negombo
Uno dei sette obiettivi presi di mira è la chiesa cattolica di San Sebastiano a Negombo, città a 37 chilometri dalla capitale. La scuola avventista internazionale di Negombo si trova a 200 metri dalla San Sebastiano. Considerata la potenza della deflagrazione e come è stata ridotta la chiesa, i dirigenti avventisti si sono sorpresi nel vedere che l’istituto non ha riportato danni.

La scuola, frequentata da 1.400 persone tra studenti (prevalentemente buddisti) e personale, era chiusa al momento dell’attacco. «Le lezioni dovevano riprendere lunedì, dopo una pausa festiva, ma il governo ha ordinato la chiusura di tutte le scuole lunedì e martedì» ha precisato il presidente della Missione.

Secondo Pearman, due studenti non avventisti della scuola e il genitore di un altro studente non avventista sono rimasti uccisi nell’esplosione della chiesa di Negombo. Anche se al momento non si segnalano vittime, feriti o danni alle proprietà di membri di chiesa, un dipendente della Missione avventista piange sette suoi familiari deceduti nell’esplosione.

Gli avventisti in Sri Lanka offrono sostegno emotivo alle famiglie delle vittime che frequentavano la scuola di Negombo, ma anche al resto degli studenti, al personale e al dipendente della Missione.

I dirigenti della denominazione sono impegnati a fornire assistenza in altri modi. «Ieri [giorno dopo gli attentati, ndt] abbiamo inviato una lettera al Primo Ministro dello Sri Lanka da parte della Chiesa avventista del settimo giorno, in cui abbiamo condiviso il principio della sacralità della vita umana creata da Dio» ha spiegato Pearman che ha continuato «Pertanto condanniamo senza riserve gli atti di terrorismo che si sono verificati domenica scorsa e preghiamo che Dio consoli le famiglie dei defunti, guarisca i feriti e faccia in modo che i responsabili siano assicurati alla giustizia, affinché il Paese possa tornare alla tranquillità. Abbiamo anche informato il premier che le chiese avventiste del settimo giorno in Sri Lanka sono pronte ad aiutare dove possono».

«Il Primo Ministro» ha aggiunto Pearman «conosce gli avventisti, avendo partecipato a un servizio religioso nella Bethel Adventist Chapel a Colombo».

Nel frattempo, sono stati attivati i servizi umanitari della Missione per operare, secondo le necessità, nelle zone devastate nei pressi della scuola.

Invito a pregare
«Siamo pieni di gratitudine per coloro che sono stati risparmiati» ha concluso il presidente della Missione «ma abbiamo bisogno di preghiere per le famiglie delle persone uccise. Abbiamo bisogno di preghiere perché possiamo operare al meglio nella regione. Abbiamo bisogno di preghiere per le opportunità che la Chiesa avventista ha nel rispondere a questa situazione. Abbiamo bisogno di preghiere per le necessità dello Sri Lanka».
[lf]

[Fonte e foto: Southern Asia-Pacific Division News/Adventist Review. Nella foto, scuola avventista di Negombo]