Maol – Venerdì 15 maggio i rappresentanti delle diverse confessioni religiose si sono incontrati a Palazzo Chigi per firmare i rispettivi protocolli di comportamento in merito alla graduale riapertura dei luoghi di culto nella fase 2 dell’emergenza Covid-19.

«È stato un incontro che definirei storico» ha affermato il past. Stefano Paris, presidente dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno (Uicca).

«Mentre firmavo ho pensato a un altro momento storico per noi, quello della firma dell’Intesa tra lo Stato e l’Uicca, sottoscritta dal past. Enrico Long e dall’allora premier Bettino Craxi» ha aggiunto.
Intesa che poi è sfociata nella legge 22 novembre 1988 n. 516, che regola i rapporti tra lo Stato italiano e l’Uicca.

All’incontro, svolto in sicurezza nel rispetto del distanziamento sociale e in cui tutti indossavano la mascherina, hanno partecipato anche le confessioni senza Intesa. Hanno firmato i protocolli gli esponenti delle comunità evangeliche, ebraica, islamica, sikh, mormoni, Baha’i, induista, buddhista e dei testimoni di Geova.

«Mi ha colpito il clima di cordialità tra le confessioni di fede» ha proseguito S. Paris «È stato molto interessante colloquiare insieme, mentre aspettavamo l’arrivo del Presidente del Consiglio. Dialogare ci permette di conoscerci e conoscere le varie idee».

È successo così che il past. S. Paris ha scoperto di aver abitato nella stessa via in cui risiedeva Filippo Scianna, presidente dell’Unione buddhista italiana (Ubi), negli anni in cui svolgeva il suo ministero pastorale a Padova; ha anche conosciuto Noemi di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. «Con lei ci siamo salutati con “Shabbat Shalom”» ha affermato S. Paris, ricordando che l’osservanza del sabato biblico accomuna ebrei e avventisti.

Un’altra particolarità colta durante l’incontro «è stata sicuramente la preoccupazione di tutti noi rappresentati per  quello che potrebbe essere il futuro del nostro Paese, l’economia, ma anche per quanto riguarda le confessioni stesse, per un modo epocale di vivere la comunità di fede» ha evidenziato S. Paris.

Primo a firmare è stato il past. Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che dalle pagine di Notizie Evangeliche ha commentato «L’incontro ha reso plasticamente visibile il pluralismo religioso dell’Italia di oggi e mostrato i frutti della collaborazione tra lo Stato e le varie confessioni religiose su materie anche delicate come quella delle misure antipandemiche da adottare nell’esercizio delle attività di culto».

I protocolli sono il risultato del dialogo voluto dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, e condotto dal capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele Di Bari, nella videoconferenza tenuta lo scorso 7 maggio. Contengono le precauzioni che ogni comunità religiosa deve seguire, tenendo conto delle rispettive specificità.

«Ringrazio il Ministero dell’Interno per aver prestato attenzione alle peculiarità di ogni confessione di fede e per il suo impegno nel permettere a tutti una ripresa in sicurezza delle attività di culto» ha concluso il presidente Uicca.
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[Foto: interno.gov.it]