Ogni estate, a Camaldoli (AR), ci si interroga sulla complessità del tempo che viviamo, con l’intervento di numerose voci del mondo religioso. Il 1° agosto si sono chiusi i lavori della 62ª Sessione di formazione ecumenica del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), in programma nella Foresteria del Monastero di Camaldoli. Tema di quest’anno la “secolarizzazione”,[1] un […]
Ogni estate, a Camaldoli (AR), ci si interroga sulla complessità del tempo che viviamo, con l’intervento di numerose voci del mondo religioso.
Il 1° agosto si sono chiusi i lavori della 62ª Sessione di formazione ecumenica del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), in programma nella Foresteria del Monastero di Camaldoli. Tema di quest’anno la “secolarizzazione”,[1] un argomento affrontato nelle sue diverse angolature.
Per una settimana donne e uomini, teologi e teologhe, pastori e laici di diverse confessioni cristiane, insieme a esponenti del mondo ebraico e islamico si sono confrontati sul presente e sul futuro della fede in un mondo in continuo mutamento. A fare da filo conduttore, il versetto biblico “In verità tu sei un Dio che ti nascondi, o Dio d’Israele, o Salvatore!” (Isaia 45:15).

Il programma ha incluso vari momenti di riflessione, come quello che ha approfondito le relazioni tra il vissuto religioso in Europa, Stati Uniti e America Latina. Uno sguardo “disincantato” proprio sul Sudamerica è quello di Hanz Gutierrez, laureato in filosofia, teologia e medicina, docente di Etica, Bioetica, Filosofia della Religione, teologia della salute, psicologia della religione alla Facoltà Avventista di Teologia di Firenze.
Contro gli euforici della secolarizzazione, che prevedono il tramonto della religione, la secolarizzazione è stata costretta a un drastico ridimensionamento, ha esordito Gutierrez. “La religione si scopre profondamente toccata, influenzata senza governo, nel paradigma della secolarizzazione. La religione che conosciamo oggi, quella avventista, è per molto figlia della secolarizzazione e si presenta come un’estensione paradossale della stessa secolarizzazione, a prova che la secolarizzazione ha ceduto nella forma, ma non nella sostanza e nella trasversalità. Io sono più secolarizzato di quando sono arrivato 30 anni fa a Firenze. A noi, uomini del sud, a me, la religione che in occidente è di ritorno appare, tutto sommato, disincantata, come lo è tutto l’occidente. Sono disincantate la scienza, la politica, l’economia, anche le teologie e le ermeneutiche. Non è facile sbarazzarsi della religione ma neanche della secolarizzazione”.

Nei giorni dei lavori è stata organizzata anche la tavola rotonda “Abitare la secolarizzazione”, presentata da Francesca Barbano, tra i membri del Comitato esecutivo del SAE. L’incontro ha avuto come protagonisti Gianfranco Brunelli, politologo, esperto di temi religiosi e direttore della rivista Il Regno, Lucia Vantini, socia del Coordinamento teologhe italiane e delegata episcopale per la prossimità nella Diocesi di Verona, e Davide Romano, direttore dell’Istituto Universitario Avventista “Villa Aurora” a Firenze (IAU) (i relatori, nella foto sopra).
Nel suo intervento, Romano ha evidenziato che la secolarizzazione è “una originalissima creazione del cristianesimo. Esso abita la secolarizzazione da sempre, nasce come religione secolarizzata da uomini di una fede ebraica che hanno creduto al Figlio di un Dio incarnato. Se Dio si incarna nasce il disincanto, Dio abita il tempo, è il primo a secolarizzarsi. I primi cristiani si riunivano nelle case, praticavano una religione domestica”.
Romano ha rilevato che la teoria della secolarizzazione ha trovato una smentita: “l’idea che la religione scomparisse dalla società per l’avvento del progresso è un pregiudizio illuministico. Dio non ha cessato di essere Dio e il mondo non cessa di essere mondo, ma può essere guardato sotto una luce diversa”.
Nel Vangelo di Giovanni, Dio ha tanto amato il mondo da donare suo figlio, ma il mondo è anche oggetto di una critica, ha aggiunto il direttore dello IAU. “C’è una tensione tra il mondo amato e ostile a Dio. Occorre riscoprire la dottrina della theologia crucis di ispirazione luterana e bonhoefferiana. Il Dio che ci fa vivere nel mondo senza l’ipotesi di lavoro, “Dio è il Dio davanti al quale permanentemente stiamo. Ci sta al fianco nell’impotenza”.
Tutti i dettagli su: saenotizie.it
[Fonte: SAE]
[Foto: Laura Caffagnini]
Note
[1] Termine entrato nel linguaggio giuridico durante le trattative per la pace di Vestfalia (1648), allo scopo di indicare il passaggio di beni e territori dalla Chiesa a possessori civili, e adottato in seguito dal diritto canonico per indicare il ritorno alla vita laica da parte di membri del clero. Nel 19° sec. il termine “secolarizzazione” è passato a indicare il processo di progressiva autonomizzazione delle istituzioni politico-sociali e della vita culturale dal controllo e/o dall’influenza della religione e della Chiesa. Fonte: Enciclopedia Treccani




