Testimoni di Geova e Intesa con lo Stato: la sentenza della Corte europea riapre il dibattito

Il Messaggero Avventista
Immagine: LIREC

Immagine: LIREC

La libertà religiosa si misura anche nella capacità delle istituzioni di riconoscere e garantire pari dignità alle diverse confessioni. Si inserisce in questo contesto la recente sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia (CEDU/ECHR 153 – 11.06.2026) per non aver concluso, dopo oltre quarant’anni, l’Intesa prevista dall’articolo 8 della Costituzione […]

La libertà religiosa si misura anche nella capacità delle istituzioni di riconoscere e garantire pari dignità alle diverse confessioni. Si inserisce in questo contesto la recente sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia (CEDU/ECHR 153 – 11.06.2026) per non aver concluso, dopo oltre quarant’anni, l’Intesa prevista dall’articolo 8 della Costituzione con la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova.

La questione è stata approfondita il 2 ottobre scorso alla Camera dei Deputati, nel corso della conferenza stampa dal titolo “L’impossibilità per i Testimoni di Geova di stipulare l’Intesa con lo Stato costituisce discriminazione”, promossa dal Centro studi sulla libertà di religione, credo e coscienza (LIREC) su interessamento dell’on. Roberto Giachetti.

Secondo la Corte di Strasburgo, il mancato accordo tra lo Stato italiano e i Testimoni di Geova ha determinato una disparità di trattamento rispetto ad altre confessioni religiose che, nel tempo, hanno invece ottenuto l’Intesa. Una discriminazione che si riflette in diversi ambiti, tra cui l’accesso al sistema dell’Otto per mille e ad altre forme di riconoscimento previste dall’ordinamento.

Anna Nardini, già Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha evidenziato come persistano pregiudizi e una conoscenza spesso insufficiente della realtà dei Testimoni di Geova. Per questo motivo, Nardini ha sottolineato l’importanza di un’informazione corretta e aggiornata, capace di contrastare stereotipi e disinformazione.

Guarda la conferenza stampa qui:

Durante la conferenza stampa sono state ripercorse le tappe della vicenda giudiziaria, e gli aspetti più significativi della sentenza. In particolare, la Corte ha rilevato che il Governo italiano non è riuscito a dimostrare che le posizioni dei Testimoni di Geova in materia di trattamenti sanitari, servizio militare o partecipazione al voto siano incompatibili con l’ordinamento democratico del Paese.

Ad aprire e concludere i lavori è stata Raffaella Di Marzio, Direttrice di LIREC, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire pienamente il diritto alla libertà religiosa e di superare le discriminazioni che ancora colpiscono alcune minoranze confessionali.

La sentenza della Corte europea non riguarda soltanto i Testimoni di Geova, ma pone una questione più ampia che interessa l’intero sistema delle relazioni tra Stato e confessioni religiose. Tra i temi emersi vi è la necessità di rendere più rapida, snella e accessibile la procedura per la stipula delle Intese, anche attraverso un aggiornamento della normativa sui culti ammessi, tuttora fondata su una legge risalente al 1929.

Ascolta l’intervista di Claudio Coppini e Roberto Vacca, speaker di Radio RVS, a Raffaella Di Marzio, Direttrice di LIREC:

Italia condannata per discriminazione religiosa

A cura della redazione.

[Fonte: LIREC e nev.it]

Il Messaggero Avventista

Argomenti