“La chiesa siamo noi, ed è la nostra casa”. “Impariamo ad ascoltare e ad accogliere”. Alcuni commenti dall’Adventist Youth Congress (AYC26). Da pochi giorni si è chiuso a Valencia il Congresso della Gioventù Avventista. L’evento si è svolto dal 4 all’8 agosto, ed è stato organizzato dalle Regioni transeuropea (TED) e intereuropea (EUD) della chiesa […]
“La chiesa siamo noi, ed è la nostra casa”. “Impariamo ad ascoltare e ad accogliere”. Alcuni commenti dall’Adventist Youth Congress (AYC26).
Da pochi giorni si è chiuso a Valencia il Congresso della Gioventù Avventista. L’evento si è svolto dal 4 all’8 agosto, ed è stato organizzato dalle Regioni transeuropea (TED) e intereuropea (EUD) della chiesa avventista. TedNEWS, il sito di notizie della TED, ha incontrato alcuni ragazzi. Qui le loro impressioni raccolte dal pastore David Neal.
David Neal
Ci troviamo in Spagna dove si sono riuniti quasi 3.500 ragazzi. Secondo voi, cosa rende speciale l’Adventist Youth Congress?
Maja Hauvre
Per me è un’iniziativa davvero speciale perché tante persone si raccolgono attorno a Dio, lo lodano insieme, creano legami per aiutarsi a vicenda e scoprono chi è Gesù in tanti modi diversi.
Naomi Costa
La cosa più speciale di questo congresso è la diversità delle persone. È meraviglioso vedere quanto siano differenti le persone quando adorano Dio. Non c’è un modo giusto o sbagliato di lodare; ciò che conta davvero è ciò che viene dal cuore. È anche molto bello vedere come le persone si vestono, come parlano e come conducono gli studi biblici.
Davide Preberina
Amo anch’io la diversità, perché è l’esempio perfetto dell’esistenza e della presenza di Dio, cosa che trovo piuttosto divertente, dato che ognuno ha il proprio modo di vedere Dio o gli altri, ed è proprio da qui che nasce la diversità. L’AYC26 mi offre una nuova prospettiva sulla vita, attraverso l’incontro con il Signore e lo stare insieme agli altri.

David Neal
Quale esperienza ricorderai più di tutte?
Maja
Per me, ciò che conta davvero sono le conversazioni che ho avuto e le relazioni che ho instaurato con persone provenienti da luoghi così diversi, ognuna con il proprio percorso di fede unico con Gesù. Mi ispira vedere come Dio opera nelle loro vite e perché questa comunità e la chiesa di Gesù siano così importanti. Ogni persona presente a questo congresso è necessaria in questa chiesa, ognuno con la propria personalità e i propri doni unici, affinché possiamo lavorare insieme per costruire il suo regno.
Davide
So che sembrerà strano, ma per me l’esperienza più straordinaria è aspettare in fila per i pasti. Perché? È lì che si incontrano tantissime persone nuove, tutte in attesa di raggiungere il traguardo come te. E spiritualmente mi ricorda la stessa cosa. Non stiamo solo aspettando un pasto, ma siamo in viaggio insieme, in un percorso di vita, in cui ci connettiamo, ci aiutiamo e ci sosteniamo a vicenda.
Naomi
La cosa che più mi colpisce in questo momento è vedere le persone affidare la propria vita a Gesù. È stato bellissimo da vedere. Non sono solo i giovani qui presenti a dare la propria vita a Gesù; anche le persone più grandi. Mi piace vedere come Dio opera attraverso ogni generazione.
David Neal
Quando vedi qualcuno che affida la propria vita a Gesù, come ti senti?
Naomi
Mi commuove ogni volta e piango!
David Neal
Perché?
Naomi
Perché… insomma, li guardo e penso: “Oh Dio, questi sono i tuoi figli, e stanno tornando a casa da te”, ed è semplicemente meraviglioso vedere qualcuno scegliere Dio. Non so come spiegarlo. Mi riempio di gioia.
Maja
Penso sia molto difficile da esprimere a parole, anch’io mi commuovo, perché per me è una cosa così potente e importante, la cosa migliore in assoluto. È così commovente vedere le persone incontrare Gesù, dirgli di sì e camminare verso di lui. E sceglierlo ancora, ancora e ancora. Questo vuol dire essergli fedeli.

David Neal
Quali consigli dareste a chi ha partecipato?
Davide
Non è necessario avere tutto chiaro fin da subito, perché questo è solo l’inizio del percorso spirituale. Ma la scelta che hai preso potrebbe essere la più importante della tua vita finora. Significa che tutto ciò che seguirà si collocherà da ora nel contesto di Dio, circondati da persone che stanno percorrendo lo stesso cammino con te. Quindi, la condivisione, il semplice fatto di essere presenti alla presenza di Dio, è ciò che conta di più.
David Neal
Potresti parlarmi un po’ della vita nella tua chiesa locale? Cosa apprezzi di più? Quali sono le difficoltà e cosa vorresti migliorare?
Davide
Ciò che apprezzo di più della mia vita di chiesa è il sabato, e arriva proprio quando ne ho più bisogno. Lavoro tutta la settimana, e se non avessi quella pausa, quel qualcosa che ci spinge avanti, tutto sarebbe uguale. Quindi il sabato, andare in chiesa, incontrarsi, magari conoscere nuove persone o stare in comunità, è la cosa principale che ci incoraggia. Il senso di comunione del sabato mi dà quella iniezione spirituale fondamentale.
Maja e Naomi
Assolutamente sì!
Maja
Per me la chiesa è come una casa; è una seconda famiglia. Ma mi piacerebbe vedere una cultura più forte di sano discepolato e tutoraggio in cui, in modo intenzionale, una generazione trasmette alla successiva la propria saggezza ed esperienza. Così, i responsabili più giovani non devono partire da zero, ma possono costruire su coloro che li hanno preceduti. Abbiamo anche bisogno di leader sani che trascorrano del tempo ai piedi di Gesù, che siano spiritualmente rinnovati e che poi trasmettano questa fede e questa leadership rinnovate alla generazione che viene dopo.

David Neal
La mia generazione non parlava dello Spirito come sembra fare questa. Perché? E cosa possiamo imparare da voi?
Naomi
Non devi avere paura dello Spirito. Lo Spirito di Dio è pacifico, amorevole e ti abbraccia. Quindi, cerca di più lo Spirito e osserva come opera in te. Osserva cosa fa in te e prega a riguardo. Lo Spirito Santo è uno Spirito buono!
Davide
A volte ci concentriamo su cose che non sono centrali. E osserviamo e parliamo di persone che non sono in linea con i nostri standard. Potrebbe trattarsi dei vestiti che indossano, o magari delle sigarette che fumano. Questo non è il modo di accogliere qualcuno. Perché anche se qualcuno fuma, magari persino davanti a una chiesa, è una cosa meravigliosa invitarlo a entrare, abbracciarlo e stare con lui. Questa è un’azione guidata dallo Spirito: prima essere amici, e poi condividere la parola di Dio.
David Neal
In che modo, grazie a questo congresso, si è rafforzato il tuo rapporto con Gesù?
Davide
Credo che la vera risposta a questa domanda stia semplicemente nell’ascoltare le storie degli altri. Ogni persona ha il suo vissuto e il suo percorso, un cammino che Dio ha tracciato per lui o lei. Eppure, forse non lo comprendiamo appieno. Quello che possiamo fare è cercare di capire gli altri, ascoltare attentamente, e poi, se possiamo aiutarli, farlo. Voglio ribadire l’importanza di ascoltare chi ci parla. È fondamentale per le nostre relazioni con gli altri. Ed è altrettanto importante per la nostra crescita personale e per quella di chi ci sta intorno.
David Neal
Quando siamo stati qui a Valencia l’ultima volta nel 2017, troppi giovani presenti allora hanno detto: “Dimenticate la chiesa”. Cosa potremmo fare di diverso per aiutare la vostra generazione a rimanere radicata nella fede e a sentirsi parte della comunità?
Maja
Credo sia fondamentale creare una cultura in cui si parli dell’importanza di porre domande e in cui il dubbio non sia visto come qualcosa che deve distruggere una persona o la sua fede. Penso che possa rafforzarla, invece, perché permette di costruire su qualcosa di concreto. Quindi, non dovremmo avere paura delle domande. Dovremmo essere in grado di porre domande sincere e profonde, apertamente e onestamente, senza dover recitare una parte, e pensare di porre solo le domande giuste. La chiesa è una casa per tutti noi. Ed è lì che lo Spirito ci trasforma. Creiamo quindi una cultura accogliente, dove possiamo condividere i nostri pensieri ed essere noi stessi insieme a Gesù.
David Neal
Farai ancora parte della chiesa tra dieci anni?
Davide/Maja/Naomi
Sì, lo speriamo!
Maja
Sì, dovremmo anche impegnarci di più per proteggere le persone entusiaste, quelle che si dedicano con passione al lavoro. Vediamo molti casi di burnout (esaurimento, ndt) e a volte lo abbiamo sperimentato anche noi. Siamo incredibilmente grati che, per grazia di Dio, siamo ancora qui, ancora al servizio e ancora appassionati della nostra missione. Per questo motivo vogliamo contribuire a edificare una cultura più sana in cui le persone possano servire con gioia e a lungo termine.
David Neal
Perché non avete lasciato la chiesa?
Naomi
Perché ci tenevamo troppo alla comunità, alle persone. Sì, voglio anche costruire una realtà che accolga e supporti i volontari, che possano essere guidati e a loro volta guidare nuovi volontari. E impedire il burnout, perché è davvero triste vedere pastori, responsabili e volontari esausti.
Davide
Dobbiamo ricordare che tutti noi siamo la chiesa. Questa è la prima cosa da capire. A volte vediamo le persone che lasciano la comunità in modo negativo, ed è doloroso. Ma non è sempre così semplice. Chi è esausto potrebbe semplicemente aver bisogno di tempo per riprendersi. La cosa più importante è che rimanga in relazione con Dio. Pensate alle persone che amate: condividete con loro ogni emozione. Quando siete arrabbiati, siete sinceri. Quando siete tristi, siete sinceri. Quando siete felici, festeggiate insieme. La nostra relazione con Dio dovrebbe essere la stessa. Se siamo arrabbiati, diciamoglielo. Se siamo felici, ringraziamolo. È questo tipo di rapporto sincero con Dio che dobbiamo costruire, e credo che sia proprio questa relazione che, col tempo, può aiutare le persone a ritrovare la strada.
David Neal
Vi piacerebbe aggiungere altro?
Maja/Naomi/David
Potremmo avere più autenticità e onestà nei sermoni? Sì, vorremmo vederne di più.
David Neal
Ho preso nota!
[Fonte: ted.adventist.org. Tradotto dalla redazione]
[Foto: Vanesa Pizzuto e Simão de Abreu]




