Il ruolo delle donne, la società meta-moderna, le domande dei giovani. Intervista al pastore Barna Magyarosi

Il Messaggero Avventista
Il ruolo delle donne, la società meta-moderna, le domande dei giovani. Intervista al pastore Barna Magyarosi

Il presidente della Chiesa avventista europea (EUD) condivide riflessioni e prospettive sulla missione in un continente in rapido cambiamento e alla ricerca di risposte credibili.  Come annunciare la buona notizia di Gesù in un’Europa attraversata da trasformazioni culturali, sociali e spirituali? E come possono le chiese, diverse per lingua, approcci e sensibilità, collaborare per una […]

Il presidente della Chiesa avventista europea (EUD) condivide riflessioni e prospettive sulla missione in un continente in rapido cambiamento e alla ricerca di risposte credibili. 

Come annunciare la buona notizia di Gesù in un’Europa attraversata da trasformazioni culturali, sociali e spirituali? E come possono le chiese, diverse per lingua, approcci e sensibilità, collaborare per una testimonianza comune? Dopo l’intervista esclusiva a Erton C. Köhler, presidente della Conferenza generale, lo sguardo ritorna sul nostro continente con il pastore Barna Magyarosi, presidente della Divisione intereuropea (EUD), la regione amministrativa di cui fa parte l’Unione avventista italiana. Durante la recente visita a Roma, Magyarosi ha incontrato il pastore Giuseppe Cupertino, direttore del Messaggero Avventista. L’intervista video è stata registrata da HopeMedia Italia.

Una missione in un’Europa che cambia
Nei mutamenti culturali in corso Magyarosi intravede porte sorprendentemente aperte. “Le persone si pongono domande alle quali è difficile dare una risposta”, afferma, “la Bibbia offre quelle risposte ispirate”. Dopo una stagione segnata dalla decostruzione di valori e convinzioni, molti giovani mostrano un rinnovato interesse per la spiritualità. “Sempre più sociologi parlano di meta-modernismo. Il post-modernismo ha decostruito ogni aspetto della società e del vivere comune”, spiega il pastore, “ma c’è una generazione che si è stancata di decostruire e cerca di edificare, rivolgendosi a Dio e alla religione”. 

Identità transnazionale
La Divisione intereuropea riunisce Paesi molto lontani per storia, cultura e tradizioni. Coltivare una visione comune richiede dialogo, ascolto reciproco e capacità di valorizzare le reciproche peculiarità, spiega in sintesi l’intervistato. La stessa biografia di Magyarosi riflette questa dimensione internazionale: di origini ungheresi, cresciuto in Romania e residente in Svizzera, vive ogni giorno lo scambio tra culture a prima vista distanti. “Una delle prove più solide della potenza trasformatrice del vangelo è incontrare persone di provenienze e lingue diverse riunirsi insieme nella pace e nella comprensione”, sottolinea. 

Pur riconoscendo che l’Europa è spesso frammentata in un puzzle di identità nazionali storiche ben consolidate, il presidente dell’EUD esorta a guardare a un’appartenenza che va ben oltre le rispettive origini. “Quando comprendiamo che la nostra prima identità ci viene da Dio, dalla salvezza e dal vangelo, allora diventiamo più aperti verso gli altri e verso modi di vivere insieme nell’amore”. 

In questo cammino, le ragazze e i ragazzi ricoprono un ruolo determinante. “Sono spesso più critici verso ogni forma di segregazione e hanno una visione del mondo più allargata”, osserva Magyarosi, richiamando anche l’esperienza della propria famiglia, e di sua figlia che parla sei lingue, esempio di una generazione che si muove con naturalezza in contesti multiculturali. 

Il ruolo delle donne
Un altro tema essenziale è la voce femminile nella chiesa e nei ruoli di vertice. In Europa il contributo delle donne alla vita comunitaria è ampio e significativo, ma secondo Magyarosi c’è ancora margine per valorizzarlo al meglio. “Il 60% della Chiesa avventista europea è composto da donne. Purtroppo, la loro presenza nelle cariche di responsabilità non è rappresentata in modo equilibrato e c’è spazio per crescere”, afferma. 

“Credo che ci sia un enorme beneficio quando le donne sono coinvolte pienamente nel ministero. Portano la loro prospettiva e sensibilità, il loro modo di vedere la vita e di relazionarsi con l’altro. Abbiamo bisogno di voi. Siete una benedizione enorme per la Chiesa”, il commento del presidente dell’EUD. 

OneVoice27, una voce condivisa per l’Europa
Magyarosi interviene poi su OneVoice27, il progetto missionario delle chiese avventiste nel mondo. “È un’iniziativa che vuole impegnare tutte le opportunità offerte dai media per condividere la buona notizia di Cristo”, spiega. “Come dicevamo, l’Europa è stata tradizionalmente divisa dai confini nazionali e spesso anche le nostre chiese sono rimaste piuttosto isolate. OneVoice27 è una chiamata a fare le cose insieme, ciascuno con il proprio stile ma con lo stesso spirito di testimonianza”. L’obiettivo non è uniformarci, quindi, ma creare una rete che valorizzi le specificità di ogni voce, mettendo a disposizione relazioni ed esperienze maturate sul territorio con creatività. 

Un incoraggiamento alla chiesa in Italia
In chiusura, il pastore Barna Magyarosi guarda dritto in camera per rivolgersi ai membri e alle comunità avventiste italiane. “Rimanete fedeli al Signore. Una fedeltà che non si esaurisce nella partecipazione alla sola vita di chiesa, ma abbraccia l’intera esperienza quotidiana. Ovunque vi troviate, fate qualcosa per Dio. Chiedetevi: qual è il mio dono? In cosa sono capace? E poi mettete a frutto quei talenti per essere una benedizione per la vita delle persone attorno a voi, là dove siete”. 

Guarda l’intervista qui

 

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