Il nostro gruppo di Roma Appia ha concluso il suo anno scoutistico con una giornata speciale, dedicata all’investitura dei ragazzi e al sermone tenuto da loro e offerto alla comunità. È stato il momento culminante di un percorso ricco di esperienze, durante il quale i nostri ragazzi hanno condiviso le riflessioni maturate sul tema dell’anno: […]
Il nostro gruppo di Roma Appia ha concluso il suo anno scoutistico con una giornata speciale, dedicata all’investitura dei ragazzi e al sermone tenuto da loro e offerto alla comunità. È stato il momento culminante di un percorso ricco di esperienze, durante il quale i nostri ragazzi hanno condiviso le riflessioni maturate sul tema dell’anno: “Scout con uno scopo”.

Il percorso annuale del club di Roma Appia è stato un susseguirsi di iniziative che vanno dalla cura dell’ambiente alla solidarietà al servizio. Siamo partiti con l’attività dal titolo “Puliamo il Mondo” di Legambiente, proprio al Colosseo, nel cuore della città. Poi, abbiamo partecipato insieme agli altri gruppi romani e ai cittadini alla “Carovana dell’Ecosostenibilità” che ha attraversato i boschi dei Castelli romani attorno ai laghi di Albano e Nemi con lo scopo di imparare a tutelare il nostro territorio.

Pochi mesi dopo è arrivata la Colletta Alimentare, appuntamento che mette in moto lo spirito di solidarietà in tutti, grandi e piccoli. A Natale i ragazzi hanno guidato la comunità in una riflessione sulle principali emergenze ambientali del nostro tempo, ricordando quanto ciascuno possa contribuire, con le proprie scelte quotidiane, alla salvaguardia del pianeta. La mattinata ci è conclusa con il nostro tradizionale banchetto natalizio, dove vengono esposti i manufatti realizzati dai ragazzi nei laboratori del club.

Il nuovo anno si è aperto con la visita alla casa di riposo Villa Marcella, dove canti, sorrisi e barzellette hanno regalato momenti di serenità agli ospiti, dimostrando come anche la semplice presenza possa diventare un autentico gesto d’amore e di servizio. Non sono mancate le attività come l’arrampicata sportiva e l’escursione alla Macchia di Gattaceca accompagnati da un ornitologo, una specialista delle farfalle e un’archeologa, tutte occasioni che hanno arricchito i nostri incontri pomeridiani del sabato.
Ogni esperienza è stata un tassello del percorso educativo scout, durante il quale i ragazzi hanno conquistato distintivi e gradi, che si traducono in belle patch colorate da attaccare alle camicie, simboli visibili della loro crescita personale, delle competenze acquisite e dell’impegno profuso.

Al centro di tutto il cammino, dicevamo, c’è stato il tema “Scout con uno scopo”, sviluppato attraverso la figura biblica di Giuseppe. La sua storia, segnata dal tradimento dei fratelli, dalla sofferenza, dalla fedeltà a Dio e dalla capacità di perdonare, ha offerto ai ragazzi l’occasione per riflettere sulle proprie emozioni e sulle scelte che ciascuno è chiamato a compiere.
Immedesimandosi nel personaggio, bimbi e ragazzi hanno espresso con sincerità quanto sarebbe doloroso essere traditi proprio dalle persone amate. Allo stesso tempo hanno compreso come il perdono, pur essendo difficile, rappresenti una delle espressioni più alte dell’amore cristiano.
Da queste riflessioni è nata una domanda fondamentale: che cosa significa essere uno “scout con uno scopo”? Ecco alcune delle risposte raccolte:
Eleonora, 13 anni: “Vuol dire aiutare gli altri, stare all’aria aperta e vivere con Dio”.
Ilaria, 14 anni: “Significa imparare a vivere con rispetto, coraggio, spirito di servizio e di squadra e aiutare gli altri”.
Pablo, 8 anni: “Vuol dire che anche nei momenti più difficili, come quelli vissuti da Giuseppe, non bisogna mai scoraggiarsi, perché Gesù è con noi ed è la nostra bussola”.
Vanessa, 9 anni: “Significa essere generosi, rispettare il prossimo e aiutare gli altri”.
Graziano, 17 anni: “Essere ‘Scout con uno scopo’ significa capire che la fatica, il fango e le sfide non sono errori di percorso, ma tappe necessarie per crescere. Dio prende i nostri sforzi e li volge al bene, trasformando la fatica della salita nella gioia della vetta conquistata insieme”.
Le parole dei ragazzi ci riscaldano il cuore e testimoniano quanto lo scoutismo sia molto più di un insieme di attività ricreative. È una scuola di vita, dove il gioco, il servizio, il contatto con la natura e la fede contribuiscono a formare persone responsabili, generose e capaci di guardare al futuro con speranza. Per ora ci godiamo le meritate vacanze in attesa di ricominciare una nuova avventura!
Beatriz Ambrosetti
[Foto in arrivo dalla comunità avventista di Roma Appia]




