Ogni settimo giorno della settimana ricordiamo e celebriamo Dio quale creatore della vita e dell’universo. Il quarto sabato di ottobre, le chiese avventiste organizzano incontri, momenti di riflessione e sermoni a tema. Dal 2009 la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno a livello mondiale esorta le comunità locali a prendere parte al Sabato della creazione […]
Ogni settimo giorno della settimana ricordiamo e celebriamo Dio quale creatore della vita e dell’universo. Il quarto sabato di ottobre, le chiese avventiste organizzano incontri, momenti di riflessione e sermoni a tema.
Dal 2009 la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno a livello mondiale esorta le comunità locali a prendere parte al Sabato della creazione o Sabato del creato (quest’anno si celebra il 24 ottobre).
L’iniziativa è stata istituita in un momento particolare: il 2009 coincideva con il bicentenario della nascita di Charles Darwin (1809 – 1882), padre dell’evoluzionismo, e con il 150° anniversario della pubblicazione della sua opera “L’origine delle specie” (1859). In quel contesto la chiesa scelse di stabilire una ricorrenza annuale che riaffermasse la prospettiva creazionista.
La celebrazione non invita soltanto a riflettere e interrogarsi sulle origini, ma chiama ciascuno di noi a seguire uno stile di vita all’insegna del rispetto, della gratitudine e dell’impegno individuale e collettivo a tutela della vita.
Come cristiani e avventisti crediamo che il cielo trapuntato di stelle, le piante, i fiori e l’incredibile varietà del regno animale non siano il risultato del caso, ma riflettono l’amore, la creatività e la sapienza di Dio. La bellezza e l’armonia del creato ci parlano del suo progetto originario, un disegno che nel tempo è stato incrinato dalle scelte e dalle responsabilità dell’umanità. Di fronte alle sfide ambientali e climatiche sempre più evidenti, siamo chiamati a interrogarci sul nostro rapporto con il mondo che ci è stato affidato. Riconoscendo nel Creatore la fonte e il sostegno di ogni forma di vita e sentendo il dovere di custodire la Terra.
Se il ritmo frenetico della contemporaneità e l’imperativo della produttività sembrano dettare il nostro passo, il sabato biblico enunciato nel quarto comandamento fa l’opposto: dà valore al riposo, alla contemplazione e alla relazione con il Signore e con il prossimo. Rallentare e fermarsi vuol dire riconoscere che la nostra esistenza non dipende esclusivamente da ciò che facciamo, dai risultati che otteniamo, ma da Dio che ci ha creati e ci sostiene in ogni momento.
Allo stesso tempo, il testo della creazione in Genesi ci fa guardare con occhi nuovi la realtà che ci circonda e noi stessi. La biodiversità, l’incanto dei paesaggi, la complessità armoniosa della vita, l’intelligenza che anima ogni donna e uomo, incarnano un dono da salvaguardare con la massima cura e il pieno riguardo.

Il logo ufficiale dell’edizione 2026 del “Creation Sabbath”.
Come celebrare il Sabato della creazione?
Le possibilità sono molte: dagli studi biblici e dai sermoni dedicati alla creazione, alle passeggiate nella natura e ai culti all’aperto; dagli incontri con esperti di ambiente e biodiversità alle attività educative sul mondo animale. La giornata può essere arricchita anche da iniziative concrete di cura del territorio, come la pulizia di aree verdi o la piantumazione di alberi, oltre che da proposte rivolte a famiglie e bambini. Infine, testimonianze, riflessioni e contenuti condivisi sui social possono contribuire a diffondere un messaggio di gratitudine verso Dio creatore e di responsabilità nei confronti del creato.
Particolare attenzione è dedicata proprio ai più piccoli. Sul portale dei Ministeri in favore dei Bambini dell’Unione avventista italiana c’è una sezione speciale con attività, giochi, schede e materiali dedicati all’iniziativa di sabato 24 ottobre. Per informazioni visita: bambini.uicca.it/sabato-del-creato/
Per approfondire il tema generale della giornata sono disponibili sermoni, video, materiali per le chiese e risorse di studio sul sito internazionale creationsabbath.net.
A cura della redazione.
[Immagine: maka555, Pixabay.com]




