Veronica Addazio – Ritrovarsi per condividere esperienze, testimonianze, sensibilità diverse è il modo più bello e vivo di essere chiesa. Così è stato per la quarta edizione del Forum Permanente per l’Evangelizzazione (Fpe) che ha riunito a Firenze, all’Istituto Avventista di Cultura Biblica, dal 30 novembre al 2 dicembre scorsi, 125 partecipanti in arrivo da una cinquantina di chiese da nord a sud della Penisola, dalle montagne di Tirano (SO) a Niscemi (CL), nella punta meridionale della Sicilia. Dei contenuti e del tema guida di quest’anno, «Meravigliosa creatura. L’Evangelo nello stile di vita e nella salvaguardia della creazione», abbiamo parlato nelle settimane scorse con articoli, servizi radio e video, in un percorso di avvicinamento all’evento (leggi anche: Vangelo, salute e ambiente al prossimo Forum per l’evangelizzazione). La redazione di Hope Media Italia ha seguito i lavori del Forum pubblicando post e foto, e trasmettendo dirette radio e video dei momenti principali, che è possibile vedere e riascoltare su Facebook (https://www.facebook.com/avventista), hopechannel.it e www.radiovocedellaseranza.it.

Ascoltare l’altro
«Udire e vedere è il primo insegnamento che ci lascia Gesù chiamandoci ad accendere lo sguardo e ad attivare l’ascolto verso l’altro e i suoi bisogni, a entrare in empatia con il nostro prossimo, riempiendo il nostro cuore e quello di chi ci è accanto con il meraviglioso e potente messaggio d’amore del vangelo». Citando il testo di Luca 7: 22-26, il past. Stefano Paris, presidente dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, ha aperto l’intenso fine settimana fiorentino. Una meditazione spirituale che ha tracciato il percorso della due giorni. «Evangelizzare oggi» ha aggiunto Paris «significa agire, metterci in gioco come individui, famiglie e chiesa perché sia portatrice di benessere, offrire il nostro esempio di responsabilità verso il prossimo e il pianeta in sofferenza, sperimentare nuovi linguaggi, come fece Gesù stesso, di fronte a un mondo che cambia; senza l’ansia di crescere numericamente ma camminando con Dio, lasciandoci ispirare dal suo Spirito, per compiere le scelte giuste per il nostro tempo».

Salute, alimentazione e sport guardando al futuro
Ad animare le giornate di sabato e domenica un fitto palinsesto di relazioni in plenaria, nella cappella storica di Villa Aurora e negli spazi della chiesa di Firenze. I partecipanti sono stati invitati a condividere domande, riflessioni, perplessità, esperienze personali e di comunità in uno scambio reciproco che ha arricchito di contenuto il programma del forum. Spazio anche ai workshop tematici che hanno coinvolto tutti in maniera interattiva; i gruppi di lavoro si sono riuniti nelle ore pomeridiane. Tra le novità, un focus sui benefici dell’attività motoria, del gioco, del rapporto tra sport e fede, una relazione talvolta poco valorizzata a favore di un discorso mirato più sulle scelte alimentari.

La chiesa avventista pioniera ma non solo
Con gli interventi di Tiziano Rimoldi, docente della Facoltà avventista di teologia e del past. Franco Evangelisti, responsabile dell’Opera sociale avventista, si è ripercorso l’excursus storico della nostra chiesa, pioniera in materia di salute, promotrice di una riforma sanitaria che ha anticipato di molto, in termini temporali e qualitativi, il discorso pubblico su questi temi. «Dalla metà degli anni Venti sino agli ultimi progetti in corso nel 2018 sui rischi del gioco d’azzardo, la nostra chiesa è stata da sempre in prima linea» ha detto F. Evangelisti che ha proposto una lettura filologica delle nostre iniziative in tema di riforma sanitaria «Un percorso costellato da una lunga stagione di titoli della casa editrice Adv, dalla storica rivista Vita & Salute fondata nel 1952 e che nel 1982 era consegnata a oltre 63mila abbonati; dal contributo di Radio Voce della Speranza che dal 1979, anno della sua fondazione a Firenze, ha prodotto qualcosa come 136mila ore di trasmissione sulla salute».

Riforma sanitaria: dall’individuo alla collettività
Il dibattito in platea ha spaziato toccando temi quali l’obbligo vaccinale, l’ecologismo, le terapie palliative, le derive estremistiche, la necessità di contestualizzare alcune affermazioni e principi espressi nell’Ottocento. «Sono tre i profili che hanno contraddistinto il cammino della chiesa e la sua posizione sul discorso della salute» ha sottolineato Rimoldi nel corso del suo intervento sulla riforma sanitaria «Da un lato la responsabilità personale dei singoli avventisti che individualmente mettono in pratica i principi di uno stile di vita sano e lo comunicano agli altri, in armonia con l’annuncio evangelico; in secondo luogo un aspetto più istituzionale che ha visto la chiesa avventista impegnata in prima linea con la creazione di istituzioni sanitarie di eccellenza che hanno applicato questi principi, in dialogo con le scoperte della scienza e della ricerca; il terzo profilo è la cooperazione con altri movimenti. La chiesa avventista non esprime un impegno settario, ma collabora attivamente con quanti si adoperano per favorire la promozione di una vita più equilibrata, sana e per la difesa del creato che insieme alla vita è il dono più grande che abbiamo ricevuto da Dio».

Olismo e volontarismo. Nuove sfide
Prezioso è stato l’intervento di Hanz Gutierrez che è andato in profondità, sotto le pieghe della nostra storia, arricchendo in chiave biblica, teologica e anche sociologica gli argomenti fondamentali della visione avventista dell’uomo: l’olismo e il volontarismo in termini di comprensione unitaria di corpo, mente e spirito, e di responsabilità individuale nel compiere scelte che hanno conseguenze dirette sulla nostra persona. «Il nostro genotipo avventista» ha evidenziato Gutierrez «vale a dire il nostro patrimonio e cammino storico-culturale in tema di salute, è eccellente, ma c’è bisogno di aggiornare il fenotipo, le forme, le formulazioni. Ci sono visioni olistiche che hanno superato la nostra nonostante questa sia stata antesignana. Le nostre radici sono il fondamento da cui partire ma vanno riaggiornate senza cadere nell’autoreferenzialità, sperimentando creatività, linguaggi rinnovati». Una via che parte dal confronto biblico e dalla sua ricchezza, che va sempre più esplorata e scoperta, passa dal confronto con le conquiste della medicina moderna e si conclude con la riflessione sulle esperienze in arrivo dall’interno, dal mondo avventista. Gutierrez ha citato il caso olandese del partito animalista al governo, fondato da due avventisti, Marianne Thieme e Niko Koffeman: «Da un olismo antropocentrico che considera il vegetarianesimo la scelta giusta per vivere più sani e più a lungo, si è passati a un olismo ecologico che implica una decisione che rispetta la natura, il mondo animale, il creato. Da un volontarismo individualista, quindi, a una cooperazione solidale».

Ricerca, informazione scientifica e la resilienza delle donne
All’Fpe ha partecipato anche Paola Emilia Cicerone, giornalista scientifica, da circa dieci anni collaboratrice della rivista Vita & Salute ed esperta di medicina integrata. Intervistata da Roberto Vacca, conduttore di Radio Voce della Speranza Firenze, Cicerone ha toccato temi di particolare interesse e rilevanza quali il rapporto tra ricerca e informazione, il rischio e il sospetto di condizionamenti economici trainati dagli interessi delle case farmaceutiche e non solo; la difficoltà sempre più evidente per il cittadino e fruitore della rete di farsi un’opinione il più indipendente possibile da bufale, le fake news che tanto investono l’ambito della salute e degli stili di vita. Un richiamo alla responsabilità rivolto da una giornalista ai suoi stessi colleghi, operatori di informazioni corrette sul fronte dell’etica e della deontologia professionale. «Se i pazienti consultano più il dott. Google che i dottori» ha evidenziato Cicerone «probabilmente la responsabilità è anche dei medici che devono fare la loro parte, parlare di più con le persone, per dare le risposte che cercano. La fiducia non si costruisce solo sulla competenza, ma anche sulla relazione e sul rispetto per il paziente».

Un momento di grande emozione e commozione si è vissuto sabato sera, in occasione della presentazione della novità editoriale delle Edizioni Adv: Lettere senza confini, il libro di Gaia Simonetti. Insieme ad altre cinque mamme coraggio che hanno perso drammaticamente un figlio in circostanze diverse, queste donne di straordinaria forza d’animo, energia e amore per la vita hanno saputo tracciare un nuovo percorso di speranza, mescolata all’inchiostro di questo volume al quale dedicheremo un articolo più approfondito e dettagliato.

Responsabilità sociale della Chiesa e delle singole comunità
Il forum si è chiuso domenica 2 dicembre con la presentazione del Bilancio sociale 2017, un grande lavoro di trasparenza e rendicontazione delle attività che la chiesa avventista italiana ha messo in campo nell’arco di un anno, il 2017, all’insegna del valore del dono al prossimo. «Un documento che ci aiuta a prendere coscienza di chi siamo e cosa facciamo a livello di comunità e a stringere relazione con la società in cui viviamo, con le realtà istituzionali o meno con cui veniamo a contatto» ha spiegato il past. Franco Evangelisti insieme a Catia Drocco dello Studio Romboli che ha collaborato alla realizzazione del bilancio. Le comunità, dunque, sono le prime destinatarie del bilancio ma a loro volta sono chiamate a diffonderlo, con un certo orgoglio. Comunità che sono loro stesse protagoniste sul campo. Il Fpe ha offerto l’occasione per parlare di iniziative e progetti ideati dalla base, dalle chiese e dai gruppi locali, in collaborazione con la Fondazione Vita & Salute e Adra Italia. Conversano, Tirano, Niscemi, Asti, Torino, Bologna, Jesi, Perugia, Empoli, Conegliano, Bovisio Masciago… Tante storie, innumerevoli modi di sprigionare la creatività, di essere presenti nella società e nel territorio, in sinergia con le istituzioni, favorendo il coinvolgimento dei più anziani e dei più giovani, di fratelli italiani e in arrivo dal resto del mondo, di avventisti e non, con iniziative che spaziano da feste di strada, SalutExpo, distribuzioni alimentari, piani dei 5 giorni per smettere di fumare rinnovati nel formato, videocorsi di ricette sane per bambini, conferenze e incontri su stili di vita equilibrati, progetti per combattere il gioco d’azzardo, nuovi modi di comunicare come le «Pillole» (https://hopechannel.it/?s=pillole). Comunità più o meno grandi (emblematico il caso di Tirano che conta 19 membri e ha coinvolto la cittadinanza con il progetto «Una città per giocare») che esprimono fiducia per il futuro.

Visioni di speranza
«Anche quando siamo pochi e prevale lo scoraggiamento, possiamo farcela nel trasmettere il messaggio del Vangelo. Mettendoci la nostra energia, pregando e lasciandoci ispirare, le cose attorno a noi cambiano» ha esortato il presidente Paris con una riflessione conclusiva.

Il primo elemento che emerge dalla due giorni e dalle esperienze condivise, ha aggiunto il past. Paris, «è che la salute resta sempre un mezzo valido per condividere speranza, è il braccio destro dell’evangelizzazione come diceva Ellen White. Non dobbiamo solo predicare, ma vivere questo messaggio e collaborare tra noi, attivando sinergie e gemellaggi tra le chiese e con le altre realtà esterne che ci stanno attorno. Un altro aspetto da sviluppare è la raccolta dei dati, la capacità di rendicontare quanto abbiamo fatto fino ad ora e quanto faremo di nuovo».

Il messaggio forte che ci lascia questo Fpe non poteva non arrivare dal vangelo: un invito a essere sale della terra. «Il sale si mescola alle pietanze» ha ricordato Paris «impariamo anche noi a mescolarci agli altri, coltiviamo le relazioni, conosciamo e avviciniamoci al prossimo, lasciandoci conquistare dall’invito di Gesù: “Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze” (Mt 22:9)».