Maurizio Caracciolo, nell’editoriale dal titolo «Felici senza soldi», che ricorda la scelta di vita della sig.ra Laura Galletti, ex grafica pubblicitaria, afferma che in questa storia «ci sono spunti che devono far riflettere ogni credente». Il fatto ha suscitato in me alcune riflessioni che vorrei condividere. L’atto di donarsi completamente agli altri realizzato così drasticamente da Laura, una scelta che ovviamente richiede rispetto, mi riporta alla mente colui che si è donato, fino all’ultimo respiro, in un gesto d’amore altruistico che supera ogni immaginazione. Come credente sono stata chiamata a condividere le necessità altrui nella realtà concreta di tante esigenze e non solo spirituali, come Gesù è stato vicino ai suoi simili. Secondo me, Laura aveva un potenziale nelle sue mani quando aveva l’impiego che, pur con i ritmi frenetici della vita e del suo lavoro, le permetteva di compiere scelte ancora più belle ed efficaci per se stessa e per gli altri. Ma questo è solo il mio pensiero. (Mira Fabrizi, chiesa di Jesi, AN)

È una storia che può presentare aspetti virtuosi e altri meno condivisibili. Ma offre spunti di riflessione sui quali mi è parso interessante far leva. È ovvio che non è un esempio di per sé, ma in tempi come questi, mi sono chiesto quale importanza attribuisco alla rinuncia, che cosa intendo per «superfluo». E, soprattutto, se sono disposto a privarmi di qualcosa a beneficio di chi non ha niente, o se mi sento «penalizzato» per non poter acquistare la TV 50 pollici 3D, oppure il tablet a display retina o altro. (Maurizio Caracciolo)