Per Dio non esiste nessuna casta

Non dovremmo mai essere freddi o antipatici soprattutto nei confronti dei poveri. Dobbiamo manifestare cortesia, simpatia e comprensione per tutti.

Un esplicito favoritismo nei confronti dei ricchi dispiace a Dio. Si disprezza Gesù quando si disprezzano i suoi figli che sono in difficoltà. Essi non sono ricchi secondo i parametri della nostra società, ma sono cari a Dio. Dio non fa nessuna distinzione di ceto. Per lui non ci sono caste. Ai suoi occhi gli uomini sono semplicemente degli uomini, buoni o cattivi. Nel giorno del giudizio la posizione, il ceto o la ricchezza non incideranno affatto. Gli uomini saranno giudicati dal Dio onnisciente secondo la purezza, la nobiltà e l’amore espresso nei confronti del Cristo. (…).

Cristo ha dichiarato che il Vangelo doveva essere predicato ai poveri. La verità non esprime una tenerezza così completa come quando è annunciata ai poveri e ai diseredati. È allora che il messaggio del Vangelo risplende in tutta la sua chiarezza, illumina la capanna del contadino e la semplice casa dell’operaio. In esse vi abitano gli angeli di Dio e la loro presenza trasforma in un lauto pasto il tozzo di pane e il bicchiere d’acqua.

Coloro che sono stati trascurati e abbandonati dal mondo vengono elevati agli onori di figli e figlie dell’Altissimo.  Essi godono di una posizione più importante rispetto a tutte quelle che la società potrebbe accordare, sono seduti con Gesù nei cortili celesti. Possono non avere dei tesori sulla terra ma hanno trovato comunque la perla di gran prezzo. – E. G. White, Consigli sull’economato cristiano, Edizioni Adv.