Maol – «Questi momenti tra teologi avventisti sono preziosi non solo perché stimolano alla riflessione su un tema importante, ma anche per la condivisione fraterna e gli scambi fruttuosi che forniscono un incentivo a proseguire il nostro importante ministero di insegnamento nella Chiesa». Ad affermarlo è Gabriel Monet, decano della Facoltà di teologia di Collonges-sous-Saléve, in Francia e coordinatore del convegno che ha riunito circa 50 teologi delle diverse università avventiste in Europa. Quattro giorni di incontri, dal 24 al 28 aprile, di conferenze, riflessioni, scambi e visite sul tema della pastorale e della leadership ecclesiale. L’European Theology Teachers Conference (Congresso europeo dei docenti di teologia) si svolge tradizionalmente ogni due anni, sempre in una scuola diversa.

Accolti con attenzione dall’Università avventista di Collonges, i formatori dei futuri pastori sono stati molto ricettivi e sensibili alle presentazioni che hanno affrontato la questione del ministero da diverse angolazioni.

Nel presentare l’argomento, Walter Alaña, decano del Seminario teologico in Perù, che ha partecipato nel contesto di un nuovo accordo tra Collonges e Lima, ha parlato della «teologia del ministero pastorale da una prospettiva avventista». Miguel Gutierrez (Villa Aurora, Italia) ha disquisito sul «profeta come modello di leader spirituale»; Oldřich Svoboda (Sazava, Repubblica Ceca) ha esplorato il vocabolario del Nuovo Testamento sulla leadership ecclesiale; Ivan Milanov (Newbold, Inghilterra) ha paragonato «la leadership profetica e cultuale»; mentre Nestor Petruk (Sagunto, Spagna) ha affrontato la dimensione missiologica. Richard Lehmann (Collonges, Francia) ha trattato la questione del ministero dal punto di vista del pastore, condividendo le lezioni apprese nella sua lunga esperienza. Così come Reinder Bruinsma, che ha esplorato la questione dell’autorità e della coscienza in relazione alla libertà del pastore.

Le presentazioni sono continuate con Alexander Schulze (Friedensau, Germania) che ha considerato il ministero in rapporto alla sfida dei giovani e alla loro integrazione nella Chiesa; una riflessione utilmente completata da Bjorn Ottesen (Newbold, Inghilterra) sulla questione dei giovani pastori e dell’autorità derivante dalla partecipazione e dall’influenza. Daniel Olariu (Cernica, Romania) si è concentrato sulla felicità dei ministri. Rudy Van Moere (Belgio) ha parlato del «dilemma del pastore in una società postmoderna»; infine Gabriel Monet (Collonges, Francia) ha concluso mostrando l’importanza di un’evoluzione nella concezione del ministero in un mondo che cambia.

Oltre a queste stimolanti presentazioni, un pomeriggio è stato dedicato al Palais Wilson di Ginevra, sede dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, un’opportunità per capire come funzionano le commissioni di questo importante organismo delle Nazioni Unite, ma soprattutto per sensibilizzare al progetto «Fede per i diritti», che cerca di incoraggiare gli attori della fede ad essere una forza trainante in favore dei diritti umani.

Un altro pomeriggio si è svolto nella città vecchia di Ginevra, con visita al Museo Internazionale della Riforma, alla scoperta dei monumenti legati a Giovanni Calvino e alla Riforma protestante.

Momenti spirituali hanno arricchito il convegno, con meditazioni bibliche guidate da Marius Munteanu e Daniel Duda, responsabili del Dipartimento Educazione nelle due Regioni europee della Chiesa; un bellissima cerimonia di santa Cena per iniziare il sabato; la partecipazione al culto nella cappella di Collonges con il sermone di Luca Marulli, presidente dell’Associazione dei teologi europei; e una conclusione musicale del sabato nella Cappella dei Maccabei della Cattedrale di Ginevra, un luogo importante della Riforma.

Dopo Collonges 2019, il prossimo Congresso europeo dei docenti di teologia si terrà nel 2021 a Budapest.

[Fonte: EudNews]