Maol – The Science of Prayer (La scienza della preghiera) è il titolo di un articolo pubblicato lo scorso 17 maggio dal Wall Street Journal, in cui l’editorialista del quotidiano americano, Elisabeth Bernstein, sottolinea che molte persone pregano nel periodo della pandemia Covid-19 e gli scienziati ritengono questa pratica importante per la salute mentale.

Articolo e tema sono stati ripresi da Paolo Valentino sul Corriere delle Sera di qualche giorno fa. Il giornalista riporta diverse ricerche scientifiche che comprovano l’efficacia della preghiera nel produrre effetti misurabili in chi la pratica costantemente, considerando Dio come «un partner o un collaboratore».

Se ci si rivolge a Dio «immaginando una conversazione a cuore aperto con qualcuno con cui non si è parlato da tempo», la preghiera «può calmare il sistema nervoso, rendere meno reattivi alle emozioni negative e meno arrabbiati» dice, fra gli altri, David H. Rosmarin, direttore dello Spirituality and Menthal Health Program del McLean Hospital di Belmont, Massachusetts.

Sull’articolo, letto in studio, Radio Voce della Speranza (Rvs) ha intervistato il past. Daniele Benini che nelle sue risposte ha commentato anche un importante consiglio di Gesù: «quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa» (Mt 6:6). L’intervista è a cura di Mario Calvagno, di Rvs Roma.

 

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