Maol – In Tunisia la situazione economica era difficile già prima dell’arrivo del coronavirus. Con la perdita dei posti di lavoro a causa della pandemia, un numero maggiore di cittadini deve affrontare notevoli problemi finanziari. L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra) in Tunisia ha iniziato un progetto di trasferimento di denaro contante senza condizioni (Uct) a famiglie indigenti, per ridurne la povertà.

«I trasferimenti di denaro incondizionato sono donazioni in contanti a persone finanziariamente svantaggiate senza richiedere nulla in cambio» spiega Samson Bush, responsabile delle comunicazioni di Adra in Tunisia. Infatti, non è necessario raggiungere determinati criteri per rientrare nel progetto.

«Adra» prosegue Bush «ha donato 500 dinari tunisini (153,40 euro) in denaro contante a 145 famiglie vulnerabili (circa 580 individui) per aiutare le persone più colpite dalla recessione economica». Secondo Bush, questa piccola somma fa una grande differenza nelle famiglie che la ricevono. E ciò emerge anche dalla storia di Naziha, raccontata dai volontari dell’agenzia umanitaria con il permesso della donna.

Mohammed Ali e un altro volontario di Adra tornavano a casa dopo aver consegnato i fondi del progetto di donazione senza condizioni quando videro una donna di mezza età, Naziha, che spingeva una vecchia carriola di legno lungo la strada. Dentro c’era suo figlio disabile. Il ragazzo era storpio e legato alla carriola con una cintura.

«Mentre la guardavamo, abbiamo notato che rallentava, tirava fuori un vecchio telefonino e iniziava a chiamare qualcuno» racconta Ali «Abbiamo percepito la disperazione nella sua voce quando ha iniziato a chiedere cibo per suo figlio. ‘Non ho niente da dargli da mangiare’, l’abbiamo sentita gridare».

Ali sapeva che dovevano fare qualcosa, ma avevano già distribuito tutti i fondi in contanti di Adra. Aspettarono che la donna si fermasse per riposare e le si avvicinarono, mantenendosi a rispettosa distanza. Naziha guardò i loro distintivi e chiese informazioni su Adra.

«Non abbiamo potuto fare a meno di sentire quello che diceva» le disse Ali «Siamo volontari dell’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso, un’organizzazione umanitaria mondiale». Continuarono a parlarle di Adra e degli aiuti distribuiti ad altre persone in Tunisia.

Appresero che Naziha riceveva una «pensione» di soli 55 euro al mese per suo figlio. Con questa cifra riusciva ad acquistare i pannoloni e i farmaci ma pochissimo altro. La donna trascorreva le giornate a raccogliere plastica da riciclo, per venderla e comprare da mangiare.

Invitati ad andare a casa di Naziha, i volontari scoprirono che l’abitazione era priva di acqua corrente, di elettricità e con il bagno inutilizzabile. Gli inverni in Tunisia sono lunghi e ventosi, e in casa non c’era il riscaldamento per i mesi freddi né l’aria condizionata durante la calura estiva. Ma il desiderio principale di Naziha era trovare una sedia a rotelle per suo figlio.

I due volontari le chiesero i dati e i recapiti, promettendo di presentare il suo nome per ricevere i fondi in contanti senza condizioni. La proposta fu subito approvata e Naziha iniziò a ricevere il denaro del progetto.

«Era la prima volta in tutta la sua vita che aveva in mano 153 euro tutti insieme» chiosa Ali. I soldi bastano a Naziha per comprare ciò di cui ha bisogno e, almeno per ora, la sua famiglia riceve un sostegno.

«Siamo riusciti a rimanere in contatto con Naziha» aggiunge Bush «Ha potuto acquistare la sedia a rotelle; tuttavia, la sua qualità di vita non è cambiata né migliorata. Vive ancora giorno per giorno e la sua esistenza è estremamente difficile in questo momento».

Adra non ha più fondi per aiutarla, fa sapere Bush, ma lavora per vedere come poter intervenire ulteriormente a favore di Nazhia e della sua famiglia.

«So che Dio ci ha messo nel posto giusto al momento giusto per conoscere i bisogni di questa povera donna e di suo figlio» conclude Ali «Abbiamo potuto fare la differenza nella sua vita».
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[Foto: Adra in Tunisia. Fonte Ann]