Le considerazioni di David Milard, presidente dell’Unione franco-belga in apertura del numero di ottobre della Revue Adventiste.
Nel suo editoriale, David Milard ripercorre i 150 anni di presenza avventista in Francia, ricordando come tutto abbia avuto inizio con una piccola comunità di una decina di credenti che “si dotava ufficialmente di un luogo in cui riunirsi”. Quel primo edificio, osserva, era molto più di una semplice struttura: rappresentava il desiderio di vivere insieme la fede, adorare Dio e testimoniare la speranza cristiana.
Milard sottolinea come, da quegli inizi modesti, la Chiesa avventista in Francia sia cresciuta fino a contare oggi oltre 17.000 membri. Un percorso segnato dalla fedeltà e dalla perseveranza di donne e uomini che “hanno pregato, trasmesso la fede, costruito, accolto e servito”, convinti che “il vangelo non si proclama soltanto con le parole”, ma attraverso una presenza concreta e attenta ai bisogni del mondo.
Secondo il presidente dell’Unione franco-belga, questa visione si riflette anche nel ruolo delle chiese locali, chiamate a essere “case aperte” nelle quali si vivono l’amore per il prossimo, la dignità di ogni persona e la libertà di coscienza. Da questa vocazione, ricorda, sono nati scuole, spazi educativi per i giovani, progetti umanitari e sociali dell’agenzia ADRA e numerose iniziative dedicate alla salute e al benessere.
“Il nostro impegno sociale e umano rafforza la nostra speranza”, afferma Milard, spiegando che l’attenzione verso il prossimo è una delle espressioni più visibili della fede cristiana. Per questo, aggiunge, chi attende il ritorno di Cristo non può scegliere l’indifferenza o il ripiegamento su se stesso, ma è chiamato a essere un portatore di speranza, capace di amare con pazienza, difendere la libertà di ciascuno e costruire comunità in cui maturino i frutti dello Spirito.
L’anniversario dei 150 anni, prosegue l’autore, non è soltanto l’occasione per guardare con gratitudine al passato, ma anche per interrogarsi sul futuro: “Che cosa vogliamo costruire per le prossime generazioni? Quale presenza cristiana desideriamo incarnare in una società alla ricerca di significato, relazioni autentiche e speranza?”.
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[Fonte: actualites.adventiste.org. Tradotto e adattato dalla redazione]




