Pubblichiamo la riflessione condivisa dal pastore Franco Evangelisti, presidente della Fondazione Adventum, al convegno che si è tenuto alla Biblioteca Macuto della Camera dei deputati.
Erano gli inizi degli anni ’90, la piaga drammatica dell’usura emerse nel dibattito politico. Alcune associazioni di solidarietà, organizzazioni di categoria ed ecclesiali iniziarono a incontrare commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, famiglie e pensionati sovraindebitati a rischio usura.
Anche la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno decise di impegnarsi utilizzando parte dei fondi dell’8×1000 a lei destinati, per creare la Fondazione Adventum, da subito impegnata nella prevenzione dell’usura, sostenendo i sovraindebitati e segnalando i casi di sospetta o palese usura agli amici dell’Ambulatorio Antiusura.
Il 7 marzo 1996 prende forma le legge 108 che riforma il reato di usura, introduce un sistema di soglie legali per gli interessi e istituisce due strumenti finanziari pubblici: il Fondo di solidarietà per le vittime (art. 14) e il Fondo di prevenzione (art. 15).
La 108 è la legge che rende onore a uomini e donne che hanno perso la vita o che hanno rischiato di perderla, la legge che ha permesso la nascita di oltre 50 associazioni e fondazioni antiusura e a circa 150 confidi che operano con un sistema integrato di soggetti istituzionali, finanziari e del terzo settore per la prevenzione, il controllo dei tassi e il sostegno alle vittime.
Il quadro storico del nostro impegno in questi 30 anni si può riassumere in tre dinamiche fondamentali.
1. In trent’anni è diventata più veloce la barriera burocratica e informativa
Ieri, la signora Dina era disorientata, priva di strumenti legali, la legge 108/96 muoveva i primi passi, e si era dipendenti da operatori senza grande esperienza, anche solo per capire cosa fosse possibile fare. Il nostro ruolo era prevalentemente istruttorio e informativo: spiegare la legge, raccogliere le carte, colmare un divario conoscitivo.
Oggi, il signor Andrea arriva informato, il linguaggio è più condiviso, le procedure sono digitalizzate e la raccolta documenti è rapida. Non ha più bisogno di qualcuno che gli spieghi cos’è una pratica, ma di qualcuno che lo sostenga nello smontare l’illusione di controllo che la tecnologia e il mercato gli hanno venduto. È un impatto profondo da gestire, di cui dobbiamo prendere coscienza
Il processo operativo si è velocizzato, ma la comprensione della propria salute finanziaria non è progredita. Utenti come Giuseppe, le famiglie come quelle di Liliana, i pensionati come Antonio, sono donne e uomini che cercano di capire come vivere al meglio in una giungla di informazioni sempre più fitta e ricca di proposte e trabocchetti.
Andrea e Rita hanno figli maggiorenni studenti, uno sta per laurearsi; sono cordiali, trasparenti, costanti nell’aggiornarci. Ci ricordano a ogni telefonata che tutti possiamo vivere dei mesi o degli anni nella tensione, nello scoraggiamento e poi fare ricerca, ragionare, e ritrovare la forza di volontà per ripartire.
Loro sono la Condivisione.
2. La facilità di accesso ai dati
Ieri, il signor Renato per avere accesso al credito doveva presentarsi di persona, impiegare molto tempo e presentare svariati documenti. Nei negozi di elettronica o nelle concessionarie auto esisteva già la possibilità di rateizzare, ma il processo era cartaceo, richiedeva l’approvazione di una finanziaria tradizionale e i tempi di verifica richiedevano giorni.
Oggi, il debito della signora Cristina si è mimetizzato nella vita quotidiana. Attraverso il “Compra oggi paga domani”, le informazioni rapidissime sul credito, le numerose proposte delle carte revolving e gli “acquisti in un clic” con i frazionamenti anche minimi in tre, cinque, dieci rate, contrarre un piccolo debito non sembra più un’operazione finanziaria, ma un gesto quotidiano senza peso.
Laura è una pensionata stanca, scoraggiata, anche arrabbiata. Nemmeno i suoi quadri riescono più a distrarla dai troppi pensieri; ci mostra quanto sia dura quando alla sua età le porte delle banche si chiudono ma i bisogni sono aumentati. Ci insegna che la fragilità degli anni è una realtà a cui non sappiamo ancora dare soluzioni eque, ci fa toccare con mano la mancanza di vere tutele.
Lei è l’Amarezza.
3. L’illusione del controllo digitale
Fino al 2013 il telefono del signor Ivo permetteva principalmente di telefonare.
Oggi, al signor Maurizio avere l’app della banca dà l’illusione di monitorare il bilancio familiare, ma la frammentazione delle micro-rate (banche, carte, app di pagamento) rende la visione d’insieme ancora più sfuggente rispetto a venti, trent’anni fa. Inoltre, l’accessibilità totale al gioco d’azzardo digitale, dà a Maurizio l’illusione di poter “risolvere” i problemi economici con un gesto istintivo.
Cercare prestiti online per Tony e Giorgio, anche se segnalati da banca dati, con cessione del quinto, doppio quinto, prestito cambializzato ecc., è possibile. Come è facile per Adriana e James, anzi è facilissimo: basta cliccare “prestiti” e leggere che bastano tre minuti.
Purtroppo, in quelle ricerche la legge 108/96 sembra non esistere.
Luminiza è una signora che piange ancora un dolore troppo grande per una madre. Con la sua compostezza ed educazione ci porta per mano nella grandezza d’animo che dobbiamo coltivare e ricercare con costanza per restare umani. Per lei ha funzionato il passaparola, e ci ha insegnato ancora una volta che ci si può aprire con chi non ci giudica ma vuole cercare insieme una strada per liberarsi dai debiti, per provare, almeno, quel sollievo.
Lei è la Resilienza.
Cosa possiamo dire a Fabrizio e a Gabriella di questi trent’anni? Diciamo che l’Italia ha costruito strumenti normativi e finanziari importanti contro l’usura, ma la loro reale efficacia dipende dalla capacità di raggiungere le persone prima che il debito diventi una trappola.
La sfida non è soltanto finanziare il sistema: è facilitare l’informazione e la prevenzione capaci di restituire autonomia economica e dignità a chi è in difficoltà, come Fabrizio e Gabriella che ci hanno telefonato.
La sfida è dare valore a quelle persone che, per necessità o per apparire, sono in difficoltà vinte dal “compra oggi e paghi domani” dal gratta e vinci “Il Miliardario” o “Vinci in grande”.
La sfida è fare leggi che limitino il gioco d’azzardo e la sua pubblicità anche indiretta e farle rispettare, diffondere la cultura del rischio dipendenza dall’azzardo come per le altre dipendenze.
Martina e Tommaso sono ancora giovani, con una figlia adolescente. Seduti accanto a loro abbiamo ripercorso le vicende di una bella coppia di sposi che ha davanti un futuro felice, brillante, ma a cui sono bastati due acquisti di troppo per rendere opaco quel domani e trasformare le serate e i fine settimana in ore di doppio e triplo lavoro pur di pagare le rate delle carte revolving, dei prestiti e del mutuo. La soluzione che abbiamo pensato insieme non li ha tratti del tutto fuori dalle difficoltà, ma sappiamo che almeno il tempo è dalla loro parte.
Loro sono la Tenacia.
Sono passati 30 anni, sono sicuro che le esperienze di noi tutti, permetteranno di migliorare la legge 108, per dare maggiore consapevolezza finanziaria e aiutare a vivere senza l’angoscia dei debiti. Per rendere il sistema integrato di soggetti istituzionali, finanziari e del terzo settore sempre più collaborativi nella fiducia reciproca.
Il mio ringraziamento va a tutti gli operatori della Fondazione Adventum che in questi tre decenni si sono avvicendati. Sono veramente tanti, tantissimi: volontari e collaboratori che hanno dedicato energie e tempo per prevenire l’usura. Grazie a voi tutti.
E siamo grati a Dio per aver scambiato parole oneste con Renato, Cristina, Maurizio e molti altri.
Per ogni volta che, grazie alla legge 108, abbiamo visto il “cattivo pagatore” entrare di nuovo nel circuito della legalità.
Ascolta l’intervista di Radio RVS qui.
Franco Evangelisti, presidente della Fondazione Adventum. Per informazioni, visita adventum.org





