Secondo la ricostruzione di Jônatas Leal, dottore (Phd) in teologia, specializzato in lingue antiche (ebraico e greco), rettore del Seminario latino-americano avventista di Teologia, nell’autunno del 2027 cadranno duemila anni dall’immersione del nostro Signore Gesù nelle acque del Giordano da parte di Giovanni il battista. Vi proponiamo questo suo studio sull’argomento.
Giovanni Battista lo indicò come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. In quel momento, con il suo battesimo, ebbe inizio il ministero di Gesù.
Sebbene egli abbia letteralmente diviso la storia, la cronologia della sua vita è ancora oggetto di discussione. Se da un lato ci sono storici atei o agnostici che riconoscono che Gesù visse e morì nel territorio oggi conosciuto come Israele, dall’altro i cristiani non concordano sulle date precise della sua nascita e della sua morte. Per quanto riguarda la crocifissione, per esempio, le stime oscillano fra il 21 e il 36 d.C.
Nonostante le difficoltà che presenta lo studio della cronologia della vita di Gesù, gli elementi biblici, storici e astronomici aiutano a ricostruire la successione degli avvenimenti che hanno cambiato la storia. In questo breve articolo esamineremo alcune di queste evidenze per comprendere quando Gesù iniziò il suo ministero e perché sia possibile celebrare con precisione, nel 2027, i duemila anni dal suo battesimo.
Calendari nella storia
La mancanza di consenso sulla cronologia esatta della vita di Gesù, così come su molti altri avvenimenti dell’antichità, è legata a diversi fattori. La Bibbia, sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento, non adotta un unico sistema per indicare le date all’interno di un’era cronologica continua. Inoltre, i popoli del passato utilizzavano sistemi calendariali propri, basati sul Sole, sulla Luna oppure sulla combinazione dei due astri.[1]
Per esempio, i calendari egiziano e romano erano solari e prevedevano 365 giorni fissi. Per ridurre la discrepanza tra il calendario giuliano e l’anno tropico, o anno solare, che dura esattamente 365,2422 giorni, i Romani aggiungevano un giorno ogni quattro anni. Nonostante questo accorgimento, con il passare dei secoli il calendario giuliano accumulò un ritardo che, nel 1582 d.C., aveva raggiunto dieci giorni. Ciò portò alla riforma gregoriana, che introdusse il sistema dell’anno bisestile tuttora utilizzato in Occidente.
Chi ha inventato la cosiddetta “era cristiana”?
Il sistema dell’era cristiana, tuttavia, fu creato soltanto nel 525 d.C. dal monaco Dionigi il Piccolo. La nascita di Gesù divide il calendario: gli anni precedenti sono contati in ordine decrescente e indicati come avanti Cristo (a.C.), mentre quelli successivi alla sua nascita sono indicati come dopo Cristo (d.C.). In questo sistema non esiste l’“anno zero”: all’1 a.C. segue direttamente l’1 d.C. Questo comporta uno scarto di un anno nei calcoli che attraversano le due ere.
È proprio a questo punto che nasce la discrepanza tra la data del battesimo di Gesù, fissata al 27 d.C., e l’età di Cristo, che al momento del battesimo sarebbe stata di 30 anni. Dionigi fissò il primo anno della sua era nel 532° anno dall’incarnazione. In questo modo collocò la nascita di Cristo nell’anno 753 dalla fondazione di Roma, secondo il sistema di computo del tempo utilizzato nell’Impero romano. Ciò avvenne perché Dionigi non disponeva delle informazioni storiche che oggi permettono di stabilire con una certa sicurezza che la nascita di Cristo avvenne alcuni anni prima di quanto egli avesse calcolato, nel 4 a.C.
Un altro elemento importante nello studio della cronologia biblica è la mancanza di uniformità nel computo degli anni di regno dei sovrani del mondo antico.
Esistevano tre modalità di calcolo. La prima era quella fattuale, che considerava la data esatta, con giorno e mese, ed era comune tra i Romani. La seconda era il sistema dell’anno di ascensione al trono, nel quale il periodo incompleto di governo non veniva considerato un anno. La terza era il sistema senza anno di ascensione, nel quale quel periodo era invece considerato come un anno intero. A causa di queste differenze, uno stesso avvenimento poteva risultare spostato di un anno nel calendario.[2]
Ma in quale anno avvenne il battesimo di Gesù?
Il primo indizio sulla cronologia del suo battesimo si trova nel Vangelo di Luca 3:2. Qui si afferma che Gesù aveva circa 30 anni quando iniziò il suo ministero, poco dopo il battesimo. Il riferimento di Luca all’età di Gesù potrebbe essere più preciso di quanto alcuni abbiano ritenuto, poiché quella era l’età in cui un responsabile religioso era solito iniziare le proprie funzioni. Questo dato è importante perché, visto che Giovanni il Battista e Gesù avevano sei mesi di differenza d’età, entrambi devono aver iniziato il loro ministero nello stesso anno.[3]
Luca fornisce un importante riferimento cronologico indicando l’inizio del ministero di Giovanni il Battista. Scrive infatti: “Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, suo fratello Filippo tetrarca dell’Iturea e della regione della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene” (Luca 3:1). Considerando il periodo di governo di questi sovrani, il battesimo di Gesù dovrebbe essere avvenuto fra il 26 e il 37 d.C; circa sei mesi dopo l’inizio del ministero di Giovanni il Battista.
L’informazione più promettente per stabilire l’anno del battesimo di Gesù è il quindicesimo anno del regno di Tiberio Cesare. Egli governò Roma come unico imperatore da settembre del 14 d.C. a marzo del 37 d.C. Sebbene il calcolo sembri semplice, contando quindici anni a partire dal 14 d.C. si arriverebbe al 29 d.C..
Occorre considerare anche altri fattori.
Primo, bisogna stabilire se vadano calcolati gli anni della co-reggenza con Augusto, cioè i circa due anni precedenti la morte di quest’ultimo.
Secondo, si deve determinare quale calendario utilizzasse Luca: quello romano, quello macedone oppure quello ebraico? Se impiegava il calendario ebraico, occorre inoltre stabilire se il computo andasse da primavera a primavera, secondo il calendario religioso, oppure da autunno ad autunno, secondo il calendario civile.[4]. Luca scriveva da una prospettiva ebraica. Per questo è possibile che abbia utilizzato il sistema ebraico tradizionale che contava gli anni di regno dall’autunno all’autunno e includeva l’anno di ascesa al potere. Pertanto, il quindicesimo anno dell’imperatore Tiberio andrebbe esattamente dall’autunno del 27 d.C. all’autunno del 28 d.C. Anche considerando come punto di partenza la co-reggenza di Tiberio con Augusto, il risultato non cambia. Sia utilizzando il calendario romano sia quello religioso ebraico, il battesimo di Gesù continua a collocarsi nel 27 d.C.
Un’altra informazione che conferma la data del battesimo di Gesù nel 27 d.C. è l’osservazione dei farisei secondo cui il tempio era già in costruzione da 46 anni (Giovanni 2:20). I documenti di Flavio Giuseppe mostrano che Erode iniziò a ristrutturare il tempio nel diciottesimo anno del suo regno. Ricostruendo la cronologia a partire dalla conquista di Gerusalemme, i 46 anni di lavori conducono alla primavera del 28 d.C.
Il particolare interessante è che ciò avvenne circa sei mesi dopo il battesimo di Gesù, avvenuto nell’autunno del 27 d.C. Sapendo che il ministero di Gesù durò circa tre anni e mezzo e che questa conversazione avvenne prima della prima Pasqua, la data autunnale del battesimo risulta ulteriormente confermata.[5]

Quale profezia dell’Antico Testamento parla di questa data?
La data del battesimo di Gesù nel 27 d.C. è confermata con grande precisione dalla profezia delle 70 settimane, che stabilisce la cronologia della venuta del Messia. Secondo Daniele 9:24-27, il Messia sarebbe venuto 69 settimane, cioè 483 anni, dopo il decreto per restaurare e ricostruire Gerusalemme. Quel decreto fu emanato da Artaserse nel 458 a.C. e divenne effettivo nell’autunno del 457 a.C., con l’arrivo di Esdra a Gerusalemme.
Questo ci conduce esattamente al 27 d.C., quando il battesimo di Gesù dà inizio all’ultima settimana della profezia. A metà di quella settimana, cioè dopo tre anni e mezzo (un giorno vale un anno nel computo biblico, ndt), il Messia sarebbe stato “reciso”. La data della morte di Gesù costituisce il punto di riferimento più sicuro per la cronologia della sua vita, compreso il battesimo. Sappiamo che Gesù morì di venerdì durante la festa di Pasqua, o degli Azzimi. Possiamo quindi restringere l’intervallo fra il 26 e il 36 d.C., gli anni in cui Ponzio Pilato governò la Giudea.
In quale anno, o quali anni, la data della Pasqua o il primo giorno della festa degli Azzimi cadde di venerdì? Le testimonianze bibliche sono molto chiare riguardo agli avvenimenti della Passione. Gesù consumò la Pasqua con i discepoli nella notte di giovedì e fu crocifisso il giorno seguente. Dopo aver riposato nel sepolcro durante il sabato, risuscitò nelle prime ore della domenica. Grazie a sofisticati programmi astronomici è possibile determinare la visibilità della Luna e stabilire quando iniziò il mese di Nisan in ciascun anno. Sebbene esista un dibattito sul fatto che Gesù sia morto il 14 o il 15 di Nisan, l’unico anno compatibile con una crocifissione di venerdì è il 31 d.C.[6]
La crocifissione nel 31 d.C. costituisce quindi la base dell’intera struttura cronologica. Stabilito questo punto, sono confermati l’inizio del periodo profetico nel 457 a.C., il battesimo nel 27 d.C. e gli avvenimenti successivi all’interno dello stesso quadro profetico.
In sintesi, cosa pensare?
In definitiva, tutti gli elementi convergono verso lo stesso punto. Abbiamo diversi dati: l’età di Gesù indicata da Luca, il quindicesimo anno di Tiberio Cesare, i 46 anni dei lavori al tempio, la profezia delle 70 settimane, iniziata nel 457 a.C., e il calcolo astronomico della crocifissione nel 31 d.C. Questi periodi non si contraddicono. Al contrario, ciascuno conferma gli altri. Nel loro insieme, indicano l’autunno del 27 d.C. come il momento del battesimo di Gesù.
Quello che poteva sembrare un intreccio confuso di calendari differenti si trasforma, mettendo insieme le evidenze bibliche, storiche e astronomiche, in una linea temporale coerente. La visione tradizionalmente sostenuta dall’avventismo, dunque, non è soltanto sostenibile, ma offre anche una struttura coerente per interpretare i dati disponibili.

Il pastore Erton C. Köhler, presidente della Conferenza generale della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.
Nel 2027, nel contesto del progetto missionario OneVoice27, i cristiani sono invitati a celebrare i duemila anni da questo importante momento della storia della redenzione.
Entrando nelle acque del Giordano per essere battezzato, Gesù iniziò il suo ministero, un cammino che lo avrebbe condotto dalla sofferenza alla gloria. È una gloria alla quale tutti i suoi figli possono partecipare accettando il suo sacrificio, confidando nel suo ministero celeste e seguendo le sue orme nel discepolato.
Jônatas Leal è teologo, dottore in teologia all’Università Andrews e rettore del Seminario latinoamericano di Teologia.
Note
[1] Francesca Rochberg-Halton, “Calendars: Ancient Near East”, in The Anchor Yale Bible Dictionary, a cura di David Noel Freedman (New York: Doubleday, 1992); Robert Hannah, Greek and Roman Calendars: Constructions of Time in the Classical World (Londra: Duckworth, 2005), 98-130; Denis Feeney, Caesar’s Calendar: Ancient Time and the Beginnings of History (Berkeley-Los Angeles-Londra: University of California Press, 2007); Sacha Stern, Calendars in Antiquity: Empires, States, and Societies (Oxford: Oxford University Press, 2012), 205-227.
[2] Edwin Thiele, The Mysterious Numbers of the Hebrew Kings, nuova edizione (Grand Rapids, MI: Zondervan, 1983), 43-60. Andrew E. Steinmann, “Reckoning Tiberius’s Reign and Jesus’s Baptism”, Tyndale Bulletin 73 (2022): 100.
[3] Henderson Hermes Leite Velten e Juarez Rodriguez de Oliveira, A Astronomia e a Glória do Adventismo: Um Estudo sobre a Precisão do Cálculo Profético de Daniel 8:14 e 9:24-27 (Vitória, Brasile: Luz do Mundo, 2018).
[4] Jack Finegan, Handbook of Biblical Chronology, 332-337.
[5] Velten e Oliveira, A Astronomia e a Glória do Adventismo, 243-259.
[6] Juarez Rodrigues de Oliveira, Chronological Studies Related to Daniel: 8:14 and 9:24-27 (San Paolo, Brasile: Imprensa Universitaria Adventista, 2004).
[Fonte: noticias.adventistas.org]
[Immagini: Conferenza generale; Justin Skinner, Dreamstime.com; George Nelson/Adventist Media Exchange (CC BY 4.0)]




