Difendere le persone

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Difendere le persone

Tutti hanno il diritto di credere o di non credere. Intervista ad Angelo Currò della Fondazione Porte Aperte.

Sono ancora in troppi nel mondo a subire violenze e discriminazioni a motivo della loro fede. Ne parliamo con la Fondazione che dal 1955 sostiene e difende i cristiani perseguitati, portando alla luce una realtà spesso poco conosciuta ma ancora drammaticamente attuale.

L’intervista ad Angelo Currò (nella foto sotto, in giacca e cravatta, durante una visita alla chiesa avventista di Parma) è stata raccolta in occasione di una data speciale: ogni anno, dal 2019, il 22 agosto si celebra la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo. La ricorrenza focalizza l’attenzione sulla libertà religiosa e la violenza che si scatena quando questo fondamentale diritto viene negato. 

In quali Paesi si registrano le maggiori repressioni del diritto alla libertà religiosa?
La Fondazione Porte Aperte si occupa di persecuzione anticristiana. Da oltre trent’anni pubblichiamo ogni anno la World Watch List. In questo report sono elencate le prime cinquanta nazioni in cui i cristiani sono maggiormente perseguitati. Questo non significa che solo i cristiani vengono perseguitati a causa della loro fede, anzi siamo consapevoli che altri gruppi minoritari soffrono di persecuzioni connesse alla libertà religiosa, alle volte negli stessi territori in cui sono perseguitati i cristiani. 

La Corea del Nord è attualmente la nazione in cui esiste la più cruenta repressione del diritto alla libertà religiosa. Da quasi venticinque anni occupa quasi ininterrottamente la prima posizione della lista. Si tratta di una nazione in cui concetti come religione e libertà esistono solo nella misura in cui sono rivolte alla famiglia Kim – e allo Stato – o siano da loro concesse. Non è permessa alcuna fedeltà ad altro dio.  

Quali fattori politici e sociali spianano la strada alle persecuzioni su base religiosa?
Uno dei fattori principali, negli ultimi anni, è senza dubbio il nazionalismo religioso, il tentativo di assoggettare un’intera nazione a una sola religione. Più il connubio religione-politica diventa forte, maggiori sono gli effetti asfissianti sulle minoranze religiose. 

L’esempio più eclatante forse è l’India. Per i nazionalisti religiosi del Paese, essere indiani significa essere induisti. Di conseguenza, non c’è spazio per il cristianesimo e per le altre minoranze religiose. Diversi stati dell’India stanno cercando di rendere ancora più severe le già stringenti leggi anti-conversione.

Come possiamo contribuire alla costruzione di una società che rispetti il diritto alla libertà religiosa?
Ritengo indispensabili due azioni in tal senso. La prima è avere contezza non solo della condizione in cui vivono alcune minoranze religiose – nel nostro Paese e all’estero – ma anche dell’esistenza del diritto alla libertà di coscienza, e quindi del diritto a credere o non credere nell’esistenza di un dio. La soppressione dei diritti umani passa dalla mancanza di conoscenza e si nutre di essa. La seconda è l’azione vera e propria. La difesa e il patrocinio della causa. Difendere il diritto di credere o non credere significa difendere le persone e non le religioni. In fin dei conti, i diritti umani riguardano tutti, noi compresi. 

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La Fondazione Porte Aperte
Al servizio dei cristiani perseguitati è il motto della Fondazione Porte Aperte che dal 1955 lavora per difendere i cristiani perseguitati per motivi religiosi. Fratello Andrea, un ragazzo olandese, decide di creare la Fondazione per contrabbandare il testo sacro cristiano quando, durante un viaggio in Polonia, scopre che ai cristiani viene negato l’acquisto di Bibbie.

Oggi Porte Aperte è attiva in 77 Paesi. Distribuisce Bibbie, costruisce chiese, forma ministri di culto cristiani, aiuta le famiglie i cui congiunti sono stati uccisi a motivo della fede cristiana. Ogni anno compila la World Watch List, l’elenco dei 50 Paesi dove le persecuzioni sui cristiani sono più cruente. Di fatto, un rapporto sullo stato della libertà religiosa nel mondo: quando in un Paese una religione viene messa al bando l’intero diritto di libertà religiosa è compromesso. Per informazioni: www.porteaperteitalia.org

Francesca Evangelisti, segretaria dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno. Collaboratrice del Messaggero Avventista.

[Immagini: ArienneThuringer, Pixabay.com; porteaperteitalia.org]

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