La chiesa avventista mondiale si riunisce per il Consiglio d’autunno.
Si è aperto la sera del 7 ottobre il 121° Consiglio annuale della chiesa avventista sul tema “Chiamati alla missione“. Più di 440 responsabili internazionali si sono incontrati nell’auditorium della Conferenza generale (GC), a Silver Spring, nel Maryland (USA), per una cerimonia inaugurale colorata da abiti tradizionali, bandiere e momenti di condivisione che hanno evidenziato il carattere globale della denominazione.
Per otto giorni, i partecipanti discutono le principali questioni che riguardano la vita della chiesa, ascoltano relazioni e aggiornamenti e valutano i progressi della missione nei diversi continenti.
Cos’è il Consiglio annuale?
Molti conoscono l’Assemblea della Conferenza generale, che si svolge ogni cinque anni e rappresenta il più importante appuntamento amministrativo della Chiesa mondiale. Meno noto è il lavoro svolto nel periodo che separa un’Assemblea dall’altra. Il Comitato esecutivo della denominazione si riunisce infatti due volte l’anno, durante il Consiglio primaverile di aprile e il Consiglio di ottobre, per esaminare e votare le questioni che incidono sul funzionamento della chiesa a livello globale.
Il Comitato esecutivo della CG costituisce il secondo organo amministrativo della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno dopo l’Assemblea mondiale. Ne fanno parte dirigenti della Conferenza generale, direttori di dipartimento, responsabili delle 13 Divisioni e delle Unioni, oltre a pastori, laici e altri membri invitati. Insieme rappresentano oltre 24 milioni di avventisti presenti in più di 200 Paesi.
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Erton Köhler, presidente della GC, e il tesoriere Paul Douglas danno il benvenuto ai partecipanti alla sessione di lavoro serale di mercoledì 7 ottobre.
Tante lingue, bandiere, abiti tradizionali
Nel suo saluto iniziale, il presidente della Conferenza generale, Erton Köhler, ha detto: “Quando arrivate qui, con la vostra presenza, la vostra voce, le vostre lingue e i vostri abiti, portate gioia a questo edificio perché rappresentate la famiglia della Chiesa mondiale”.
Köhler ha inoltre espresso un ringraziamento speciale ai presidenti che lo hanno preceduto, Ted Wilson e Jan Paulsen, augurando ai presenti giorni di lavoro proficui e spiritualmente significativi.
Anche Rick McEdward, segretario del Consiglio direttivo, ha dato il benvenuto ai nuovi membri del Comitato esecutivo, invitandoli a presentarsi all’assemblea.
Nella preghiera di apertura, il tesoriere della Conferenza Generale, Paul Douglas, ha chiesto a Dio di concedere “la forza e l’energia necessarie per svolgere tutto il lavoro al quale ci ha chiamati”.
Dopo la lettura dei regolamenti, della dichiarazione di missione, dei metodi e della visione della Chiesa, è stata verificata la presenza del quorum necessario per l’avvio ufficiale dei lavori.
Uno dei momenti più significativi della serata è stata la parata con le candele e le bandiere di oltre 200 Paesi, si sono disposte in cerchio attorno all’auditorium. “Guardate i colori, guardate le culture rappresentate nella nostra chiesa mondiale”, ha osservato McEdward.
“Veniamo da Paesi diversi, parliamo lingue diverse, abbiamo bandiere diverse”, ha aggiunto Douglas, suscitando il sorriso dei presenti quando ha ammesso che ciascuno avrebbe cercato con lo sguardo la bandiera del proprio Paese.

Una sola voce
Il riferimento è poi andato all’iniziativa OneVoice27. “Nel 2027 avremo un’unica bandiera”, ha affermato Douglas. “Parleremo con una sola voce del Gesù che è venuto e del Gesù che tornerà”.
Ogni partecipante aveva accanto al proprio posto la bandiera nazionale ed è stato invitato a illuminarla con la luce del cellulare mentre si abbassavano le luci dell’auditorium e risuonavano le note della sigla di OneVoice27.
I messaggi spirituali della settimana sono affidati ad Artur Stele, vicepresidente generale della CG, che ha incentrato le sue riflessioni sui primi sei capitoli del libro di Daniele.
Nel suo intervento ha ripercorso la storia del regno d’Israele fino agli eventi narrati in Daniele 1, soffermandosi sulla fedeltà del profeta durante gli anni trascorsi a Babilonia e su come Dio abbia provveduto a lui e ai suoi compagni conoscenza, saggezza e tutto ciò di cui avevano bisogno. “Quando Dio dona, dona davvero”, ha affermato Stele.
Jarrod Stackelroth
[Fonte: adventist.news. Tradotto e adattato dalla redazione]
[Foto: Tor Tjeransen]




