Oreste Papa/Bia – Venerdì sera 2 novembre, nella chiesa di Gaeta c’è aria di evento. Sta per iniziare il congresso spirituale del nostro distretto e i preparativi per accogliere oltre un centinaio di fratelli e sorelle sono ultimati.
Uno staff ormai supercollaudato, formato da una decina di diaconesse in veste di cuoche, è impegnato già da due giorni; quattro o cinque diaconi hanno preparato una quarantina di posti letto per i fratelli ghanesi, con materassi, lenzuola e coperte messe a disposizione da Adra locale, e provveduto ad apparecchiare nel salone, adibito per l’occasione a refettorio, 10 tavoli con cento posti a sedere.
Ospite è il past. Stefano Paris, direttore del Dipartimento Giovani dell’Uicca, che ha aperto il congresso con una meditazione.
Il sabato mattina, dopo i canti e la storia per i bambini, il past. Paris tiene un pacato e, allo stesso tempo, potente sermone imperniato sul testo di 2 Corinzi 5:16–20.
La chiesa è piena, circa 130 presenti, tutti attentissimi. Quando ciò avviene, senti gioia nel cuore. Eppure, durante quel sabato, siamo entrati, se possibile, in una nuova dimensione mai sperimentata prima: siamo andati “oltre la gioia”.
Infatti, Stefano conclude con le parole del testo appena citato: vi supplichiamo, nel nome del Signore siate riconciliati con Dio. Poi, inaspettatamente, prosegue: “Se qualcuno sente il bisogno di riconciliarsi con un fratello, coraggio! Questo è il momento! Venga qui davanti! Questo è il momento di dare concretamente e veramente lode a Dio!”.
Seguono alcuni secondi di comprensibile disagio, e qualcuno comincia timidamente a raggiungere Stefano. Poi altri e altri ancora, finché non rimane più molto spazio davanti al pulpito. Dopo una potente preghiera di invocazione della presenza dello Spirito Santo, Stefano lancia un invito a coloro che sono rimasti in fondo: “Venite avanti!”. A quanti sono già davanti, chiede di cercare il fratello con il quale desidera riconciliarsi, di abbracciarlo e di pregare insieme. Ora tanti pregano, tenendosi abbracciati. Si sente molto la commozione.
E perciò, con cuore vinto dalla grazia del Signore, le tre comunità – Gaeta, Cellole e Castel Volturno – desiderano far sapere che, in seguito al sermone tenuto dal past. Stefano Paris e al suo accorato appello alla riconciliazione, sabato 3 novembre 2012, nella chiesa di Gaeta c’è stato un miracolo. È così che siamo andati “oltre la gioia”.
Per capire e gustare a pieno questa dimensione è necessaria una premessa: la nostra comunità di Gaeta sta uscendo, anzi, sabato 3 novembre è finalmente uscita, da un tunnel; da un lungo e difficile periodo di sofferenza originato da incomprensioni che hanno generato a loro volta conflitti interpersonali, difficoltà di comunicazione, divisioni dolorose e, talvolta, perfino scoramento.