Sandra Cervone – Un’intensa mattinata di vero incontro, amicizia e preghiera quella che sabato 27 ottobre, ha visto riunite, nella chiesa cristiana avventista di Gaeta, più comunità, più fedi, più esperienze. L’occasione di questo «accenno di Paradiso» è stata la presentazione al tempio della piccola Sofia Malaguarnera, figlia del past. Davide e di Sara Furnari, i quali, con il fratellino Valerio, i nonni, gli zii e i rappresentanti delle chiese avventiste di Gaeta, Cellole e Castel Volturno con la folta comunità ghanese, hanno voluto invitare anche gruppi di amici e di parrocchie cattoliche limitrofe, nonché rappresentanti del Comune, delle Reti Solidali cittadine di cui gli avventisti sono parte attiva con Adra, e di organismi diocesani per l’ecumenismo e l’Unità dei cristiani.

Ecco che la mattinata si è trasformata in un’occasione di ringraziamento al Signore non solo per il prezioso dono di Sofia nella famiglia e nella comunità avventista «allargata», ma anche della presenza della famiglia Malaguarnera e della comunità avventista nel tessuto socio-culturale e religioso sia cittadino che diocesano. Fin dall’ingresso in chiesa della corale ghanese, il folto pubblico è stato catapultato in un contesto di gioiosa accoglienza, voglia di stare insieme, scambio di sorrisi, strette di mano, desiderio di pregare, cantare, riflettere, ringraziare in unità.

Sono cadute tutte le possibili barriere di fronte all’importanza di «fare comunione», sentirsi tutti parte di un’unica famiglia, quella degli amici di Davide e Sara, accorsi per augurare alla piccola Sofia tutto il bene possibile. Ben due ore di cerimonia, quindi, con l’alternanza di espressioni linguistiche, musiche, canti, parole spirituali e amicali, letture, preghiere. Con il coordinamento di Debora Di Stasio, la preghiera iniziale di George Taso, la lettura di versetti biblici a cura di Gilda Presutto e il messaggio spirituale del pastore emerito Lillo Furnari, la cerimonia è andata avanti con sapiente regie e integrando perfettamente le varie anime presenti.

Commovente nella sua semplicità disarmante, ad esempio, il sermone per tutti i fanciulli tenuto da Sara Furnari: una «colorata» occasione di vedere riuniti, uno accanto all’altro, bambini piccolissimi e ragazzi, bianchi e neri, biondi e con le treccine tipiche della cultura africana. Sara ha raccontato una storia della cultura sub-sahariana dal titolo «Ubuntu: Io sono perché noi siamo», che ha fatto tanto bene anche agli adulti, allargando i cuori di tutti. Bellissimi i canti dei gruppi musicali Armonie, Di Gei’s e della corale della chiesa avventista di Gaeta, l’esibizione di Davide, Naima ed Irene Maiarelli, la lettura di versi di Giada Saveriano accompagnata al sax dal papà Carmine, l’intervento di Rossella Fusco sull’«ereditarietà», le dediche e testimonianze per Sofia del nonno Pasquale Malaguarnera, di don Antonio Cairo, l’assessore Lucia Maltempo, Adele Pietroluongo che ha portato i saluti di don Stefano Castaldi.

E poi Sandra Cervone, Emilio Donaggio, Carlo Tucciello, Anna Rispoli, Lorena Tartaglia, Thomas Betmet… Meno male che c’erano Franco Cairo di Lazio Tv e il fotografo Daniele Simeone ad immortalare un evento meritevole di essere ricordato! Bellissimo il momento centrale della festa, quello della presentazione al tempio, e la preghiera corale per la piccola Sofia con i familiari, gli anziani di chiesa e i diaconi inginocchiati al centro della chiesa.

E poi i ringraziamenti commossi di Davide Malaguarnera, la preghiera finale e l’agape fraterna nei saloni della chiesa di via dei Frassini. Ancora un’occasione per stare tutti insieme, in armonia, per sentirsi fratelli oltre ogni barriera di provenienza geografica o religiosa. Insieme. Semplicemente. Per augurare ogni bene a Sofia che, a nove mesi, è stata inconsapevolmente ma efficacemente capace di creare attorno a sé quest’atmosfera serena di vera integrazione e di pace. Nella speranza, nella verità che unisce e libera e nella «saggezza» che il suo nome continuerà a ricordare a tutti.