Dwight Nelson – Quest’anno vi è stato un aumento di attacchi degli squali al largo della costa del Carolina del Nord, negli Stati Uniti. Nel 2018 gli attacchi alle persone sono stati solo tre, mentre a giugno 2019 si sono verificati già tre episodi. Secondo alcuni, è il riscaldamento globale a spingere questi predatori del mare oltre le acque a loro familiari. Per altri, è il solito flusso e riflusso di attacchi di squali contro gli esseri umani.

Una storia molto diffusa [nelle scorse settimane] è quella della diciassettenne Paige Winter. Il 2 giugno, la giovane si divertiva, insieme con la famiglia, nelle acque dell’Atlantic Beach. Ecco come uno dei suoi chirurghi, Eric Toschlog, ha descritto l’episodio al canale televisivo americano Abc News: «In un bel pomeriggio su una spiaggia incontaminata della costa cristallina nella Carolina del Nord, la vita di una giovane donna di 17 anni è cambiata per sempre. Paige Winter era in piedi con i suoi fratelli nell’acqua profonda fino alla vita quando è stata attaccata da uno squalo. La devastante lesione alla gamba sinistra, con recisione delle principali arteria e vena che alimentano l’arto, le sarebbe costata la vita se, nei minuti successivi, non avesse ricevuto un atto di amore eroico e un semplice laccio emostatico».

In una conferenza stampa, insieme all’équipe di medici che hanno operato Paige, Toschlog ha raccontato i secondi successivi al morso dello squalo: «Suo padre aveva assistito all’attacco e aveva visto la figlia scomparire sotto la superfice del mare, in un turbinio di acqua mista a sangue. Si era subito tuffato, l’aveva presa tra le braccia e l’aveva tirata fuori dall’acqua con ancora attaccato alla gamba sinistra uno squalo da lui definito “molto grosso”. Aveva continuato a colpire lo squalo con i pugni fino a quando l’animale aveva lasciato la presa; poi aveva lottato per guadagnare la riva con Paige tra le braccia, mentre le diceva che l’amava, ignaro dello squalo che li seguiva da vicino».

Sulla spiaggia, un uomo aveva assistito a tutta la scena e si era precipitato per aiutare il padre di Paige, quindi aveva legato un laccio alla coscia sinistra della ragazza. A riva avevano chiamato il 911 e un elicottero aveva trasportato la ragazza in ospedale, dove un’équipe medica di emergenza l’aspettava.

Toschlog ha continuato: «Ho visto decine di arti mutilati nella mia carriera, ma è stato straziante vedere come era ridotta una diciassettenne che stava soltanto vivendo un giorno al mare con la sua famiglia. Non è mai facile. La decisione di amputare non è mai facile ma, dolorosamente, non bisognava prendere alcuna decisione. La ragazza ha ricevuto una massiccia trasfusione di sangue e subìto l’amputazione della gamba sinistra a metà coscia. Contemporaneamente, i nostri chirurghi plastici hanno iniziato a operare le sue mani. Nei giorni successivi, Paige ha subìto altri interventi chirurgici aggiuntivi alle mani e ha reagito straordinariamente bene. Sarà dimessa entro la prossima settimana per la riabilitazione».

Una ragazza coraggiosa e una bella storia da raccontare. Ma di tutto ciò che è stato detto alla conferenza stampa, la cosa più profonda rimane, per me, l’osservazione di Toschlog: «I veri eroi di questa storia sono un padre e una madre amorevoli, un volontario sulla spiaggia e una giovane donna straordinaria. Paige è stata salvata da un semplice laccio emostatico. Ma, in realtà, è stata salvata da qualcosa di molto più potente… Paige è viva grazie a una delle forze più potenti che ho incontrato in 20 anni come chirurgo traumatologo, una forza che supera qualsiasi tecnologia medica. È stata salvata dall’amore, l’amore di un padre per sua figlia».

«Salvata dall’amore, l’amore di un padre per sua figlia».

La storia di Paige è anche la nostra storia, vero? Devastati dal predatore di tutti noi, quasi morti nell’acqua, non c’è nessuno che possa salvarci?

«Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Romani 5:8). L’amore altruistico di un Padre per i suoi figli.

O come scrive Ellen G. White nel libro Il gran conflitto: «L’amore del Padre, non meno di quello del Figlio, è la fonte della salvezza per l’umanità perduta» (p.416).

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[Fonte: Adventist Review online]