Maol – Circa tre mesi dopo che la chiesa di Hinckley iniziò il suo ministero presso il carcere di Moose Lake, ricevemmo la lettera di un uomo che era detenuto nella prigione federale di Sandstone, nel Minnesota. Bob Mead racconta la sua esperienza dalle pagine di Adventist Review e ci incoraggia.

Decima dal carcere
Nella sua lettera, l’uomo non solo chiedeva studi biblici e una Bibbia con il commento della cofondatrice della chiesa avventista, Ellen G. White, ma inviava anche del denaro perché voleva restituire la decima nella nostra comunità. Quando lessi la lettera, ricordo di aver pensato: «Bisogna far subito visita e stringere amicizia con una persona che restituisce la decima da una prigione».

Il carcere federale è diverso da un penitenziario statale e non sapevo come iniziare il ministero verso i detenuti in quel tipo di prigione. Così chiesi aiuto a Dio in preghiera. Poco tempo dopo si formò nella mia mente un pensiero: «Chiama la prigione federale e chiedi del cappellano». Telefonai e riuscii a farmi passare il cappellano al quale spiegai della lettera che avevamo ricevuto. Gli dissi che ero un membro della chiesa avventista di Hinckley e che volevo venire in carcere per visitare questo detenuto, come rappresentante della mia chiesa. E così ebbi il permesso. Quindi, dopo aver superato gli stessi controlli previsti dal sistema carcerario statale, entrai per la prima volta nel Sandstone Federal Correctional Institution.

Ero andato lì per incontrare l’uomo che restituiva la decima, ma mi ritrovai nella biblioteca della prigione circondato da otto detenuti che aspettavano con impazienza di incontrarmi e sentire cosa avessi da dire. Ero nervoso: mi trovavo in un penitenziario nuovo per me, con dei criminali che non conoscevo, ed era anche la prima volta che mi recavo in un carcere da solo.

L’uomo della decima era più giovane di quanto mi aspettassi e umile. Aveva invitato i suoi amici all’incontro e così iniziammo uno studio meraviglioso sul vangelo. Quando uscii dal carcere, ringraziai Dio per le sue benedizioni e per la gioia che colmava il mio cuore ancora una volta.

I reclusi nella prigione federale non sono diversi da quelli del carcere di stato: amano tutti cantare. Così, presi la mia chitarra e cantammo.

Questa nuova attività è una bella sfida. Con i carcerati seguiamo gli studi biblici della serie “Lifting Up Jesus” di Karen Lewis. Sono stato nella prigione 12 volte da quando abbiamo cominciato, e abbiamo appena terminato la lezione numero uno. Procediamo lentamente e non lasciamo nulla di intentato.

La benedizione del servizio
È un onore e una benedizione far parte del ministero in prigione. Alcuni potrebbero pensare che sia un impegno enorme e un lavoro extra, e in effetti è così. Ma credo che Dio abbia creato un sistema. Quando si è disposti a collaborare con il Signore in una missione, sei tu quello che riceve le benedizioni. Funziona sempre così.

Ogni volta che esco da quelle porte di metallo e le sento sbattere dietro di me, ringrazio Dio per il tempo meraviglioso trascorso lì e e per la benedizione di avere il cuore pieno di gioia.
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[Fonte e foto: Mid-America Union Conference Outlook/Adventist Review]