Dora Bognandi – Può la religione diventare un’arma potente per prevaricare sul prossimo?

La settimana della libertà religiosa, che quest’anno propone una riflessione sul rapporto che c’è o dovrebbe esserci tra «Chiese e Potere», si prefigge lo scopo di evidenziare diverse malversazioni consumatesi nel tempo e indicare alcune possibili strade da percorrere. La storia ci dice che gli esponenti di entrambe le istituzioni troppo spesso hanno interpretato il loro ruolo per soddisfare i propri interessi, piuttosto che per il bene comune.

Questo uso improprio della fede è prerogativa solo della chiesa di maggioranza?

Purtroppo non soltanto le grandi istituzioni cadono nella tentazione di imporre il proprio punto di vista. Se un credente sfuma il suo legame con Dio per difendere con forza le proprie idee, rischia di cadere in questa trappola. Può succedere che, animato da «santo zelo» e sentendosi portavoce di Dio, finisca con l’attribuire le proprie vedute al Creatore. Con questi sentimenti è portato a guardare gli altri dall’alto in basso.

È facile individuare gli errori degli altri, ma nessuno è esente dal commetterli. In realtà tutte le volte che un credente qualsiasi giudica l’esponente di un’altra religione senza conoscere il suo percorso di fede, si mette in qualche modo al posto di Dio. Quando si chiude all’ascolto di chi pensa diversamente da lui, dimostra l’arroganza di chi ritiene di non avere nulla da imparare. Quando manca di rispetto verso chi ha fatto scelte diverse dalle sue, disonora la sua stessa fede. Quando manca di carità, disonora Cristo stesso. Quando lavora di fantasia e spaccia le sue conclusioni per pura dottrina, fa violenza al Vangelo stesso. Quando giudica l’altro solo per l’appartenenza religiosa, non fa altro che ripetere le discriminazioni che lui stesso ha subito perché di fede diversa.

Se il punto di riferimento del cristiano non rimane il Cristo stesso, allora si assumeranno troppo facilmente atteggiamenti integralisti e si pronunceranno giudizi anche violenti contro persone che sinceramente seguono la propria strada. La regola d’oro trasmessaci dal Cristo stesso, «Fai agli altri quello che vorresti gli altri facciano a te» (cfr. Matteo 7:12), dovrebbe essere uno dei punti di riferimento principali per un vero cristiano. Se ci lasciamo guidare dal concetto che tutto il bene sta in noi e tutto il male in quelli che non la pensano come noi, se riteniamo di avere scoperto tutta la verità mentre tutti gli altri sono nelle tenebre, allora è il momento di rivedere il nostro rapporto con Gesù e cercare di imparare da lui come relazionarci con noi stessi e con il prossimo, perché stiamo usando le nostre vedute religiose impropriamente, attribuendoci un potere che nessuno ci ha conferito.